sabato 31 dicembre 2011

il sindaco accorato


[ S.BenedettoT. : Gasparhosis II° e la lettera a babbonatale sui botti di capodanno ]

Ci sono i sindaci con le palle e i sindaci senza. Quelli con, emanano ordinanze comunali che vietano i botti di fine anno. Quelli senza, sono "accorati".
Gasparhosis II° è "accorato". Non vieta i botti. E scrive un comunicato/letterina a babbo natale "affinchè si limiti al massimo l'utilizzo dei petardi" e bla e bla e bla...
Il Gasparhosis-accorato non ha "ritenuto necessario predisporre un'ordinanza" - dice - sul modello del Comune di Torino [qualcuno dei cortigiani l'ha informato che non è solo Torino, e che l'iniziativa sta dilagando fra tanti comuni? Pensi un po', sindaco: c'è perfino la vicinissima Teramo!]. (*) E "spiega come non ci sia il tempo materiale di predisporre un'ordinanza ".
Bisogna capirlo: lui non è come quei sindaci sfaccendati di Torino, Venezia, Bari ecc., che stanno in panciolle tutto il dì e tra un ricamo all'uncinetto e l'altro per ammazzare il tempo sparano ordinanze anti-botti.
Nella letterina a babbonatale, Gasparhosis spera - accoratamente, va da sè - che i contenuti del provvedimento torinese [e dei tanti altri in Italia, sveglia, Gasparhosis!] da lui "condivisi in toto" [dice, ma si guarda bene dal farne oggetto di ordinanza comunale] "siano recepiti a beneficio della serenità di tutti... eccetera". A pensarci bene, è l'uovo di Colombo: prendi un sindaco che dica con accorati accenti "a capodanno fate i buoni" e subito i ciechi vedono e gli storpi camminano e gli imbecilli che a capodanno sparano come in Afghanistan diventano intelligenti, escono dalle caverne, lasciano la clava, si danno una ripulita e danno retta al caro leader.
Tocca vette d'ineguagliato lirismo l'accorato Gasparhosis quando francescanamente invita alla prudenza coi botti anche per tutelare la salute dei "nostri amici quattrozampe [sic]". Già, quelli si possono vendere come pentole e calzini nelle fiere e nei mercati locali e al Comune non gliene può importare di meno: ma quanto tornano utili per esercizi di sana demagogia nella letterina di natale! Tanto quei poveretti mica votano. I commercianti e i petardomani sì.
(*) Ultimissime della sera: anche il sindaco di Teramo ha emanato ordinanza comunale di divieto dei botti. Motivazone: è un segno di civiltà. Con i vigili autorizzati a riprendere con le telecamere i balconi. I trasgressori pagheranno multe fino a 500 euro.


Grottammare 29. 12. '11 Sara Di Giuseppe
www.faxivostri.wordpress.com

venerdì 30 dicembre 2011

le vergognose affermazioni del sindaco di San benedetto del Tronto che non vieta i botti di Capodanno


LE VERGOGNOSE AFFERMAZIONI DEL SINDACO DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO CHE NON VIETA I BOTTI DI CAPODANNO Gli animali non rigraziano

Ecco cosa dichiara al Segnale http://www.ilsegnale.it/?p=27224 il sindaco di San Benedetto del Tronto: “ “L’auspicio che questa difficile fine del 2011, contrassegnata dalla crisi diffusa di disponibilità economiche, segni anche un’inversione di tendenza in questo campo: non ho ritenuto necessario predisporre un’ordinanza sul modello del provvedimento emanato dal Comune di Torino ma credo – conclude il sindaco – che i contenuti di quel provvedimento, che condivido in toto, siano recepiti a beneficio della serenità di tutti i cittadini che intendono festeggiare senza paura e, non ultimi, dei nostri amici quattrozampe che, come sappiamo, durante la notte di S. Silvestro sono quelli che patiscono di più».
Capito bene? Non ha ritenuto necessario predisporre un provvedimento di divieto! Allora che lo condivide a fare!!!! A parte il fatto che la sua sensibilità verso i quattrozampe è tutta da verificare e ne sanno qualcosa le associazioni animaliste,,,,,ma certe affermazioni sono un’offesa e una presa in giro ai tanti cittadini e animali che da anni subiscono le feste fracassone di piazza con tanto di botti finali autorizzate dal sindaco stesso che gli conferisce la qualifica di “pubblica utilità” come avvenuto lo scorso anno e avverrà anche per la festa di Capodanno super fracassona che si è svolta nella pubblica via del paese, promossa da un’associazione di cattolici ( senza vergogna!!!!)I giornali come al solito ignorano i nostri comunicati che smentiscono il sindaco e condannano i botti!
Sommergiamoli di proteste!!!! Grazie a tutti coloro che invieranno e appoggeranno la nostra protesta per affermare la verità mistificata con la complicità di certa stampa locale. http://www.rivieraoggi.it/2011/12/29/134028/botti-di-fine-anno-gaspari-predica-prudenza-limitatene-lutilizzo/

Protestiamo con il sindaco, con la redazione del Segnale e degli altri giornali locali che ignorano sempre i nostri comunicati ma pubblicano solo i comunicati del sindaco e senza contraddittorio:

Scrivere tutti numerosi (copia e incolla) a :
sindaco@comunesbt.it
redazione@ilsegnale.it;info@rivieraoggi.it; cronaca.ascolipiceno@ilcarlino.net;sbenedetto@ilmessaggero.it; sanbenedetto@corriereadriatico.it;


“Spett.Sindaco di San Benedetto del tronto, abbiamo letto le sue affermazioni rilasciate sul giornale online “Il segnale” in cui dichiara in merito al divieto di sparare botti a Capodanno emesso da 830 comuni italiani: “non ho ritenuto necessario predisporre un’ordinanza sul modello del provvedimento emanato dal Comune di Torino ma credo che i contenuti di quel provvedimento, che condivido in toto, siano recepiti a beneficio della serenità di tutti i cittadini che intendono festeggiare senza paura e, non ultimi, dei nostri amici quattrozampe che, come sappiamo, durante la notte di S. Silvestro sono quelli che patiscono di più”
Se condivide in toto l’ordinanza perché non ha seguito l’esempio del sindaco di Torino? Inutile parlare e poi non fare perché così facendo le sue parole non risultano sincere!
E perché allora il comune autorizza, organizza e patrocina con tanto di qualifica di “pubblica utilità” feste di piazza fracassone con botti di mezzanotte ?
Dimostri con i fatti di essere dalla parte di animali e delle persone civili, dando un segno concreto di civiltà ed emanando un’ordinanza di divieto, come fatto da tanti comuni italiani. Il sindaco di Bari lo ha fatto oggi stesso e senza tanti giri di parole, è ancora in tempo!!!!

Nome cognome e città

martedì 27 dicembre 2011

No Botti a Capodanno



I botti sono colpevoli ogni anno della morte di migliaia di animali per stress, spaventi, incidenti ed assideramento.
La sensibilità uditiva degli animali è talmente sviluppata, che il rumore provocato dallo scoppio dei fuochi artificiali e dei petardi gli causa un vero e proprio dolore.
Cani, gatti, uccelli, animali selvatici scappano in preda al panico, sono disorientati, si divincolano o muoiono d’infarto. Molto spesso, inoltre, muoiono assiderati dal freddo, nell’impossibilità di ritrovare il proprio riparo.
Le fughe degli animali hanno, spesso, conseguenze anche per l’uomo.
Allora perché spendere tanti soldi per provocare sofferenza? Fai qualcosa di positivo, brinda al nuovo anno e festeggia con gli amici senza esplosioni.

Buon 2012 a quanti, convivono con gatti uccelli e cani o che semplicemente rispettano ed amano gli animali.

lunedì 12 dicembre 2011

Ancora una fiera vergognosa con gli animali. Basta fiere con gli animali !

S.Lucia 11 dicembre

Ancora una vergognosa fiera con gli animali esposti nelle gabbie a S.Lucia l’11 dicembre a S.Benedetto del Tronto , malgrado il “Regolamento sul benessere degli animali” deliberato dal comune fissi condizioni detenzione degli animali esposti, in merito alla misura delle gabbie, alle ore di esposizione alla protezione dal rumore, dalle luci e dalla vicinanza con la folla, per non parlare dei trasporti, sono saltate all’occhio palesi irregolarità: animali esposti in gabbie affollate con più soggetti, gabbie poste a diretto contatto con il pubblico che toccava e infilava le mani tra le sbarre , luci, folla, rumore ed esposizione oltre l’orario consentito dal regolamento ( non più di 5 ore) Non è questo il modo di trattare gli animali. Proprio come alla fiera di S.Martino a Grottammare nel novembre scorso, molti cittadini hanno espresso il loro disappunto e la loro condanna in merito; l’associazione “Arca 2000”onlus diritti dell’animale malato, aveva inoltrato fin dal 28 ottobre scorso un esposto rivolto a polizia municipale, asur, e sindaco per chiedere il divieto di tale mercato di animali, in cui esseri viventi e non certo merce, sono sottoposti ad inutile stress per le condizioni di trasposto, di stabulazione, di esposizione prolungata, ovvero tutte condizioni critiche che da tempo sono condannate dalle più sensibili associazioni animaliste in Italia. Vietare queste fiere si può e si deve, sindaci sensibili e illuminati lo hanno fatto ( Ancona, Positano, Pavia, Bologna, solo per citarne alcuni)Cosa si aspetta a S.Benedetto e Grottammare? Ieri sul posto per i controlli dovuti, c’erano solo le guardie zoofile volontarie della Lida (lega italiana diritti animali) intervenute su propria iniziativa personale. Dov’erano i vigili e la Asur che erano comunque stati sollecitati ai controlli?
L’associazione “Arca 2000” supportata da centinai a di cittadini, chiede all’amministrazione comunale se vi sono stati interventi delle autorità preposte ai controlli, visto che per quanto riscontrato gli animali risultavano detenuti in palese violazione al regolamento sul benessere degli animali ed oltre l’orario consentito dallo stesso: fermo restando che i controlli, nulla tolgono ad uno squallido mercato che mercifica gli animali veicolando un messaggio diseducativo che legittima condizioni incompatibili con la loro natura. Un mercato solo da vietare.

