giovedì 16 settembre 2010

vergognosa sentenza


VETERINARI RESPONSABILI Se un cane muore dopo un intervento sbagliato da parte del veterinario, il proprietario dell'animale non ha diritto a un risarcimento per il danno morale a causa della perdita del suo 'fedele amicò, perchè la compagnia di un cane nella vita non è «un diritto inviolabile della persona». È il principio stabilito dal tribunale civile di Milano che con una sentenza non ha accolto la richiesta di danni di una donna che aveva visto morire la sua cagnolina dopo un'operazione chirurgica. L'animale, un husky di nove anni, era stata operata l'11 marzo 2003 da un veterinario, su consiglio di un collega, amico della proprietaria del cane. Dopo l'intervento per asportare un sospetto tumore alla mammella, la cagnolina aveva subito una forte emorragia, ma era stata dimessa e poi era morta a casa poche ore dopo. Il giudice della quinta sezione civile, Damiano Spera, decidendo sulla causa intentata dal legale della donna, l'avvocato Maurizio Bozzato, ha riconosciuto «la responsabilità» dei due veterinari nel causare la morte perchè i due non hanno fatto tutte le analisi necessarie visto che il cane era anche «affetto da sospetta neoplasia e in sovrappeso» e poi lo hanno immediatamente dimesso dopo l' operazione. Tuttavia, richiamando una sentenza della Cassazione, il giudice ha negato il risarcimento per danni morali perchè non si tratta di un diritto inviolabile. Il legale della donna, nell'intentare la causa, aveva sottolineato il «coinvolgimento in termini affettivi che la reazione tra uomo e animale domestico comporta» per «l'arricchimento della personalità dell'uomo».