domenica 27 novembre 2011

arca2000blog: storica sentenza condanna un veterinario per malas...

arca2000blog: storica sentenza condanna un veterinario per malas...: MONTEBELLUNA. La cagnolina muore dopo il parto cesareo: veterinario condannato per colpa professionale a risarcire il proprietario con 36 m...

storica sentenza condanna un veterinario per malasanità animale


MONTEBELLUNA. La cagnolina muore dopo il parto cesareo: veterinario condannato per colpa professionale a risarcire il proprietario con 36 mila euro. La sentenza, destinata a fare scuola, è stata depositata l'altra mattina in tribunale dal giudice Mariateresa Cusumano. Una sentenza, quella del tribunale di Montebelluna, che ha pochi precedenti e che denota una sensibilità crescente per gli animali anche nelle aule giudiziarie.

Tutto ha inizio il 16 gennaio 2001 quando Ingrid, boxerina di 3 anni con pedigree, pluripremiata a livello europeo e mondiale, viene portata nello studio del dottor Pietro Bonsembiante di Montebelluna, veterinario conosciutissimo e stimatissimo, ex responsabile dell'istituto zooprofilatico di Treviso. Ingrid è alla sua prima gravidanza e il medico fa nascere con il cesareo 12 splendidi cuccioli. La cagnolina viene ricucita e - visto che l'intervento sembra perfettamente riuscito - rimandata a casa ancora sotto anestesia. Un'ora più tardi il decesso: Ingrid passa dal sonno alla morte per un'emorragia che causa soffocamento polmonare.

Il proprietario, Oldo Sartor dell'allevamento Tiglio d'Oro è disperato, chiede spiegazioni sull'accaduto, ma non si dà pace per l'accaduto. E contesta al veterinario la morte chiedendo di essere risarcito. La trattativa va avanti per qualche tempo, ma la compagnia di assicurazione Zurigo rifiuta il versamento di qualsiasi somma. All fine l'allevatore decide di chiedere giustizia al tribunale e, assistito dall'avvocato Marco Serena avvia un'azione civile nei confronti del veterinario. La causa va avanti per lungo tempo: il dottor Bonsembiante, assistito dallo studio Massarotto, esclude qualsiasi responsabilità professionale spiegando di aver usato tutta la diligenza dovuta. La morte, sostiene il veterinario, è stata un evento imprevedibile. Opposta la ricostruzione dell'avvocato Serena che contesta varie negligenze, come l'aver rimandato a casa il cane appena un'ora dopo il parto cesareo.

Ma non basta: il legale contesta anche la mancata predisposizione della cartella clinica (una battaglia, quella dei documenti sanitari per gli animali, che le varie associazioni di tutela stanno portando avanti da tempo). La sentenza, pronunciata a fine ottobre dopo l'esame delle consulenze, è stata depositata l'altra mattina dal giudice: il veterinario dovrà risarcire 36 mila euro per colpa professionale.

giovedì 17 novembre 2011

La scomparsa dei fatti

L'Italia è al 40° posto nella lista redatta da "Reporter sans frontières" per la libertà d'informazione. Troppo spesso assistiamo alla scomparsa dei fatti:

Diciamo no alla stampa “ad personam” che nasconde la sofferenza degli animali
Appello promosso da: “Arca 2000” onlus diritti dell’animale malato- www.arca2000.it

Cari amici, con molto rammarico, abbiamo riscontrato in questi giorni, la censura operata da certi giornali locali, che ci hanno tolto la voce, per esprimere le ragioni del nostro dissenso sulla fiera di animali di S.Martino a Grottammare. La redazione del “Messaggero” di S.Benedetto- Ascoli , è stata sommersa dalle vostre mail di protesta, e di questo vogliamo ringraziarvi tutti. Peccato però, che invece di pubblicare i comunicati della nostra associazione, la redazione del “Messaggero” così come il portale online “Riviera Oggi” (si allega articolo e links) si sono prodigati a riportare i comunicati del sindaco, che riferiva di “rassicuranti controlli” sugli animali, disposti con la Forestale e la Asur! La verità è che i controlli non servono a nulla e non tolgono il connotato di barbarie della cattività in cui sono tenuti gli animali, venduti come un paio di mutande, senza alcuna considerazione dello stress psichico a cui sono sottoposti nelle le fiere e i mercati ( folla, condizioni climatiche, voci, luci, alterati stati di sonno veglia, manipolazioni, etc......)
Abbiamo inviato numerosi comunicati ai giornali locali, per smentire le dichiarazioni del sindaco, che si dichiara “aperto ad ogni suggerimento delle associazioni animaliste” Nulla di più falso! Ci ha minacciato di querela, e se veramente avesse tenuto in conto i nostri suggerimenti avrebbe dovuto vietare(come tanti altri comuni italiani) le fiere con gli animali. Invece il sindaco dichiara dalle pagine del “Messaggero” che la fiera di S.Martino è soprattutto una fiera di animali e anche quest’anno si è voluto dare un segno di continuità alla cosa. E poi nelle conferenze stampa dice “ di non poter vietare le fiere con animali” Noi avremmo avuto qualcosa da dire in merito, invece la stampa tace e acconsente.
Facciamogli capire che noi, l’informazione ce la facciamo da soli, e che la verità tanto viene a galla.