domenica 4 dicembre 2011

la stampa che offende gli animalisti



 gli articoli di Iezzi


 
“Animalisti dipinti come persecutori di poveri venditori ambulanti che amano i loro animali quanto e più di altri.....” così il giornalista Marcello Iezzi del Resto del Carlino( cronaca di S.Benedetto del Tronto –Ascoli - si allega) accoglie le centinaia di mail di protesta inviate da tutta Italia alla redazione del “Resto del Carlino Marche” per protestare contro la vendita di animali alla Fiera di S.Martino dell’11 novembre a Grottammare (Ap)
Protestiamo contro tale indecente articolo, che offende il duro lavoro di tanti animalisti per il rispetto degli animali. Come al solito, chi difende gli animali viene dipinto come un' estremista, integralista, fanatico e quanto altro....
Facciamogli capire che il buon giornalista, dovrebbe limitarsi a riportare i fatti e non scrivere opinioni personali “ speciste e razziste” che colpevolizzano chi difende gli animali e graziano chi ne fa commercio per meri fini di lucro.
Come si può scrivere di tutela e amore degli animali, senza averne la benchè minima cognizione di causa? E’ come se un meccanico scrivesse di finanza o un biologo fosse invitato a dissertare di filosofia e arte. Forse il giornalista Iezzi non sa cosa vogliano dire le parole “rispetto e amore per gli animali”, proviamo a spiegarglielo inviando (copia e incolla) il testo sottostante :

cronaca.ascolipiceno@ilcarlino.net
cc: ordinegiornalisti@pec.odg.marche.it
arcanimali@tiscali.it

Spett. Resto del Carlino redazione Ascoli-S,Benedetto del Tronto, abbiamo letto gli articoli usciti sul Resto del Carlino a firma di Marcello Iezzi, in merito alla vendita di animali alla fiera di S.Martino. Troviamo davvero indecente e vergognoso che gli animalisti e i cittadini che hanno inviato mail di protesta, siano dipinti come dei “persecutori” mentre i commercianti di animali sarebbero quelli che “amano gli animali”. I controlli tanto sbandierati quanto superficiali, nulla tolgono al connotato di barbarie di un commercio che lucra sulla vita di animali indifesi, sottoposti a stress insostenibili per la loro natura. Tali mercati, fanno soffrire gli animali per il lucro di chi non ha trovato altro lavoro, se non quello di sfruttare l’utero di qualche cagnolina di razza, facendogli sfornare cuccioli a comando, fino a morirne...Un commercio squallido, che nasconde una realtà orribile che nulla ha a che vedere con l’amore e il rispetto degli animali.Marcello Iezzi, invita le associazioni animaliste ad informare le persone sul commercio di animali tramite tavoli e materiale da diffondere. Perché non gli va a dare una mano anche lui a queste persone?Magari cominciando a non scrivere più articoli in cui si dipingono come vittime i commercianti di animali. Inutile fare sensibilizzazione quando i sindaci difendono a “spada tratta” i mercati d’animali e quando ci sono giornalisti che scrivono articoli come quello di Iezzi. Il buon giornalista è quello che non si schiera e riporta le ragioni di ambedue le parti in modo che il lettore sappia farsi la propria opinione.


Nome e cognome città.....

domenica 27 novembre 2011

arca2000blog: storica sentenza condanna un veterinario per malas...

arca2000blog: storica sentenza condanna un veterinario per malas...: MONTEBELLUNA. La cagnolina muore dopo il parto cesareo: veterinario condannato per colpa professionale a risarcire il proprietario con 36 m...

storica sentenza condanna un veterinario per malasanità animale


MONTEBELLUNA. La cagnolina muore dopo il parto cesareo: veterinario condannato per colpa professionale a risarcire il proprietario con 36 mila euro. La sentenza, destinata a fare scuola, è stata depositata l'altra mattina in tribunale dal giudice Mariateresa Cusumano. Una sentenza, quella del tribunale di Montebelluna, che ha pochi precedenti e che denota una sensibilità crescente per gli animali anche nelle aule giudiziarie.

Tutto ha inizio il 16 gennaio 2001 quando Ingrid, boxerina di 3 anni con pedigree, pluripremiata a livello europeo e mondiale, viene portata nello studio del dottor Pietro Bonsembiante di Montebelluna, veterinario conosciutissimo e stimatissimo, ex responsabile dell'istituto zooprofilatico di Treviso. Ingrid è alla sua prima gravidanza e il medico fa nascere con il cesareo 12 splendidi cuccioli. La cagnolina viene ricucita e - visto che l'intervento sembra perfettamente riuscito - rimandata a casa ancora sotto anestesia. Un'ora più tardi il decesso: Ingrid passa dal sonno alla morte per un'emorragia che causa soffocamento polmonare.

Il proprietario, Oldo Sartor dell'allevamento Tiglio d'Oro è disperato, chiede spiegazioni sull'accaduto, ma non si dà pace per l'accaduto. E contesta al veterinario la morte chiedendo di essere risarcito. La trattativa va avanti per qualche tempo, ma la compagnia di assicurazione Zurigo rifiuta il versamento di qualsiasi somma. All fine l'allevatore decide di chiedere giustizia al tribunale e, assistito dall'avvocato Marco Serena avvia un'azione civile nei confronti del veterinario. La causa va avanti per lungo tempo: il dottor Bonsembiante, assistito dallo studio Massarotto, esclude qualsiasi responsabilità professionale spiegando di aver usato tutta la diligenza dovuta. La morte, sostiene il veterinario, è stata un evento imprevedibile. Opposta la ricostruzione dell'avvocato Serena che contesta varie negligenze, come l'aver rimandato a casa il cane appena un'ora dopo il parto cesareo.

Ma non basta: il legale contesta anche la mancata predisposizione della cartella clinica (una battaglia, quella dei documenti sanitari per gli animali, che le varie associazioni di tutela stanno portando avanti da tempo). La sentenza, pronunciata a fine ottobre dopo l'esame delle consulenze, è stata depositata l'altra mattina dal giudice: il veterinario dovrà risarcire 36 mila euro per colpa professionale.

giovedì 17 novembre 2011

La scomparsa dei fatti

L'Italia è al 40° posto nella lista redatta da "Reporter sans frontières" per la libertà d'informazione. Troppo spesso assistiamo alla scomparsa dei fatti:

Diciamo no alla stampa “ad personam” che nasconde la sofferenza degli animali
Appello promosso da: “Arca 2000” onlus diritti dell’animale malato- www.arca2000.it

Cari amici, con molto rammarico, abbiamo riscontrato in questi giorni, la censura operata da certi giornali locali, che ci hanno tolto la voce, per esprimere le ragioni del nostro dissenso sulla fiera di animali di S.Martino a Grottammare. La redazione del “Messaggero” di S.Benedetto- Ascoli , è stata sommersa dalle vostre mail di protesta, e di questo vogliamo ringraziarvi tutti. Peccato però, che invece di pubblicare i comunicati della nostra associazione, la redazione del “Messaggero” così come il portale online “Riviera Oggi” (si allega articolo e links) si sono prodigati a riportare i comunicati del sindaco, che riferiva di “rassicuranti controlli” sugli animali, disposti con la Forestale e la Asur! La verità è che i controlli non servono a nulla e non tolgono il connotato di barbarie della cattività in cui sono tenuti gli animali, venduti come un paio di mutande, senza alcuna considerazione dello stress psichico a cui sono sottoposti nelle le fiere e i mercati ( folla, condizioni climatiche, voci, luci, alterati stati di sonno veglia, manipolazioni, etc......)
Abbiamo inviato numerosi comunicati ai giornali locali, per smentire le dichiarazioni del sindaco, che si dichiara “aperto ad ogni suggerimento delle associazioni animaliste” Nulla di più falso! Ci ha minacciato di querela, e se veramente avesse tenuto in conto i nostri suggerimenti avrebbe dovuto vietare(come tanti altri comuni italiani) le fiere con gli animali. Invece il sindaco dichiara dalle pagine del “Messaggero” che la fiera di S.Martino è soprattutto una fiera di animali e anche quest’anno si è voluto dare un segno di continuità alla cosa. E poi nelle conferenze stampa dice “ di non poter vietare le fiere con animali” Noi avremmo avuto qualcosa da dire in merito, invece la stampa tace e acconsente.
Facciamogli capire che noi, l’informazione ce la facciamo da soli, e che la verità tanto viene a galla.

