sabato 25 giugno 2011

Noi non Travagliamo


Protesta contro l’antropocentrismo del “Fatto quotidiano”
Noi non Travagliamo!!!

Cari amici, il quotidiano” Il Fatto quotidiano” , rispecchia in pieno l’antropocentrismo dimostrato più volte dal suo fondatore Marco Travaglio, già oggetto di proteste animaliste in due occasioni:

1) puntata del 31 marzo di “Anno zero” , Marco Travaglio annovera nel suo libello, tra le leggi inutili , anche quella contro i combattimenti tra animali (legge approvata nel 2004 e non da questo attuale governo)

2) articolo uscito su “A” settimanale femminile: Marco Travaglio, noto giornalista moralizzatore e fustigatore degli italici
e politici costumi, compie un imperdonabile scivolone a danno degli animali, nell'articolo a sua firma, nella rubrica "il guastafeste" che tiene con scadenza settimanale dalle pagine del noto settimanale femminile. Leggiamo un passo del suo articolo intitolato "La Nobel e le bestie" in cui riporta un increscioso episodio accaduto alla Nobel Montalcini, recatasi a votare: "......poi è stata la volta di una signora, pardon una iena: " Non esiste, anch'io ho fretta di votare" Poi altri due animali:"Non vedo proprio il motivo" "Si metta in fila"

Travaglio usa il termine “animali” in modo spregiativo, per descrivere e condannare il più bieco e basso comportamento umano, di chi non cede la fila ad un'anziana malata.

infine l’ultima scivolata:

il 7 giugno sulla testata online "Il Fatto Quotidiano", nella colonna degli opinionisti dei blog, dal titolo
"Animally Correct" a firma Diego Marani, scrittore e linguista (è tuttora online).
Questo il link di riferimento:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/07/animally-correct/116460/

L'intervento intende commentare le proteste degli animalisti in merito ai piccioni imbalsamati e convertiti a 'opera d'arte' da Maurizio Cattelan in occasione della Biennale di Venezia. Nell'articolo, il signor Marani, enuncia una serie di assurdità, oltretutto sconclusionate, al fine di dimostrare che gli animali sono fatti per essere sottomessi e uccisi dall'uomo ("Mio nonno, che gli animali li allevava per mangiarli, mi ha insegnato ad ucciderli." E ancora: "Quando si sviscera un
coniglio, molto più che quando si agita uno striscione, si percepisce il mistero della vita.") Come se non bastasse, alle repliche ricevute continua tuttora a difendere la sua posizione, giustificandola anche come "common sense".

Diamo il via alla campagna “Noi non Travagliamo più”! Facciamo capire in massa che una società civile e una politica dalla parte dei più deboli, dovrebbe essere attenta anche ad una stampa meno antropocentrica, che dia spazio e voce ai più deboli della terra: gli animali, sfruttati maltrattati e denigrati dalla cultura della violenza e anche da certa stampa.

Nel nostro messaggio, occorre esprimere il nostro disappunto nel vedere pubblicati articoli che esprimono concetti deliranti e privi di qualsiasi fondamento scientifico ed etico, rivelando totale mancanza di conoscenze sulla situazione animale e ambientale oggi, di cui anche "Il Fatto" dovrebbe essere informato


scriviamo a “Il Fatto quotidiano” lettere di protesta, pubblicate il comunicato, sui vostri siti e Facebook, per dare massima informazione ai lettori del “Fatto”, invitandoli ad acquistare quotidiani che siano più sensibili e obiettivi riguardo i diritti degli animali.

