lunedì 22 aprile 2013

I veterinari hanno l'obbligo di aggiornarsi e formarsi, ma..la categoria si oppone




Si ritiene opportuno ribadire che il programma ECM è obbligatorio per tutti i professionisti della salute; gli articoli 16-bis e 16-ter del decreto legislativo 502 prevedono, in generale, l’obbligo formativo per tutti gli operatori della sanità.

La Formazione continua è, infatti, un requisito essenziale per il corretto esercizio professionale, ossia per il mantenimento nel tempo dell’abilitazione all’esercizio professionale di ciascun operatore sanitario; in quanto tale, deve essere necessariamente obbligatoria per tutti i professionisti e richiedere regole e garanzie uniformi su tutto il territorio nazionale. Regole e garanzie che sempre di più saranno comuni a tutti i Paesi dell’Unione europea. La verifica periodica dell’abilitazione professionale, ossia la verifica del mantenimento di adeguati livelli di conoscenze professionali e del miglioramento delle competenze proprie del profilo di appartenenza, è possibile attraverso vari strumenti. L’ECM è, allo stato, l’unico strumento preordinato all’aggiornamento professionale ed alla formazione permanente per tutti i professionisti della salute che consente la verifica periodica del mantenimento dell’abilitazione professionale. In tale prospettiva il Piano Sanitario 2003/2005, approvato con D.P.R. 23 maggio 2003, ha confermato chiaramente l’obbligatorietà della formazione continua per tutti i professionisti della salute. Inoltre l’Accordo fra il Ministro della salute e le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, sancito dalla Conferenza Stato-Regioni del 20 dicembre 2001, ha fatto proprie le determinazioni assunte dalla Commissione nazionale per la formazione continua sulla obbligatorietà del Programma ECM per tutti i professionisti della salute; i successivi accordi non hanno modificato tale impostazione.


In conclusione, il Programma ECM deve ritenersi obbligatorio per tutti gli operatori sanitari dipendenti, convenzionati o liberi professionisti.

Malgrado l'obbligo previsto dalla legge l'Anmvi (associazione medici veterinari)  dichiara: "Il parere pro-veritate fornito dall’ufficio legale dell’ANMVI esclude la pretesa dell’obbligatorietà dell’ECM per i liberi professionisti e afferma l’insorgenza di profili di illegittimità costituzionale qualora l’assoggettamento fosse reso obbligatorio nei termini in cui il sistema è oggi concepito......" (da Professione Veterinaria 42/2010)

Insomma, vogliono chiamarsi Medici veterinari senza sottostare agli obblighi previsti dalla legge sull'aggiornamento e la formazione continua previsti per tutte le professioni sanitarie, non solo niente cartelle cliniche, ma anche nessuna formazione continua. Ma a chi affidiamo la vita e la salute dei nostri amici animali?