Potete Lasciare i vostri commenti in merito anche su:

http://www.rivieraoggi.it/2011/11/12/131167/san-martino-tanta-gente-ma-un-po-troppo-alcol-fra-i-ragazzi/

http://www.rivieraoggi.it/2011/11/09/130999/fiera-di-san-martino-con-463-espositori-%E2%80%9Cla-sua-forza-e-la-tradizione%E2%80%9D/

uniamoci tutti numerosi, alla protesta, per dimostrare che l’informazione ce la facciamo da soli, perché noi siamo persone libere. Scrivete l’appello sottostante (copia e incolla) e inviatelo a i seguenti indirizzi (grazie):

info@rivieraoggi.it
sbenedetto@ilmessaggero.it

cc: ordinegiornalisti@pec.odg.marche.it ; segreteria.direttore@ilmessaggero.it; arcanimali@tiscali.it; sindaco@comune.grottammare.ap.it;


Spett. Organi in indirizzo, siamo veramente allibiti dal sapere che i comunicati stampa delle associazioni animaliste (che smentiscono molti contenuti riportati dai vostri articoli sulla fiera di S.Martino e il mercato degli animali) non sono mai stati citati come contraddittorio, negli articoli da voi scritti. Un paese democratico, non può ignorare la voce di chi rappresenta i diritti degli animali, secondo una stampa libera, trasparente e civile. Solo grazie al web, possiamo essere informati dalle associazioni animaliste, su come stanno veramente le cose e farci un’opinione sulla verità dei fatti. Ormai per noi ,il comune di Grottammare è da annoverare tra quelli più arretrati in fatto di rispetto per gli animali e per questo ci guarderemo bene dal trascorrervi le vacanze e tanto meno di frequentarne i mercati. I controlli, tanto sbandierati dai vostri giornali, non servono a nulla, perché non tutelano gli animali dalla cattività forzata in cui sono tenuti per ore, quando sono proposti come merce sulle bancarelle di un mercato. Ci meravigliamo che il sindaco di Grottammare, si ostini a sostenere questo mercato da medioevo, parlando di tradizione. Allora perché non riabilita anche il mercato degli schiavi (magari neri)?
Ci meravigliamo, che in un paese del centro Italia,permanga una mentalità così arretrata, e una stampa così poco pluralistica. Nessuno parla degli animali, come esseri senzienti, con una loro vita emotiva e psichica degna di rispetto e suscettibile di stress. Per quanto leggiamo, sembra che stiate parlando di fenomeni da baraccone, da esporre alla curiosità della folla come attrazioni. “I cuccioli però erano un po’ impauriti e tremolanti”ammette una cronista, anche se i controlli sono stati super efficienti. E poi ancora: “I cuccioli esposti alla vendita in fondo erano sani”. E già, l’importante che i cuccioli fossero sani, in fondo anche gli schiavi in vendita dovevano essere sani e muscolosi. E allora? Tutto accettato, legittimo, sdoganato.

In Italia, la stampa è parzialmente libera, i risultati sono sotto gli occhi di tutti: un paese fermo al medioevo, quando era normale portare gli orsi in catene e in gabbia nei mercati!

Che vergogna!

domenica 6 novembre 2011

gli animali finiscono nel redditometro!

"Gli animali sono beni di lusso": l'ultima ridicola trovata del governo Berlusconi

Ormai si fa a chi la spara più grossa in questo paese, e non si perde occasione non solo per tacere, ma anche per dimostrare quanto la politica sia lontana dalle esigenze e dai problemi dei cittadini. Nemmeno il più fantasioso autore di genere " fanthasy" potrebbe concepire tanto. Ammontano a soli euro 49,06 gli sgravi fiscali per le spese veterinarie sostenute per la cura del pet di famiglia. Praticamente una presa in giro, a danno dei 14 milioni di animali domestici che vivono nelle famiglie italiane; Una proposta che, se attuata, avrà conseguenze nefaste, non solo sulla considerazione del soggetto animale, ma anche sul piano fiscale. Quello che si recupererà da una parte, si perderà dall'altra, considerato che i veterinari, come troppi liberi professionisti, non sono adusi a rilasciare fattura. Basta poi barattare uno sconto e il gioco è fatto! La fattura, questa sconosciuta, sarà solo roba per fattucchiere o un sinonimo un po' arcaico per sostituire la parola "modello".

Al contrario , bisognerebbe aumentare le detrazioni fiscali per le spese veterinarie. Solo così il cliente vedrà l'effettiva convenienza a chiedere la fattura. Attualmente la detrazione è ridicola, non essendo calcolata sull'effettiva spesa sostenuta (come avviene per le spese mediche umane), ma su di un massimale, a cui sottrarre una franchigia. Quindi, anche se si spendono 3,000 euro per salvare Fido e Micio ( ma anche tanti altri animali diversi da cani e gatti) non potremo mai detrarre più di euro 49,06!
Se l'On.Lupi pensa di sanare così il bilancio disastroso dell'Italia, si rende non solo ridicolo, ma dimostra di non conoscere il problema e di ignorare i 14 milioni di animali che vivono nelle case degli italiani, spesso adottati nei rifugi, o trovati abbandonati. Ignora il loro valore affettivo, la loro ricchezza spirituale, e il beneficio impagabile che la relazione e il confronto con un essere diverso per specie può portare. Ma della qualità della nostra vita, ai nostri politici interessa poco e questa ne è la riprova.
L'ennesima "burla" poi, arriva da redditometro, che include gli animali nella lista dei beni di lusso, tra yachts e Ferrari; relegandoli a status symbol. Cos'è una barzelletta? Forse l'ultima di Berlusconi? Per chiudere riporto un breve passaggio di un articolo dell' avvocato Maria Giuliana Murianni, sulla suddetta proposta : "L’ennesimo esempio del capovolgimento dei valori. Quelli veri. Ma il dubbio mi assale: saranno considerate beni di lusso anche le escort? In fondo… tengono compagnia."


Daniela Ballestra per "Arca 2000" www.arca2000.it

venerdì 28 ottobre 2011

in nome di Dio si fanno soffrire gli animali

GLI ANIMALI NON SONO MERCE

Vergogna alla Fiera di Primavera 2009

un coniglio messo in "offerta" dentro una gabbia e sotto una musica assordante alla "Fiera di Primavera" dell'aprile 2009

"Solidarietà zoppa"alla "Fiera di Primavera" a S.Benedetto d.Tronto:

"GLI ANIMALI NON SONO OGGETTI" o merce di scambio......

Il giorno 5 aprile 2009 l'associazione "Arca 2000" nella figura della sua Presidente, denunciava, la presenza di animali (conigli, gallinelle, uccellini...) esposti in alcune gabbie, sopra i tavoli allestiti dai bambini nel corso della "fiera di primavera", una manifestazione in cui sono esposti oggetti di tutti i generi a scopo di raccolta fondi.

Gli animali erano cedibili dietro offerta. Fortunatamente, esiste a S.Benedetto, un "Regolamento comunale"per la tutela degli animali d'affezione che vieta ogni tipo di esposizione che faccia uso di animali vivi come premio, pesca,vincita e quanto altro. Sfortunatamente, questo regolamento, è puntualmente disatteso!

QUANDO LA NORMALITA' E' INCIVILTA'

I bambini , supportati dagli insegnanti, non trovano nulla di strano nel dare in premio degli animali. Questo è il problema su cui riflettere: la mercificazione degli animali recepita come "normalità". Se poi c'è qualcuno (associazione o cittadino) che denucia tali episodi, anzichè essere tutelato dalla legge, diventa oggetto di derisione, dileggio e insulti vari.

Noi di "Arca 2000" eravamo preventivamente intervenuti, chiedendo all'Assessore all'Ambiente del Comune di S.Benedetto, un' adeguata vigilanza, affinchè gli animali non fossero esposti come premi o vincita. Peccato però, che per l'occasione, non vi fosse un vigile presente e gli animali c'erano, eccome!

Per questo l'associazione "Arca 2000" ha chiesto alla amministrazione comunale, che in futuro venga fatto rispettare il regolamento per la tutela degli animali d'affezione, mettendo a conoscenza i partecipanti, del divieto di portare ed esporre animali sui tavoli a fini di vincita o quanto altro e predisponendo un adeguato servizio di vigilanza.

IL SONNO DELLA COSCIENZA NASCE DALL'IGNORANZA

Ciò che sconcerta (a parte l'assenza di vigilanza sul regolamento) è il fatto che a mettere in atto certi comportamenti siano i bambini, non educati dagli insegnanti e soprattutto la completa ignoranza del fatto che gli animali "NON SONO MERCE" e se si deve fare opera di solidarietà, questa deve riguardare tutti i viventi, compresi gli animali.

Crediamo fermamente che occorra una capillare campagna di sensibilizzazione, non solo verso i bambini ma anche verso gli insegnanti, ovvero coloro che dovrebbero trasmettere principi e valori morali, secondo una visione biocentrica moderna e illuminata, tenendo presente anche quanto segue:

- la legge 189/04 (art 544-quater) considera il maltrattamento animale non solo ogni atto capace di ledere sull'integrità fisica dell'animale ma anche ogni condizione incompatibile con la sua natura capace di provocare stress.

- gli animali non sono merce

- gli animali esposti in questo genere di fiere mercato solitamente soffrono di stress a causa del caldo, della folla chiassosa e vociferante, degli spazi angusti...

-alcune specie per loro natura non sono abituata a un contatto ravvicinato con l'uomo

-Cani,gatti, uccelli, rettili, roditori, ma anche struzzi, asini, cavalli, sono di solito i soggetti perferiti in queste esposizioni.Oltre alle problematiche dello sfruttamento ludico, i punti critici sono dati agli ambienti di solito inadeguati,alle gabbie strette, ai ritmi alterati di sonno veglia.

Problema igienico e trasporto:

del trasporto e delle variazioni climatiche, con tutte le possibili conseguenze igienico sanitarie dovute al proliferare di batteri di specie diverse che stazionano a stretto contatto. E' da sempre risaputo che le concentrazioni di animali devono essere tenute sotto controllo per motivi igienico sanitari.

Da tempo tali manifestazioni sono state condannate a livello nazionale dalle associazioni animaliste poichè contrarie alle vigenti leggi sulla tutela degli animali

esiste un regolamento comunale a San Benedetto del Tronto che vieta l'esposizione di animali come premi in fiere, mercati e quanto altro

Inoltre, gli animali esposti a questo tipo di fiere, spesso sono sprovvisti di certificati sanitari e di trasporto, e dato che essi vengono ceduti per uso "alimentare", risulta evidente che tale stato di cose. è del tutto irregolare anche sotto il profilo della sicurezza alimentare.Perchè nessuno si preoccupa di controllare?

Gabbiammare e gli animali


Per aggiungere lustro all'assunzione di Grottammare nell'olimpo delle italiche "Città" propongo - se sono ancora in tempo - di inserire nel nuovo stemma cittadino una gabbia per animali.

Proprio al centro, in bell'evidenza. Che ricordi e celebri le molte, anguste gabbie in cui lo scorso luglio, Fiera di San Paterniano, innocenti cuccioli sono stati detenuti per 48 ore in condizioni eufemisticamente definibili pietose. Senza controlli nè sanzioni per i responsabili, perchè così costuma da queste parti.

Esempio virtuoso con imminente recidiva nella novembrina FIERA DI SAN MARTINO.

