mercoledì 8 maggio 2013

Esche




        Certi argomenti a forte contenuto sociale e ambientale sollecitano lo zelo della stampa locale più dei summit mondiali sui cambiamenti climatici. Per esempio le cacche dei cani.
      Il “fattaccio”: a Porto d’Ascoli Centro, rinvenute bustine bianche in quantità disseminate sui marciapiedi. Accertato non trattarsi di bianca polvere smarrita da distratti vip locali o sbevazzanti nottambuli fracassoni, bensì di esche avvelenate - presunti beneficiari: cani e gatti - si è provveduto ad allertare quelli del Comune (art.allegato).
      Ridestato dal sonno piombigno l’assessore al decoro urbano (nessuno lo crederebbe, guardando le condizioni di San Benedetto e circondario, eppure c’è, come Dio, a qualcuno è perfino apparso, circonfuso di luce…); rianimato pure sindacogaspari (che dovrebbe per legge tabellare la zona, per allertare); intervenuti in forze Comandanti e Vicecomandanti di Vigili Urbani, la vicenda viene commentata dal Presidente del comitato di quartiere - con la solita noticina paracula “non per giustificare il fatto gravissimo, ma…” - come "sintomo della disperazione dei cittadini". Con accenti che commuoverebbero i sassi - fedelmente riportati dalla solidale partecipe cronista - il Pres.Com.Quart. dà voce all’esasperazione dei residenti per le strade sporcate dalle deiezioni canine, che rendono problematico il passeggio e altro, situazione intollerabile in una città a forte vocazione turistica [che se non lo fosse ce ne potremmo fregare, dello sporco…n.d.a.]. Al culmine del pathos, la proposta rivoluzionaria e luciferina del Pres.Com.Quart.: “ricavare il dna dello sterco dei cani e abbinarlo ai rispettivi microchip” (!).
      Sorvoliamo su questa conclusiva genialata (la ricerca del dna a fatica si fa perfino per i morti ammazzati…).
      Al di là della carica grottesca della cronaca giornalistica, piacerebbe sapere se, non solo i criminali delle esche avvelenate, ma tutti i cittadini benpensanti e “disperati” per la cacca di cane, abbiano mai alzato lo sguardo ad osservare, registrare, lamentare, lo schifo e il degrado di produzione umana che aggrediscono occhi sensi e cervello ad ogni angolo delle nostre strade. E’ evidente che no. Vedrebbero, altrimenti, che le deiezioni canine non raccolte - colpa di umani incivili e fors’anche stupidi che non meritano la compagnia delle innocenti intelligenti bestiole - ne sono un dettaglio infinitesimo.  Spariscono, anzi, al confronto col vero ribrezzo che ispira lo stato di queste città: abbandonate al degrado, desertificate di verde e alberi e spazi dalla pochezza di politici proni alle volontà di chi ignora tutto di ambiente (cronache recenti e ripetute); con strade e marciapiedi in vergognoso abbandono; città ignare di gusto e cultura, arrese al cretinismo di amministrazioni che, allo schioccar di dita di comitati d’affari, consegnano piazze e quartieri all’osceno deturpamento di ferraglia fotovoltaica; cittadini e comitati che blaterano di rivolte e poi si acquattano muti come avessero ingoiato anche loro una polpetta avvelenata… Si potrebbe, ahimè, continuare per molto…
      Non sembra che per tutto questo, cittadini “disperati” si indignino tanto da mettere esche avvelenate, chessò, nel panino di certi politici; né che assessori in sonno, sindaci e forza pubblica offrano mai le prove muscolari profuse ora per le esche velenose. Vige fra tutti costoro la patetica presunzione di superiorità dell’umano sull’animale. Accade così che la cacca di cane disturbi i sonni dei benpensanti, inconsapevoli dell’irrespirabile tanfo del nostro degrado, rigorosamente ed esclusivamente umano.


      7.05.’13                                                        Sara Di Giuseppe
                                                                                                                     faxivostri.wordpress.com