Potete Lasciare i vostri commenti in merito anche su:

http://www.rivieraoggi.it/2011/11/12/131167/san-martino-tanta-gente-ma-un-po-troppo-alcol-fra-i-ragazzi/

http://www.rivieraoggi.it/2011/11/09/130999/fiera-di-san-martino-con-463-espositori-%E2%80%9Cla-sua-forza-e-la-tradizione%E2%80%9D/

uniamoci tutti numerosi, alla protesta, per dimostrare che l’informazione ce la facciamo da soli, perché noi siamo persone libere. Scrivete l’appello sottostante (copia e incolla) e inviatelo a i seguenti indirizzi (grazie):

info@rivieraoggi.it
sbenedetto@ilmessaggero.it

cc: ordinegiornalisti@pec.odg.marche.it ; segreteria.direttore@ilmessaggero.it; arcanimali@tiscali.it; sindaco@comune.grottammare.ap.it;


Spett. Organi in indirizzo, siamo veramente allibiti dal sapere che i comunicati stampa delle associazioni animaliste (che smentiscono molti contenuti riportati dai vostri articoli sulla fiera di S.Martino e il mercato degli animali) non sono mai stati citati come contraddittorio, negli articoli da voi scritti. Un paese democratico, non può ignorare la voce di chi rappresenta i diritti degli animali, secondo una stampa libera, trasparente e civile. Solo grazie al web, possiamo essere informati dalle associazioni animaliste, su come stanno veramente le cose e farci un’opinione sulla verità dei fatti. Ormai per noi ,il comune di Grottammare è da annoverare tra quelli più arretrati in fatto di rispetto per gli animali e per questo ci guarderemo bene dal trascorrervi le vacanze e tanto meno di frequentarne i mercati. I controlli, tanto sbandierati dai vostri giornali, non servono a nulla, perché non tutelano gli animali dalla cattività forzata in cui sono tenuti per ore, quando sono proposti come merce sulle bancarelle di un mercato. Ci meravigliamo che il sindaco di Grottammare, si ostini a sostenere questo mercato da medioevo, parlando di tradizione. Allora perché non riabilita anche il mercato degli schiavi (magari neri)?
Ci meravigliamo, che in un paese del centro Italia,permanga una mentalità così arretrata, e una stampa così poco pluralistica. Nessuno parla degli animali, come esseri senzienti, con una loro vita emotiva e psichica degna di rispetto e suscettibile di stress. Per quanto leggiamo, sembra che stiate parlando di fenomeni da baraccone, da esporre alla curiosità della folla come attrazioni. “I cuccioli però erano un po’ impauriti e tremolanti”ammette una cronista, anche se i controlli sono stati super efficienti. E poi ancora: “I cuccioli esposti alla vendita in fondo erano sani”. E già, l’importante che i cuccioli fossero sani, in fondo anche gli schiavi in vendita dovevano essere sani e muscolosi. E allora? Tutto accettato, legittimo, sdoganato.

In Italia, la stampa è parzialmente libera, i risultati sono sotto gli occhi di tutti: un paese fermo al medioevo, quando era normale portare gli orsi in catene e in gabbia nei mercati!

Che vergogna!

domenica 6 novembre 2011

gli animali finiscono nel redditometro!

"Gli animali sono beni di lusso": l'ultima ridicola trovata del governo Berlusconi

Ormai si fa a chi la spara più grossa in questo paese, e non si perde occasione non solo per tacere, ma anche per dimostrare quanto la politica sia lontana dalle esigenze e dai problemi dei cittadini. Nemmeno il più fantasioso autore di genere " fanthasy" potrebbe concepire tanto. Ammontano a soli euro 49,06 gli sgravi fiscali per le spese veterinarie sostenute per la cura del pet di famiglia. Praticamente una presa in giro, a danno dei 14 milioni di animali domestici che vivono nelle famiglie italiane; Una proposta che, se attuata, avrà conseguenze nefaste, non solo sulla considerazione del soggetto animale, ma anche sul piano fiscale. Quello che si recupererà da una parte, si perderà dall'altra, considerato che i veterinari, come troppi liberi professionisti, non sono adusi a rilasciare fattura. Basta poi barattare uno sconto e il gioco è fatto! La fattura, questa sconosciuta, sarà solo roba per fattucchiere o un sinonimo un po' arcaico per sostituire la parola "modello".

Al contrario , bisognerebbe aumentare le detrazioni fiscali per le spese veterinarie. Solo così il cliente vedrà l'effettiva convenienza a chiedere la fattura. Attualmente la detrazione è ridicola, non essendo calcolata sull'effettiva spesa sostenuta (come avviene per le spese mediche umane), ma su di un massimale, a cui sottrarre una franchigia. Quindi, anche se si spendono 3,000 euro per salvare Fido e Micio ( ma anche tanti altri animali diversi da cani e gatti) non potremo mai detrarre più di euro 49,06!
Se l'On.Lupi pensa di sanare così il bilancio disastroso dell'Italia, si rende non solo ridicolo, ma dimostra di non conoscere il problema e di ignorare i 14 milioni di animali che vivono nelle case degli italiani, spesso adottati nei rifugi, o trovati abbandonati. Ignora il loro valore affettivo, la loro ricchezza spirituale, e il beneficio impagabile che la relazione e il confronto con un essere diverso per specie può portare. Ma della qualità della nostra vita, ai nostri politici interessa poco e questa ne è la riprova.
L'ennesima "burla" poi, arriva da redditometro, che include gli animali nella lista dei beni di lusso, tra yachts e Ferrari; relegandoli a status symbol. Cos'è una barzelletta? Forse l'ultima di Berlusconi? Per chiudere riporto un breve passaggio di un articolo dell' avvocato Maria Giuliana Murianni, sulla suddetta proposta : "L’ennesimo esempio del capovolgimento dei valori. Quelli veri. Ma il dubbio mi assale: saranno considerate beni di lusso anche le escort? In fondo… tengono compagnia."


Daniela Ballestra per "Arca 2000" www.arca2000.it