La fanfara di certa stampa cartacea, risuonata già il 22 ottobre, non lesina superlativi: la macchina organizzativa ovviamente imponente, gli spazi messi in vendita hanno ovviamente il tutto esaurito.
E nel dare i numeri (metriquadri, spazi venduti, espositori: 9.100, 409, 364, 45... chi li vuol giocare si serva) l'orgasmo celebratorio porta il giornalista ad annoverare gli ANIMALI tra le "merci varie" che saranno esposte in vendita.
Già, perchè - come tutti i duri - il Comune non arretra davanti al nemico nè muove muscolo di fronte agli esposti e alla valanga di proteste: la Fiera VENDERA' ANCHE ANIMALI e sarà più bella e più grande che pria.

Dalla stampa abbiamo così due conferme in un sol colpo:

1. il Comune di Grottammare, con sensibilità da caterpillar, imperterrito consente la vendita di animali in fiere e mercati ambulanti, e se ne stracatafotte (A.Camilleri) dell'opinione di moltissimi e di ben altre scelte di civiltà che altri Comuni han già fatto;

2. nella cultura dei nostri amministratori, e della stampa che strilla forte il peana, e di quell'altra che d'abitudine tace - di fatto acconsentendo - gli animali altro non sono che... MERCE. Di cui disporre a beneficio di portafogli privati e casse pubbliche, da trascinare per fiere e mercati tra sofferenze e disagi, da esporre alla curiosità di un certo pubblico per intere giornate.

Non credano, amministratori e responsabili, di darsi una mano di belletto promettendo controlli e verifiche sullo stato degli animali, sulla congruità delle gabbie, sulle condizioni di stabulazione.
Improbabili controlli, verifiche, sanzioni (l'indecoroso precedente di San Paterniano legittima lo scetticismo ) non renderanno meno incivile la prassi del consentire il commercio di animali vivi in mercati e fiere: retaggio di medioevo, che per ragioni intrinseche alla situazione stessa - specie se protratta per 48 ore consecutive - non può non configurarsi come vero e proprio maltrattamento.
Ma questo piace alla nostra amministrazione e a certa parte della stampa locale; compiacerà le saccocce dei mercanti, conforterà le casse comunali; delizierà, infine - creando elettoralistici consensi - i beoti che vedranno, negli animali in gabbia, merce da acquistare a prezzi convenienti e spettacolo da offrire ai propri bambini, futuri beoti.


25. 10. '11 Sara Di Giuseppe

giovedì 13 ottobre 2011

veterinari impuniti


GEAPRESS – Sono liberi ed a lavoro i due veterinari pubblici di L’Aquila condannati dalla Corte d’Appello del capoluogo abruzzese, che ha confermato la condanna ai teorici due mesi e dieci giorni di reclusione per l’uccisione di nove cuccioli avvenuta nell’ottobre 2004.

Questo perchè la “formidabile” legge contro i maltrattamenti degli animali ha previsto, anche nel caso di reato di uccisione (544/bis Codice Penale) una pena reclusiva ben al di sotto della soglia di punibilità. Non solo. Per lo stesso reato, il legislatore non ha ritenuto utile neanche un centesimo di multa. Così si chiamano le sanzioni pecuniarie dei reati delitti. Carcere teorico, dunque. Poi nient’altro.

La Lega per la Difesa del Cane, costituitasi parte civile con l’Avvocato Michele Pezone al processo di secondo grado, chiede ora la radiazione dei due dalla professione. Questo perchè vi sarebbe la violazione del Codice Deontologico secondo il quale l’iscritto deve operare “alla promozione del rispetto degli animali ed al loro benessere in quanto esseri senzienti”.

Cosa era successo esattamente?
I nove cuccioli, poi uccisi con una iniezìone letale, era stati presi in consegna dal canile una volta arrivata la segnalazione da parte del proprietario di un giardino. Quest’ultimo era anche il proprietario dei cani e, secondo quando riferito in sede di udienza dai veterinari, ne aveva chiesto la soppressione. In primo grado i veterinari avevano addotto, sempre per giustificarne la soppressione, “motivi di ordine pubblico”.

In realtà nel dibattimento di primo grado cui partecipavo personalmente – ha dichiarato Gian Luca Scagliotti, responsabile Ufficio Legale della Lega Nazionale per la Difesa del Cane – la circostanza non è stata confermata importante, così come ora sostenuto anche dalla Corte d’Appello. Ovvero – ha aggiunto Scagliotti – il detentore di un animale non ne può disporre più come una cosa ma ha precisi obblighi e doveri che investono anche il medico veterinario il cui dovere è curare gli animali e non sopprimerli, se non per certificata incurabilità o comprovata pericolosità come previsto fin dalla L. 281 del 91.”

La sentenza di primo grado era stata emessa nel 2007. Per tutto questo tempo, i due Medici Veterinari hanno potuto continuare l’attività e lo potranno ancora se non interviene la radiazione dalla professione.

Il governo Berlusconi fa gli sconti ai veterinari!


da “Arca 2000” diritti dell’animale malato: appello urgente

VOGLIONO ELIMINARE LA DETRAIBILITA’ DELLE SPESE VETERINARIE
- UN ALTRO FAVORE AI VETERINARI DEL GOVERNO BERLUSCONI

Mentre la proposta di legge per la “Regolamentazione veterinaria” presentata in Parlamento nel 2009 giace dimenticata nei meandri del palazzo di governo ecco un altro “sconto” che viene fatto ai veterinari, penalizzando i possessori di animali: rispondiamo numerosi contro questa vergogna!

Ieri sera, 11 ottobre, nel corso della puntata di Ballarò, l'onorevole
Maurizio Lupi del PDL, ha detto che tra le detrazioni che toglieranno
per trovare nuovi fondi per sanare il debito pubblico, abolirano quelle
che riguardano le spese veterinarie per gli animali che tutti noi
abbiamo in casa. cioé a dire, mentre ora si potevano dedurre dalla
nostra denuncia dei redditi, una parte delle spese veterinarie
attraverso fatture, ricevute, scontrini della farmacia, da ora in poi
non potremo più farlo. Lupi ha giustificato la cosa con la solita
demagogia da 4 soldi, che tutti i politici di destra o di sinistra che
siano, usano quando si tratta di togliere fondi o agevolazioni per chi
ha animali, e cioé:
meglio continuare a finanziare gli asili dei nostri figli, o agevolare
chi ha animali domestici in casa? Figurarsi quale potrebbe mai essere
la risposta.
L'On. Lupi e i suoi colleghi forse non hanno considerato che così
facendo la gente eviterà del tutto di farsi fare la ricevuta dal
veterinario, perché tanto non ci si guadagnerà più niente e invece così
facendo il veterinario potrà fare uno sconto sulla prestazione. Per cui
quello che credono di guadagnare da una parte, lo perderanno dall'altra
perché i veterinari emetteranno meno fatture e pagheranno meno tasse.
L'On. Lupi e tutta la classe politica che ci governa da anni non sa che
gli animali che la maggior parte di noi ha adottato, provengono da
canili o gattili e che adottandoli abbiamo contribuito a diminuire le
spese che gravano su ogni comune per il loro mantenimento, dato che la
lotta al randagismo é totalmente inesistente in Italia, o comunque solo
apparentemente dicono di fare qualcosa, ma poi in realtà i cani
continuano a non essere microchippati e i gatti continuano ad essere
abbandonati nei luoghi più disparati.
Anziché togliere le detrazioni dalle prestazioni veterinarie,
dovrebbero incentivare chi sterilizza il proprio cane o gatto,
diminuendone la spesa, o addirittura obbligare tutti a farlo.
Dovrebbero diminuire il costo dell'Iva sui cibi per animali, diminuire
i costi delle medicine veterinarie che hanno prezzi altissimi se
comparati con medicine simili ad uso umano.
Praticamente invece di risolvere i problemi alla radice, si tolgono le
briciole di pane a chi ha sempre pagato le tasse e cerca con il
volontariato di risolvere un problema che spetterebbe alle pubbliche
Istituzioni risolvere, cioé il randagismo: Per non parlare poi del
traffico di cuccioli non solo dai paesi dell'Est ma anche a casa
nostra, mi riferisco agli allevamenti clandestini non autorizzati, di
gente che fa fare cucciolate continue ai propri animali per poi vendere
i cuccioli in nero a peso d'oro. Quelli chi li controlla? Chi controlla
se hanno il microchip?
Se i Comuni avessero costruito canili e gattili comunali ovunque come
prevedeva la legge quadro 281/1991, si sarebbe evitato di pagare fior
di soldi ai gestori privati che tutto fanno meno che lottare contro il
randagismo. Ci sarebbero meno animlai randagi da mantenere, i comuni
spenderebbero di meno e quei fondi potrebbero essere destinati agli
asili per i bambini che sono costì tanto cari ai nostri
politici..................
Dato che sembra che i soldi per avere gli asili debbano per forza
essere presi da quelli che riguardano gli animali e non dalle loro
tasche e dai benefits che da anni si prendono in quanto CASTA
intoccabile.
Direi di scrivere all'On. Lupi e per conoscenza all'On. Martini,
facendo presente questo problema, perché magari non si rendono contro
di quello che stanno facendo, dato che chi siede in quelle poltrone
sembra, almeno personalmente a me, che viva su Marte e non su questo
pianeta, tanto sono lontani dalla realtà e dalle cose pratiche con cui
noi sbattiamo il muso ogni giorno.