lettera tipo

scrivere a : lettere@ilfattoquotidiano.it
cc: cronache_italiane@ansa.it

Spett.Direttore del “Fatto Quotidiano,abbiamo letto l’articolo di Diego Marani “Animally correct”, pubblicato online, dal suo giornale, (http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/07/animally-correct/116460/#comments ) riguardo le proteste animaliste per i piccioni imbalsamati alla Biennale di Venezia in una installazione di Maurizio Cattelan. Nell'articolo, il Marani, enuncia una serie di assurdità, oltretutto sconclusionate, al fine di dimostrare che gli animali sono fatti per essere sottomessi e uccisi dall'uomo ("Mio nonno, che gli animali li allevava per mangiarli, mi ha insegnato ad ucciderli." E ancora: "Quando si sviscera un coniglio, molto più che quando si agita uno striscione, si percepisce il mistero della vita.") Come se non bastasse, alle repliche ricevute continua tuttora a difendere la sua posizione, giustificandola anche come "common sense". Sull’opera di Cattelan, c’è solo da dire che non ha nulla a che fare con l’arte, è solo espressione di violenza e di strumentalizzazione della vita animale. Come amanti dell’arte, siamo offesi da chi insulta la bellezza della natura e degli animali a cui è stata tolta la vita. L’arte è elevazione dello spirito, e gli animali da sempre incarnano i valori più nobili della bellezza e della vita. Non offendiamo quindi l’arte e gli animali, certe iniziative, sono solo spazzatura inaccettabile. Maurizio Cattelan, non è un’artista, il vero artista, dimostra rispetto per tutta la materia vivente, utilizzando l’arte come mezzo di comunicazione di un messaggio di pace e amore, non di morte e violenza.Vi chiedo di non dare più spazio in futuro a certi articoli , senza il contraddittorio degli animalisti, e di dimostrare quel grado di elevata civiltà, e di pietà per gli animali, nostri nobili fratelli, (che tanto avrebbero da insegnarci) che da sempre, hanno aiutato l’uomo a far crescere la parte più elevata e spirituale dell’umanità. Dal nostro canto non leggereremo ne acquisteremo più “Il Fatto quotidiano” e ne informeremo parenti ed amici, finchè darete spazio a certi discutibili personaggi e articoli , e finchè non vedremo pubblicate le proteste degli animalisti.


nome e cognome, città

domenica 12 giugno 2011

addio a Giorgio Celli amico degli animali


Vogliamo ricordare con simpatia l'amico degli animali Giorgio Celli, scomparso l'11 giugno, che in un articolo di "La Stampa" del 2009 era stato intervistato in occasione della nostra proposta di legge contro la malasanità animale per la regolamentazione della professione veterinaria, esprimendosi favorevolmente sulla nostra inziativa.


L'entomologo Giorgio Celli, 76 anni, è morto oggi all'ospedale Sant'Orsola di Bologna. Era stato sottoposto a un intervento chirurgico il 10 maggio scorso e da allora le sue condizioni erano rimaste gravissime.
Docente universitario all'Istituto di Entomologia,
a lungo conduttore televisivo di trasmissioni sugli animali, poi europarlamentare e consigliere comunale dei Verdi, Giorgio Celli, 76 anni, era stato sottoposto a un intervento chirurgico per "alcuni by pass" e l'intervento era stato reso più delicato perchè era «dializzato da tempo», aveva precisato due giorni dopo il figlio Davide, anche lui ex consigliere comunale verde, con la voce rotta dal pianto, che aveva del resto anche oggi confermando la scomparsa del padre: «Non ho più lacrime per piangere. È sempre rimasto in terapia intensiva, ma voglio ricordarlo battagliero e forte, con la sua voglia di cambiare le cose. Vorrei che tutti, allievi, collaboratori e amici, lo ricordassero così».

La camera mortuaria sarà allestita martedì 14 nell'Area Malpighi dell'ospedale (via Pizzardi, ore 7.30-13.30); subito dopo l'Università di Bologna ha organizzato una commemorazione alla cappella di Santa Maria dei Bulgari dell'Archiginnasio, ed è annunciata la presenza del rettore Ivano Dionigi. La salma sarà poi tumulata nel cimitero di Monzuno, sull'Appennino Bolognese, luogo particolarmente caro al figlio Davide, che gli è stato vicino, come sempre, anche negli ultimi difficili giorni.

Una vita per gli animali. Verrà ricordato così Giorgio Celli. Fosse nella casa di via Mascarella mentre accarezzava i suoi gatti, oppure in tv dove portò la sua scienza, o in cattedra mentre descriveva usi e costumi di bestie anche più grandi dell'essere umano, ma spesso meno feroci. Pensieri come questo, simpaticamente provocatori, lo avevano portato anche a scendere nell'agone politico, per i Verdi, consigliere comunale a Bologna ed europarlamentare dal 1999 al 2004. Ma Giorgio Celli è stato molte cose: docente all'Istituto di Entomologia - l'Università di Bologna gli dedica martedì una commemorazione funebre all'Archiginnasio - conduttore televisivo per la Rai (Nel Regno degli animali), scrittore, amante del teatro e della poesia: oltre all'innumerevole saggistica di settore, sono quasi una trentina le sue pubblicazioni tra narrativa, prosa e versi. Decine i titoli dedicati ai gatti: "Maestri senza parole" amava chiamarli dopo averli studiati a lungo. Nella sua profonda curiosità di vita, aveva anche recitato in un film di Pupi Avati del 1975 (La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone), ma con il regista aveva soprattutto collaborato a molte sceneggiature. Fra gli ultimi suoi impegni nel marzo scorso aveva presentato l'allestimento per un nuovo spazio del Musei Regionale di scienze naturali di Torino dedicato alla storia della vita sulla Terra che verrà inaugurato nel marzo 2012. Sabato 11 Giugno