martedì 13 novembre 2012

Presidio bagnato e contrastato alla Fiera di S.Martino di Grottammare (Ap)
 
 
L’amministrazione comunale di Grottammare con un provvedimento illegale e anticostituzionale (criteri per la partecipazione alla fiera di S.Martino) ha tentato di reprimere il presidio di protesta animalista contro i mercati di animali all’interno della fiera di S.Martino, dimenticando che Grottammare si trova in Italia, dove una Costituzione democratica, garantisce la libera manifestazione di pensiero con le parole, lo scritto ed ogni mezzo di diffusione ( art.21)
“L’editto bulgaro”, inviato all’indirizzo dei manifestanti nei giorni antecedenti la fiera, poneva divieti inaccettabili e anticostituzionali (divieto di volantinaggio e di promulgare e diffondere ideologie e dottrine che possano influenzare la psiche della persone.....) Probabilmente, a qualcuno ha dato fastidio il presidio dello scorso luglio, svolto in occasione della Fiera di S.Paterniano, dove un gruppo di animalisti muniti di regolare comunicato alla questura (ex art.18 del T.u.l.p.s), ha distribuito volantini informativi alla popolazione, per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo gli aspetti negativi dei mercati di animali.
I manifestanti animalisti, tuttavia, non si sono fatti intimorire, domenica 11 novembre, un consistente gruppo di persone giunte da ogni dove ( tanto per smentire il sindaco che ritiene la protesta “una cosa delle solite due tre persone”) forte dell’art.21 della Costituzione, ha svolto ugualmente il presidio di protesta davanti ai mercati di animali all’interno della fiera di S.Martino; Non si sono fatti aspettare molto i vigili urbani di Grottammare (tanto solerti in queste occasioni), anche se prima di fare una magra figura agli occhi dei manifestanti e della popolazione, avrebbero fatto meglio a dare una ripassatina alla Costituzione, dal momento che, con fare autoritario, hanno invitato i manifestanti a sgomberare, a non distribuire volantini e a non mostrare cartelli! In poche parole: a non manifestare. Non sia mai che il popolo si metta in testa strane idee: che gli animali vanno rispettati che hanno diritti e una dignità che li emancipa dal loro status di merce. Il comandante della Polizia Municipale, arrivato in un secondo tempo, dopo lunga discussione con alcuni manifestanti, dichiarava :
“Potete manifestare, ma senza cartelli e volantini”
Allora che cosa ci stiamo a fare scusi?”- replicava giustamente una volontaria del presidio (il tutto è documentato dal video in nostro possesso)
In questo clima da dittatura islamica e repressione totalitaria, i poveri manifestanti zuppi di pioggia, hanno continuato, seppur contrastati, a sostare nell’area , attirando l’attenzione dei passanti che condividevano la protesta. Ai vigili urbani non è rimasto che andarsene via,prendendo atto dell’ingiusto provvedimento.
Anche se il messaggio di protesta, alla fine, è comunque arrivato ai cittadini, grazie all’ostinata difesa della legge da parte dei manifestanti; rimane l’amarezza di dover confrontarsi con una giunta comunale che in barba alle fonti del diritto, crede di stabilire regolamenti e ordinanze a suo piacere, per contrastare chi si batte per i diritti dei più deboli e senza voce.

D’altra parte l’assessore al commercio Carboni nel suo intervento al consiglio comunale del 28/09/2012, in risposta alla proposta di un consigliere comunale di deliberare un regolamento comunale per il benessere degli animali dichiarava: Io però sinceramente sono un po’ infastidito dagli atteggiamenti di alcune associazioni, dicesi associazioni, perchè poi bisogna vedere fino a che punto c’è spirito associativo, lo spirito associativo non può essere due o tre persone, dovrebbe essere un po’ più allargato, almeno quelle che stanno cercando di boicottare alcune manifestazioni a Grott., quelle di S.Martino e S.Paterniano. Già da circa 2 anni si ripetono atteggiamenti contrastanti, secondo me fuori dalla norma (??) con connivenze estranee da parte di alcune istituzioni più alte nella gerarchia rispetto a quella comunale, connivenze estranee magari a volte sollecitate anche da  posizioni di tipo personale dentro un’istituzione più alta (!!)
Alla lunga, il sindaco e  gli assessori di Grottammare dovranno rassegnarsi a prendere atto che ormai c’è una nuova sensibilità e coscienza nei confronti degli animali, condivisa da tutti, e i mercati di animali non sono una tradizione da difendere, ma una barbarie da combattere e vietare, mentre la protesta animalista  si diffonde ovunque, in lungo e largo sul territorio nazionale, fino a quei piccoli comuni rimasti ancorati ad una mentalità arcaica e feudale