Mandare le email a:

lupi_m@camera.it

martini_f@camera.it
cc:arcanimali@tiscali.it
ballaro@rai.it
info@michelavittoriabrambilla.it


OGGETTO: ABOLIZIONE DETRAZIONI FISCALI SU SPESE VETERINARIE

Gentile On. Lupi,

abbiamo sentito nella puntata di Ballarò del giorno 11 ottobre, a cui
lei ha partecipato, che il Governo ha intenzione di trovare fondi,
abolendo le detrazioni fiscali sulle spese veterinarie di chi ha
animali domestici in casa. Giustificando il fatto che é senz'altro
meglio continuare a mantenere aperti gli asili dei bambini piuttosto
che favorire chi ha un animale in casa.
Al di là della comparazione di una demagogia sconfortante, le facciamo
presente che molta della gente cha ha animali domestici in casa, li ha
adottati da canili e gattili in quanto animali abbandonati. Diminuendo
così la spesa che il proprio comune deve sopportare per mantenerli in
queste strutture.
Inoltre le facciamo presente che, togliendo questo tipo di detrazioni
fiscali, sarà sempre meno la gente che richiederà la fattura al proprio
veterinario, in quanto non ci si guadagnerà più niente a farsela dare,
mentre invece si potrà ottenere da lui uno sconto sulla prestazione.
Il che significa che quello che vi sembrerà di aver guadagnato dalla
abolizione di queste detrazioni, lo perderete Perché i veterinari
denunceranno molto meno e pagheranno meno tasse.
Inoltre le vorrei far presente che intorno agli animali gira un
traffico di soldi "neri" inaudito, a cominciare dagli allevamenti
abusivi non autorizzati, che non sono sottoposti ad alcun controllo.
Per non parlare dei soldi che girano intorno ai canili privati, i cui
gestori invece che lottare contro il randagismo, per un classico
conflitto d'interessi, invece aumentano volutamente il numero dei cani
in entrata. Perché più animali sono presenti nella struttura più i
comuni pagano per il loro mantenimento.
Se vi servono soldi lottate contro il randagismo in maniera efficace,
inserite incentivi a chi sterilizza il proprio animale per evitare
cucciolate indesiderate, intensificate i controlli a chi non
microchippa il proprio cane, istituite corsi sin dalle scuole elementari
per sensibilizzare i bambini contro gli abbandoni e i maltrattamenti,
fate costruire ai comuni canili e gattili comunali e non privati come
prevedeva la legge Quadro 281/1991!
Solo così potrete diminuire il costo che ogni comune paga per mantenere
gli animali abbandonati nei canili e nei gattili.
Non tagliate senza conoscere le conseguenze di questi tagli, farlo
significa stare fuori dalla realtà.
Grazie

Saluti.

Nome
Cognome
città

lunedì 19 settembre 2011

nel nono anniversario della sua scomparsa

19/09/2002- 19/09/2011

in ricordo della piccola Panna, vittima di malasanità veterinaria, alla cui memoria è dedicata l'associazione "Arca 2000" per i diritti degli animali malati



La morte non è niente,
sono soltanto nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io,
e tu sei sempre tu.
Ciò che eravamo prima l'uno per l'altra,
lo siamo ancora.
Chiamami con il mio vecchio nome,
che ti è tanto familiare,
parlami,
nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato,
non cambiare il tono della tua voce.
Ridi,
come facevi prima, sempre,
ai piccoli scherzi che tanto ci piacevano quando stavamo insieme...
prega
sorridi...
pensami!
Il mio nome,
sia sempre la parola familiare di prima,
pronuncialo senza traccia di tristezza...
La vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto.
E' la stessa di prima...
C'è una continuità che non si spezza...
Perché dovrei essere fuori dalla tua mente,
solo perché sono fuori dalla tua vista?
Ti sto aspettando,
solo per un attimo,
in un posto vicino,
proprio dietro l'angolo di ogni strada che incontrerai...

Henry Scott Holland

martedì 13 settembre 2011

Orsa della luna uccide il suo cucciolo per evitargli sofferenze e poi si suicida!


L'animale ha soffocato il proprio piccolo per evitargli la sofferenza della tradizione cinese FULVIO CERUTTI (Agb) torinoPer anni costretti a terribili sofferenze. Rinchiusi in gabbi strette, senza potersi muovere, tenuti in vita per vedere estratta la propria bile ritenuta utile per la medicina tradizionale locale. E' quanto capita in Cina a circa 12mila orsi, anche per vent'anni, sin quando la morte non li libera da quell'inferno voluto e gestito dall'uomo.
Una sofferenza troppo grande per permettere che accada al proprio cucciolo. Così un'orsa decide per il gesto estremo: uccidere il proprio piccolo per poi togliersi la vita. L'episodio è raccontato, in anonimato, da uno degli operai di queste "fabbriche della bile": «Il cucciolo stava piangendo - riporta il portale cinese Reminbao.com - mentre gli stavamo inserendo la cannula da cui estraiamo la bile, quando la madre è riuscita a liberarsi dalla gabbia in cui era tenuta». Pochi istanti, ma sufficienti all'orsa per raggiungere il proprio piccolo e tentare di liberarlo dalla catena. Non riuscendoci, la madre decide così di soffocarlo con un abbracciarlo. Dopo quel gesto estremo, l'animale adulto si è scagliato a testa bassa contro un muro ponendo fine anche al suo inferno.

Un gesto d'amore, un gesto di disperazione, che da solo spiega, meglio di tante immagini, questa pratica che continua a persistere nonostante le proteste internazionali. Una battaglia che dura da molto tempo: in passato gli orsi venivano catturati e uccisi, poi, di fronte a una legge che ne vietava la soppressione, la terribile decisione di tenerli in vita nelle gabbie. Molti orsi, sottoposti ai terribili dolori, dovuti alle infezioni e ai tumori che derivano dalle condizioni in cui vivono, impazziscono, tentano di uccidersi o di strapparsi via quel tubo. Fatti così frequenti che gli "allevatori" non solo li pungolano con spuntoni roventi, ma sono anche arrivati a rimuovere loro unghie e denti.
Una battaglia che l'Animals Asia Foundation, fondata dalla coraggiosa Jill Robinson, sta conducendo da anni portando in salvo molti esemplari, orsi che appena acquistano la libertà vengono operati per salvarli fisicamente, per poi essere assistiti in una lunga attività di rieducazione psicologica per far riguadagnare loro la fiducia in quella razza umana che tanta sofferenza gli ha provocato.

sabato 10 settembre 2011

La Mucca che pianse

La mucca che pianse! Il seguente articolo è comparso in un giornale cinese e poi su un giornale macedone: "Per un mattatoio di Hong Kong, era una giornata abbastanza normale, finché una mucca che stava per essere macellata cadde in ginocchio e cominciò a piangere!" La gente pensa che gli animali non piangano, ma questo animale stava piangendo come un bambino "- ha detto Billy Fong ai giornalisti di Hong Kong. "Attorno c’erano dieci uomini che traggono il proprio sostentamento attraverso la macellazione degli animali. E dai loro occhi, le lacrime cominciarono a fluire. La gente era talmente toccata da decidere di acquistare la mucca. Successivamente tale mucca fu donata ad un tempio buddista, dove poté il vivere il resto della sua vita in pace ".
Questa storia della mucca che piange ebbe inizio quando questo grosso animale veniva trasportato verso il macello. Quando si avvicinarono al macello, improvvisamente l'animale cadde a terra, sulle sue zampe anteriori. Poi, le sue lacrime iniziarono a fluire. "Quando vidi l'animale cominciare a piangere con tristezza e paura nei suoi occhi, ho iniziato a tremare," - ha detto il macellaio. "Chiamai gli altri che divennero tanto stupiti quanto me. Cominciammo a tirare e spingere l'animale, ma non volle saperne di spostarsi. Sedeva a terra e piangeva. Mi si rizzarono i peli, perché l'animale reagiva come un essere umano. Ci guardammo in faccia e sapendo che nessuno di noi sarebbe stato in grado di ucciderlo, avremmo dovuto decidere cosa fare con lui ".Infine, dopo lunghe discussioni, decisero di raccogliere i soldi per mandare l'animale a riposarsi, per tutta la vita, con dei sacerdoti buddisti, che non hanno nulla contro le mucche. "Non fummo in grado di smuoverlo da lì finché non gli promettemmo che non sarebbe morto. Poi si alzò e venne con noi. Potete crederci oppure no, ma questa è la verità, anche se sembra strano. Sembrava che questo grande animale avesse capito ogni parola da noi pronunciata, "- disse il Sig. Tat Nin. Per alcuni impiegati del macello, questo incidente fu decisamente troppo.
Il Sig. Fong ha detto: "Tre operai, subito dopo aver assistito a questa scena, si licenziarono. Dissero che non sarebbero stati mai più in grado di uccidere un animale, perché avrebbero sempre ricordato quella mucca, e come le sue lacrime scorrevano lungo il suo muso dai grandi occhi tristi."

giovedì 1 settembre 2011

Assessori e sindaci da medioevo

condizioni in cui erano tenuti i cuccioli esposti alla Fiera di S.Paterniano a Grottammare
Luglio 2011


“Benessere animale” una parola sconosciuta ai nostri amministratori


La stampa rende pubblica l’iniziativa del comune di Grottammare che assolda "vigili ambientali" i quali si concentreranno sul rapporto uomo-animale (ovvero mancata raccolta di deiezioni canine o randagismo). Sarebbe bene ricordare all'assessore Marconi (visti i recenti casi, in cui il comune di Grottammare è stato denunciato dagli animalisti per aver autorizzato fiere mercato di animali ) che il rapporto uomo animale e la tutela del benessere animale, comprende aspetti ben diversi e forse meno popolari dalla raccolta delle deiezioni canine ( che riguardano piuttosto i compagni umani) Visti i recenti fatti accaduti e viste le mancate risposte sulla richiesta di un “Regolamento sul benessere animale”, sarebbero ben altri gli scopi da perseguire per la tutela degli animali, soprattutto cominciando a non ospitare più mercati, spettacoli, circhi che sfruttano gli animali, invece a Grottammare, tali genere di manifestazioni prosperano con tanto di autorizzazioni comunali ( vedere circo di Praga, fiera di S.Petarniano e S.Martino, spettacoli di saltimbanchi con pitoni, etc...) mentre associazioni e cittadini che denunciano e chiedono l’intervento degli organi preposti, sono letteralmente presi per i fondelli, trattati come pazzi e quanto altro, tutto ciò contravviene alla legge regionale 20/01/1997 che prevede la collaborazione tra volontari delle associazioni zoofile e comuni.
Il vuoto normativo che si riscontra nelle Marche ed in particolare nei nostri Comuni, è comunque drammatico e denota l'arretratezza culturale delle nostre amministrazioni: laddove infatti a livello nazionale sempre più Comuni si orientano per non ospitare fiere con animali e circhi che prevedono la presenza di animali, nei comuni di SBT e Grottammare avviene esattamente il contrario
Con la notizia riportata oggi dalla stampa, della introduzione di Guardie ambientali a Grottammare, si evince che l'unica preoccupazione degli amministratori sia quello di "contrastare il randagismo e contrastare le deiezioni degli animali" Non è assoldando guardie ecologiche, per la raccolta delle deiezioni canine, che un comune può pensare di essere al passo con i tempi, ma è vigilando, vietando e sanzionando ogni violazione di legge che si configura quando gli animali sono maltrattati ovvero tenuti in condizioni incompatibili con la loro natura. Per questo stiamo ancora aspettando che il comune di Grottammare faccia un apposito regolamento e finalmente vieti un certo tipo di manifestazioni che denotano arretratezza culturale portandoci indietro ai tempi del medioevo.
Eppure gli esempi virtuosi non mancano: il regolamento della Regione Toscana ecc., la denuncia da parte del PAE (partito animalista europeo) dell'assessore all'ambiente del Comune di Roma per inadempienze sul fronte della tutela del benessere animale; la provincia di Trento; la Camera dei Comuni nel Regno Unito che dal 2012 bandisce i circhi con animali; le proposte di legge depositate in Italia alla Camera e al Senato Insomma l’intera Europa va avanti, mentre a S.Benedetto e Grottammare si va indietro, adoperandosi in iniziative super pubblicizzate ma solo per ricordarsi dei cani e degli animali come produttori di escrementi.

giovedì 25 agosto 2011

eterna fedeltà



Bulldog veglia la padrona e muore dopo di lei

E' morto dopo aver vegliato la sua padrona, in attesa che qualcuno arrivasse. Protagonista della vicenda, avvenuta a Calderara di Reno, alle porte di Bologna, un bulldog Axel, che ha abbaiato oltre un'ora, per chiamare aiuto per la sua padrona che stava morendo. Quando i soccorsi sono arrivati, chiamati dai vicini allertati da quegli strazianti latrati, era troppo tardi. Il cane è poi morto, probabilmente di crepacuore.
Carabinieri e personale di Bologna Soccorso sono intervenuti intorno alle 4 della scorsa notte, chiamati dai vicini che avevano segnalato un incessante guaito di un cane provenire da uno degli appartamenti. Dopo avere suonato invano il campanello e sentito i lamenti dell'animale, i militari hanno contattato un parente della pensionata che, nel giro di pochi minuti, è arrivato con le chiavi.
Entrati in casa, hanno trovato, disteso sul pavimento, il corpo ormai senza vita della donna, malata di cuore e stroncata probabilmente da un arresto cardiocircolatorio, e il cane che guaiva accanto a lei.
Durante tutto il tempo in cui il personale del 118 ha verificato e poi accertato il decesso della donna, Axel non si è mai allontanato dalla padrona. Poi si è improvvisamente accasciato a sua volta ed è morto. Di crepacuore, secondo i medici.

sabato 20 agosto 2011


Condanna per chi tiene i cani a catena corta

Una vittoria importante sul fronte dei maltrattamenti degli animali....La Corte di Cassazione ha sancito che tenere legati i cani a una catena troppo corta configura un maltrattamento ed in quanto tale punibile ex art. 544-ter del codice penale; tale assunto si basa sui principi posti dalla norma a tutela degli animali introdotta nel 2004, (legge 189/04) e ripreso dai giudici del tribunale di Mondovì, ai quali si è conformato il Giudice di Legittimità con la sentenza numero 26368/2011.
Nel caso di specie, è stato condannato il padrone dei poveri animali dato che era stato acceratato, senza dubbio alcuno che, i grossi cani "erano legati corti alla catena, tanto da presentare abrasioni al collo»; che l'unico riparo alle intemperie era costituito dalla pala di un trattore ; e, infine, che le bestie «si trovavano in mezzo al fango e ai rifiuti ferrosi".
così facendo è stata riconosciuta la piena sussistenza di tutti gli elementi costitutivi del reato sotto il profilo oggettivo in capo al "cattivo" padrone


E meno male che il sindaco è un veterinario......

MULTE per proprietari di CANI - Non più di DUE per abitazione -

Pollenza è un luogo assai ameno in Provincia di Macerata ove mi rifugiavo ad ogni scossa di terremoto violenta, nel '97. Bisognava fare l'abitudine alla terra ballerina dell'Umbria e delle Marche: tante scosse quotidiane. Era divenuto quasi un riflesso condizionato: ero il ...CANE di PAVLOV (l'esperimento classico di Pavlov si propone la dimostrazione del riflesso condizionato, cioè con uno stimolo naturale si è in grado di provocare il verificarsi di un determinato evento di risposta). Ero al lavoro avanti al pc, seguiva sgrullone tettonico, chiudevo tutte le apparecchiature elettroniche e via in auto a Pollenza, chissà mai perché sempre a Pollenza, ove portavo anche mio padre. Ora purtroppo divampa in quella zona la polemica su un temibile impianto di smaltimento dei rifiuti (frutto del Consorzio di molti Comuni) che inonda di miasmi insopportabili un'ampia fetta di territorio tra Tolentino e Macerata: proprio niente male come biglietto di presentazione e saluto di benvenuto a chi arriva a Macerata dall'entroterra umbro. Ne risulta colpito, in particolar modo, il bel quartiere di Sforzacosta.Immaginate le notti torride estive tappati in casa con l'aria irrespirabile e nauseabonda dell'impianto che si chiama COSMARI?!
Una puzza che alcune notti dà conati di vomito tant'è intensa, anche soltanto a transitarci in macchina. Si ignora se sia foriera di TUMORI, di certo è foriera di fondati ...TIMORI. Se per gli umani la vita è agra, non c'è pace neppure per i quadrupedi.
Stavolta per via di una nuova disposizione del regolamento di polizia urbana e rurale istituito dall'Amministrazione Comunale di Pollenza.
L'articolo 38 del titolo IV testualmente recita: "è vietata la tenuta e la custodia, all'interno dei centri abitati, di più di due capi adulti di cani . Per i trasgressori, multe da 25 a 500 euro. Il Sindaco ne giustifica le ragioni: il disturbo della quiete pubblica ed i problemi di igiene. "Diverse persone si sono lamentate per i cattivi odori che provengono da quegli appartamenti dove vivono più di due cani".
Il Sindaco, veterinario di professione, non spiega, però, cosa debbano fare i proprietari degli animali ...in esubero. Forse smaltire gli amati compagni di vita presso l'impianto del COSMARI? Ovvero trasferirsi baracca e burattini in altro luogo. Di certo il provvedimento non persegue chi maltratta gli animali, ma colpisce indistintamente tutti coloro che li amano; giunge in tempo di vacanze, ma anche in tempo di ABBANDONO per tanti cani e gatti; a mio sommesso avviso la notizia è grave ed allarmante: ho perso le parole, per dirla con Luciano LIGABUE. E l'Amministrazione Comunale di Pollenza è caldamente invitata a riconsiderare tale limitazione numerica, già in vigore dal 25 giu '11. Infine, non è ben delineato, anzi è assolutamente generico, il concetto di "CENTRI ABITATI". In prospettiva anti-animalista parrebbe l'universo mondo a meno che uno non abiti in perfetto eremitaggio come faceva la cara e coraggiosa teologa e scrittrice Adriana ZARRI, in compagnia di una miriade di animali nell'isolamento del Molinasso, una vecchia cascina sulle colline nei dintorni di Ivrea. Eppoi, caro Sindaco, come fa ad affermare che "capita che persone che vanno a caccia tengano nel centro abitato 5, 6 o 7 cani insieme e che i vicini poi vengano a lamentarsi" senza che venga perseguito il singolo individuo responsabile che non rispetta le leggi, invece di comminare a tutti e sanzionare indefinitamente tutti i possessori di animali?
Si ricordi, caro Sindaco, la predizione di Albert EINSTEIN sulle api, che più o meno recita così: "Se un giorno le api dovessero scomparire, all'uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita". Il ragionamento che sottende a quell'affermazione è sicuramente, almeno in via di principio (niente più api, niente più impollinazione, niente più frutta e vegetali), estensibile ai cani, compagni fedeli, anche in gruppi di tre, se consente, dell'esistenza dell'uomo.
Da sempre. Quantunque non Le chieda di tollerare la presenza di cinque alani in un appartamento di cinquanta metri, il Suo non mi pare un condivisibile modo di tutelare la salute ed il benessere dei cani ch'è invece, guarda un po', un DOVERE per tutte le Istituzioni fissato da norme nazionali ed internazionali. Infatti, un aspetto della moderna LEGALITA' è combattere il maltrattamento degli animali d'affezione, reato penale, e provocare sentenza di condanna a carico di pone in essere condotte integranti i predetti reati.
E ciò riempie i cuori di milioni di italiani che sollecitano costantemente le Istituzioni in tal senso, con invito a rompere il velo dell'omertà e coadiuvare gli uffici legali delle associazioni animaliste e gli Inquirenti.
Appena l'8 lug '11 Studio Cataldi annotava a firma del Direttore la sentenza della Cassazione n°26368 del 2011: "Giro di vite della Cassazione contro chi dimostra insensibilità verso i propri cani e ritiene legati a catena nella corte. Si tratta di un comportamento che la Suprema Corte definisce senza mezzi termini come un ''inutile INCRUDELIMENTO sui poveri animali'". Orsù, caro Sindaco di Pollenza, annulli quel divieto! In fondo, una delle doti più apprezzabili nel saggio è riconoscere i propri errori e porvi rimedio.


venerdì 29 luglio 2011

AUTOGOL



Dopo la risposta del sindaco di Grottammare alle accuse per l'esposizione/vendita di
animali vivi in condizioni intollerabili alla Fiera di San Paterniano ( 9 e 10 luglio 2011)


"Che importa se tutta la folla fischia, purchè tu stesso ti sia prodigo d'applausi?"
[ Erasmo da Rotterdam Elogio della follia]

Dev'esserle costato molto, sindaco Merli, abbandonare l'altezzoso silenzio che abitualmente riserva al cittadino qualsiasi che - senza aver dietro l'istituzione ics, il partito ipsilon, l'associazione zeta - rivolga una motivata critica al suo agire pubblico.
Stavolta il disturbo di rispondere se l' è dovuto prendere, se non altro per l'eco suscitata dal caso e per lei certo inaspettata Ma è come rappezzare con una fattura fasulla la nota spese contestata dal ragioniere-capo. E tanto sforzo si risolve per lei in un grottesco autogol.
Perchè lei dimostra di non capire - ed è grave - che "i danni alla onorabilità delle persone coinvolte e all'immagine del Comune di Grottammare" non vengono da chi denuncia lo scandalo ma dallo scandalo stesso, e da chi non solo ne è responsabile per non averlo impedito ma ne rivendica un'indifendibile legittimità.
Perchè lei dimostra di non sapere che "onorabilità e immagine" non sono mai minacciate quando l'agire sia "onorabile"; che il suo intimidatorio sventolamento di azioni legali, al contrario, non restituisce onorabilità all'immagine che Grottammare ha dato di sè in quei due giorni; nè varrà, a smacchiare la coscienza dei responsabili, la candeggina della voce grossa e del potere esibito. Se la mia difesa degli animali in quei giorni fosse stata "stranezza" di integralista facile all'esaltazione quanto fragile alla minaccia, sarei arretrata fin dalle prime ore di quel sabato, davanti all'aggressione verbale dei due energumeni titolari dello stand degli infelici animali, di fronte al loro "ti ho fotografato così ti riconosco in giro...", al loro "ti faccio un... così" con eloquente gestualità di accompagno (davanti all'inerte vigilessa), eccetera.
Lei è un sindaco e le sue esternazioni sono meno volgari. Non meno arroganti, però, e si fanno scudo della menzogna: tale è il rivendicare il "sollecito intervento di Polizia Municipale, Servizio Veterinario della ASUR e Corpo Forestale dello Stato". I nostri vani tentativi, invece, di superare il muro d' inerzia, irrisione, colpevole menefreghismo sono puntualmente documentati. Quanti hanno mentito asserendo la propria"non competenza", irriso le regole, fatto spallucce sul tormento di innocenti animali, certificato insostenibili "riscontri totalmente positivi sulla salute degli animali" di fronte a quelle gabbie di bestiole sofferenti, ne risponderanno soprattutto alla propria coscienza e al codice etico dei rispettivi ruoli e professioni. Quelle che definisce "accuse ed illazioni lanciate verso il Comune di Grottammare e verso gli Enti intervenuti" sono - per quanto lei si affanni e se ne adonti - la fotografia veritiera del più avvilente spettacolo che la città potesse dare di sè attraverso i suoi rappresentanti istituzionali. L' "immagine" ne sarebbe uscita meglio se lei avesse con onestà riconosciuto il deficit normativo che rende il Comune di Grottammare inadempiente riguardo alle azioni di controllo sul commercio degli animali. Migliorare infatti si può, rimediare agli errori anche, pur se questi sono stati intanto pagati da esseri incolpevoli.
Lei ha scelto invece di mostrare i muscoli, e facendolo si è messo sullo stesso piano di quelli che "ti ho fotografato così ti riconosco in giro".Infine: rispettare gli animali non è istituire una ridicola spiaggetta per cani in pochi metri di sgangherato litorale. Potrà servirle, insieme ad altre imbellettature, a rabberciare l'immeritata bandiera blu, per l'immagine. Perchè per lei è la facciata che conta. Ma una bandiera blu non è grande abbastanza per coprir le vergogne.
Come è suo stile, com' è suo costume, continui a tagliar nastri inaugurali dietro i quali c'è il nulla, spesso ancor meno, e a piazzare la sua immagine con l'enfasi del venditore di aspirapolveri. E continui ad essere, ancora e sempre, a se stesso prodigo d'applausi.

18.7. '11 Sara Di Giuseppe

Esemplare condanna per cane tenuto a catena corta

Teneva i suoi cani legati ad un corda cortissima ad alcuni mezzi abbandonati in un campo sporco, privo di protezione e pieno di rifiuti. A riportarlo è Greenme.it. È l’ennesimo caso di maltrattamento di animali, questa volta avvenuto a Mondovì, in provincia di Cuneo, dove un ultrasessantenne ha tenuto senza motivo tre cani legati con una catena corta, che ha provocato delle evidenti lacerazioni al collo degli animali.
Il comportamento dell’uomo però non è passato inosservato ed è stato condannato dalla Corte Suprema ad una multa di 5000 euro. Lo stesso importo stabilito dal Tribunale di Mondovì in prima battuta il 13 maggio 2010. L'uomo, però, ha presentato un ricorso alla Cassazione che si è espressa ieri confermando la sanzione, evidenziando come “a seguito di un sopralluogo era stato accertato che i tre cani erano legati corti alla catena tanto da presentare abrasioni al collo, che l’unico riparo alle intemperie era costituito dalla pala di un trattore”.
Ma c’è di più: la Terza sezione penale della Corte di Cassazione, con sentenza n° 26368, nonostante l'uomo avesse cerato di difendersi sostenendo di aver lasciato i cani in quello stato perché impossibilitato fisicamente ad occuparsene, ha sottolineato che "non c'era necessità di tenerli alla catena, comportamento che aveva dimostrato quanto il proprietario avesse "incrudelito, senza ragione, sugli animali” e quindi - oltre alla multa l’ultrasessantenne dovrà pagare anche le spese processuali e versare ulteriori 1000 euro per avere fatto perdere tempo alla giustizia.
“Una sentenza giusta, perché tenere un cane legato in quel modo è una barbarie - ha commentato Massimo Perla, uno dei più celebri dog trainer del mondo- L’animale, impossibilitato a muoversi, diventa tra l’altro più aggressivo, inoltre può essere neutralizzato facilmente, se l’obiettivo è tenere lontani gli estranei”.
Ed effettivamente l'uso della catena per l'animale rappresenta un forte stress che lo priva della possibilità di interagire correttamente con l'ambiente che lo circonda.

domenica 10 luglio 2011

zero sensibilità per gli animali a Grottammare



Nei giorni del 9 e 10 luglio, si è svolta a Grottammare la fiera di S.Paterniano, nel cui ambito, è stata allestita anche una esposizione vendita di animali di vario genere . Premesso che tale genere di commercio, è già da tempo oggetto di condanna da parte delle associazioni animaliste, e molti comuni italiani stanno valutando di vietare tale pratica per i seguenti motivi: il sovraffollamento, l’esposizione prolungata al pubblico, che implica sollecitazioni fonti di stress, un alterato stato di sonno e veglia, fattori climatici critici e il lungo viaggio per il trasporto . Da considerare anche l’aspetto diseducativo di tali esposizioni, in un periodo in cui si verifica il più alto picco di abbandoni di cani e gatti, il comune dovrebbe incentivare l’adozione degli animali nei canili e non l’acquisto degli animali. Richiamando il dettato normativo della legge regionale 10/97 e relativo reg. d’attuazione, nonché il DPR 31/03/79 sui compiti del sindaco e la vigilanza sulla protezione degli animali, il sindaco è individuato, come il principale responsabile del benessere degli animali sul territorio comunale, quello di Grottammare, è stato più volte sollecitato dall’associazione scrivente, ad emettere un “Regolamento comunale per il benessere degli animali” Purtroppo, tale richiesta, è rimasta sempre senza alcuna risposta. C’è di più: le vigenti leggi, prevedono una collaborazione tra associazioni e comuni per il perseguimento delle finalità sul benessere animale! Invece, i volontari delle associazioni e anche i semplici cittadini che chiedono intervento agli organi competenti per i dovuti accertamenti ,spesso si trovano di fronte all’inerzia degli organi preposti, trovando una serie di muri di gomma, risposte evasive e atteggiamenti ironici e poco collaborativi, come successo il giorno 9 luglio, quando due cittadini hanno reclamato l’intervento dei vigili per verificare le condizioni degli animali presenti alla Fiera di S.Paterniano.
Leonardo Da Vinci disse che: “il progresso di un popolo si vede da come sono considerati gli animali”, nel caso del comune di Grottammare è proprio il caso di dire, che ha c’è ancora molta strada da fare in proposito.

sottoscrivi l'appello da inviare a SCRIVIAMO LETTERE DI PROTESTA AL COMUNE DI GROTTAMMARE E POLIZIA MUNICIPALE

sindaco@comune.grottammare.ap.it
s.proietti@comune.grottammare.ap.it


CC:arcanimali@tiscali.it


Spett. Organi in intestazione, siamo venuti a conoscenza della presenza di animali in vendita presso un ambulante, durante la Fiera di S.Paterniano il 9-10 luglio , sappiamo anche che alcuni volontari animalisti hanno trovato muri di gomma e l’inerzia della polizia municipale sollecitata a chiamare la Asur servizio veterinario, alfine di verificare lo stato di salute degli animali.
Tale genere di commercio, è già da tempo oggetto di condanna da parte delle associazioni animaliste, e molti comuni italiani stanno valutando di vietare tale pratica per i seguenti motivi: il sovraffollamento, l’esposizione prolungata al pubblico che implica sollecitazioni fonti di stress, un alterato stato di sonno e veglia, fattori climatici critici e il lungo viaggio per il trasporto . Da considerare anche l’aspetto diseducativo di tali esposizioni, in un periodo in cui si verifica il più alto picco di abbandoni di cani e gatti, il comune dovrebbe incentivare l’adozione degli animali nei canili e non l’acquisto degli animali. Richiamando il dettato normativo della legge regionale 10/97 e relativo reg. d’attuazione, nonché il DPR 31/03/79 sui compiti del sindaco e la vigilanza sulla protezione degli animali, il sindaco è individuato, come il principale responsabile del benessere degli animali sul territorio comunale. C’è di più: le vigenti leggi, prevedono una collaborazione tra associazioni e comuni per il perseguimento delle finalità sul benessere animale! Invece, i volontari delle associazioni e anche i semplici cittadini che chiedono intervento agli organi competenti per i dovuti accertamenti ,spesso si trovano di fronte all’inerzia degli organi preposti, trovando una serie di muri di gomma, risposte evasive e atteggiamenti ironici e poco collaborativi, come successo il giorno 9 luglio, quando due cittadine , hanno reclamato l’intervento dei vigili per verificare le condizioni degli animali presenti alla Fiera di S.Paterniano.
Leonardo Da Vinci disse che: “il progresso di un popolo si vede da come sono considerati gli animali”, nel caso di Grottammare è proprio il caso di dire, che ha c’è ancora molta strada da fare in proposito.
Certo è che l’immagine di Grottammare nella considerazione di chi ama gli animali, ne esce molto male e personalmente sceglieremo altre mete per le nostre vacanze, non gradendo assistere a certe anacronistiche e avvilenti esposizioni di poveri animali in gabbia.

Distinti saluti

Nome e cognome e indirizzo





giovedì 7 luglio 2011

cani all'aereoporto

Ha vagato sperduta per almeno sette ore nell’aeroporto di Tessera, schivando tutti i pericoli della pista, vittima di un’incredibile vicenda per fortuna conclusa con un lieto fine. Buba, cagnolina, ha rischiato la vita al Marco Polo la sera del 20 giugno: nel tardo pomeriggio avrebbe dovuto partire nella stiva di un volo Alitalia con direzione Catania. La padrona, M.G., insegnante vicentina, aveva deciso come ogni estate di mandarla dalla sua famiglia in Sicilia, per poter così andare in ferie senza dover ricorrere alle pensioni per cani. Un viaggio non troppo lungo, rinchiusa nel trasportino chiuso a norma di legge e controllato da diversi addetti all’aeroporto. Nel caricare il prezioso carico però, qualcosa va storto, e la gabbietta si apre. Impaurita dal frastuono, la cagnolina scappa. Le squadre di sicurezza vengono allertate, così come viene subito contattata la padrona, tornata a Vicenza: sconvolta dal tono della telefonata («Non è stato possibile recuperarla perché fuori controllo e dispersa per l’area della zona franca» ), decide di tornare a Tessera, dove però può fare poco, visto che non può nemmeno accedere all’area volo senza uno speciale permesso che dovrebbe arrivare da Roma. Dopo un’animata discussione con un addetto della Sasco (l’agenzia di spedizioni a cui la signora si era rivolta), decide di andare a sporgere denuncia. Ma proprio durante il tragitto verso la Polaria viene avvertita che il falconiere dell’aeroporto ha individuato al buio la cagnolina in un’area della laguna non lontana dalla pista. Scortata dal falconiere e da agenti di polizia, la donna attraversa l’area e dopo ripetuti richiami la trova in una zona irraggiungibile, separata da un canale: ma la devozione di Buba, nonostante la stanchezza, diverse ferite e punture di insetti, ha la meglio, e la cagnolina si getta nel canale per tornare tra le braccia della padrona. Che è riuscita a mandare Buba in Sicilia la scorsa settimana, ma si è rivolta all’Adico per avere giustizia. «C’è stata una forte negligenza da parte degli operatori della Sasco, ma anche di Alitalia per responsabilità oggettiva – dice – si fanno tante campagne contro l’abbandono degli animali e poi basta la noncuranza di qualcuno per rischiare di perdere una cagnolina in un luogo pericolosissimo. L’abbiamo trovata per miracolo grazie all’abilità del falconiere» . «Affidando i l proprio animale a terzi, questo cade sotto la loro responsabilità – spiegano i legali dell’Adico – se si verificano danni o, come in questo caso, addirittura la fuga e lo smarrimento dell’animale, la società può essere accusata di negligenza e quindi il consumatore ha diritto a chiedere un equo risarcimento».

venerdì 1 luglio 2011

da dove viene il latte

Video Il lato oscuro dei latticini

l'impatto ambientale degli allevamenti



Per condividere o scaricare il video: TV Animalista


bando all'uso di animali selvatici è giunto al penultimo passo, ora tocca al governo metterlo in atto.

Il 23 giugno sera, nel Regno Unito è stata ottenuta una storica vittoria a favore degli animali nei circhi: i 50 deputati della Camera dei Comuni britannica che hanno partecipato al dibattito su una mozione relativa al divieto di uso degli animali selvatici nei circhi, hanno votato unanimemente a favore del divieto (che dovrebbe partire dal 1 luglio 2012).

Ora il governo britannico sarà costretto a porre in atto tale divieto: anche se, in generale, le risoluzioni del Parlamento non sono vincolanti per il governo, in questo caso, data la storia di questa vicenda, il governo sarà costretto ad ascoltare i deputati (e i suoi cittadini) per non perdere la faccia.

Ma esaminiamo un po' "tutta la storia", e vediamo quanto il governo ci tenesse a far usare gli animali ai circensi, fino a che punto sia arrivato per tentare di ottenere questo, e come, alla fine, abbia perso clamorosamente.

Da anni varie associazioni britanniche, e in particolare Animal Defenders International (ADI), si stanno impegnando per sensibilizzare cittadini e politici sulla sofferenza degli animali nei circhi e per ottenere il bando all'utilizzo di animali negli spettcoli circensi.

A maggio 2011 ADI ha rilasciato i risultati del suo sondaggio on-line, condotto da YouGov, che chiedeva a un pubblico imparziale di cittadini sopra i 18 anni se avrebbero approvato un divieto agli animali nei circhi. Il 72% ha risposto che avrebbe sostenuto il bando, e solo l'8% era contrario.

Un altro sondaggio condotto tra i deputati aveva mostrato che il 63% di loro avrebbe visto con favore tale bando, mentre solo il 14% sarebbe stato contrario.

Data la situazione, il governo aveva inizialmente acconsentito a porre in atto un bando sull'uso di animali selvatici nei circhi, ma il Dipartimento dell'Ambiente, Alimentazione e Affari Rurali venne costretto a ritornare sulla sua decisione dopo le pressioni di David Cameron, il Primo Ministro inglese, appassionato cacciatore. Al posto del bando venne dunque proposto un sistema di licenze, che però avrebbe lasciato la situazione sostanzialmente immutata, perché a tutti i circhi con animali sarebbe stata concessa la licenza richiesta.

Per giustificare questo blocco di un divieto così voluto da molti cittadini, il ministro per Benessere Animale, Jim Paice, aveva sostenuto che tale divieto non sarebbe stato in linea con le direttive europee e che infatti esisteva una causa in corso dell'UE contro l'Austria proprio per questo motivo (l'Austria ha da anni bandito gli animali nei circhi). Ma si venne poi a sapere che questa causa non esisteva affatto. Allora il governo iniziò a sostenere che il divieto di uso di animali avrebbe violato la legge sui diritti umani!

Intanto però il pubblico continuava a fare pressione: di recente, oltre 32.000 persone hanno firmato una petizione on-line promossa dal quotidiano "The Independent" ed è stato organizzato un massiccio invio di email, ma anche fax e telefonate, ai deputati.

Tre deputati decisero dunque di proporre una mozione al governo su questo tema, chiedendo che il divieto venisse messo in atto, senza scuse di alcun genere; la discussione della mozione si è tenuta appunto il 23 giugno, ma la cosa eclatante è che durante il dibattito, il relatore, Mark Pritchard (uno dei tre poponenti la mozione) ha raccontato come, la settimana prima della discussione, sia stato contattato dall'ufficio del Primo Ministro, che prima voleva corromperlo e alla fine l'ha minacciato di ritorsioni, se non avesse ritirato la mozione.

Pritchard teneva molto a questa mozione, quindi ha rifiutato i favori offertigli e non si è piegato alle minacce, anzi, ha raccontato tutto questo pubblicamente davanti agli altri deputati durante la discussione alla Camera dei Comuni.

Ha spiegato come prima gli fosse stato offerto un lavoro all'interno del governo e come, dopo il suo rifiuto, sia stato chiamato al telefono e gli sia stato detto che, se non avesse ritirato la mozione, il Primo Ministro (che è del suo stesso partito) avrebbe considerato questa mossa "in modo davvero negativo".

Prima dell'inizio della discussione, i deputati del partito di governo (Conservatori) erano stati avvisati che su questo tema non vi sarebbe stato un voto "secondo coscienza", ma avrebbero dovuto seguire la direttiva di partito e votare contro.

Però, man mano che la discussione procedeva, con tutti i deputati che ascoltavano attoniti la vicenda delle promesse e della minacce a Pritchard, il governo si è reso conto che avrebbe perso comunque, e quindi ha lasciato libertà di voto, per non perdere la faccia. E la mozione è stata approvata.

A questo punto, il governo non può fare altro che metterla in atto.

Jan Creamer, direttore esecutivo di ADI, ha dichiarato: "Il pubblico chiede un bando, le associazioni animaliste chiedono un bando e ora anche i politici hanno reso ben chiaro che richiedono un bando. Un bando è quindi nell'interesse pubblico e il governo deve procedere a metterlo in atto senza ulteriori ritardi".

Pare dunque che stavolta il bando si possa davvero ottenere, ma viene da chiedersi: perché mai in una questione decisamente marginale per un governo (anche se importantissima per gli animalisti), il Primo Ministro si è dato così tanto da fare per affossare questa normativa, fino ad arrivare a rendersi ridicolo?

Fonti:

The Independent, Victory in the campaign to ban circus animals, 24 giugno 2011

Animal Defenders International - ADI, Parliament votes for animal circuses ban, 23 giugno 2011