lunedì 22 dicembre 2014

l governo Renzi vuole depenalizzare i reati contro gli animali




 Sembra proprio che il governo Renzi abbia una particolare predisposizione a prendersela con i più deboli, dopo i pensionati, gli alluvionati, i precari, i cassa integrati, e  chi più ne ha più ne metta, ora tocca agli animali: i più deboli dei deboli , i senza parole, già discriminati e maltrattati in nome di un pregiudizio di razza e di specie. Loro che sono per noi esempio di innocenza, purezza, amicizia e fedeltà. Loro  che al cospetto della razza umana sono esseri buoni e saggi; loro che ogni giorno sono uccisi, macellati, incatenati, barbaramente seviziati e trattati come oggetti senza giustizia nè diritti, nè parole per denunciare. Loro che sono esseri viventi con un loro mondo emotivo e dei sentimenti. L'unico loro difetto per certo genere di politica è che non votano. Non abbiamo parole di fronte a certe proposte di cui Renzi e Co dovrebbero solo vergognarsi. Renzi perchè vai in Chiesa a fare il buon cristiano se non hai pietà di un animale, se consideri un reato contro un animale cosa di poco conto da depenalizzare. Penseresti la stessa cosa di un bambino? Perchè continuiamo ad affermare principi specisti e discriminatori che altro non sono che un ritorno al medioevo, alla barbarie e alla inciviltà? Diciamo no alla oscena proposta di Renzi e co. Firmate numerosi per esprimere il vostro dissenso.


https://www.change.org/p/no-alla-depenalizzazione-dei-reati-contro-gli-animali

http://richiamo-della-foresta.blogautore.repubblica.it/2014/12/21/non-depenalizzate-i-reati-contro-gli-animali/


giovedì 13 novembre 2014

Circo con gli animali, non andarci se li ami



 
un bellissimo e interessante documentario realizzato da Sabrina Neri sulla realtà dei circhi con animali, finanziati dallo stato in Italia, ma proibiti in molti paesi esteri .....

venerdì 15 agosto 2014

In memoria di Birillo cane eroe

 Una storia per riflettere sull'anima buona degli animali e sullo stupido razzismo umano
Per Birillo che meriterebbe un monumeto in riva al mare, nemmeno una degna sepoltura perchè a S.Benedetto non esistono cimiteri per animali. Se questa è la nostra civiltà, l'uomo si vergogni e prenda esempio dagli animali che se potessero parlare chissà quante ce ne direbbero!



Cane salva bimbo in mare e poi muore

Birillo però non ce l’ha fatta a tornare a riva, ha bevuto molta acqua ed è morto.


Birillo, meticcio di 8 anni, ha visto un bimbo in mare in difficoltà e ha iniziato ad abbaiare per attirare l’attenzione del suo padrone. Ma non ha aspettato, si è subito lanciato in mare per soccorrere il ragazzino.
Nel frattempo anche il padrone si è precipitato in acqua e insieme ad un altro bagnante hanno raggiunto il ragazzino e lo hanno portato a riva. Il cane Birillo però non ce l’ha fatta a tornare a riva, ha bevuto molta acqua ed è morto. Lo racconta lo stesso proprietario in vacanza con la moglie a San Benedetto, dove avevano affittato una stanza in via Zara. Sono di Salerno e hanno passato qualche giorno di relax in Riviera.
Domenica sono andati al mare, nel tratto di spiaggia libera tra gli chalet il Pescatore e Sapore di mare, tratto sprovvisto del servizio di salvataggio. E qui che il cane Birillo di Claudio Coppola ha salvato la vita al piccolo Luca D, di 5 anni, figlio di una coppia bresciana in vacanza a San Benedetto. Il piccolo era con la nonna in spiaggia quando, preso dal panico mentre era in acqua, ha iniziato a sbracciarsi per chiedere aiuto. Il cane ha subito capito tutto e dopo aver abbaiato più volte si è lanciato in acqua seguito dal padrone e da un altra persona. Per il ragazzino solo tanto spavento, il cane invece ci ha lasciato la vita.
La mamma del piccolo Claudio arrivata subito sul posto voleva dare una ricompensa alla coppia di Salerno per ripagarla della perdita di Birillo ma i due hanno rifiutato ogni tipo di ricompensa, ma hanno accetato però di far pagare alla donna le spese per cremare il cane e per il trasferimento delle ceneri a Salerno. “Io e mia moglie - dice Coppola - siamo molti dispiaciuti per la morte del nostro cane. E ci dispiace anche il fatto che negli chalet di San Benedetto sia vietato l’ingresso ai cani”.



http://www.viveresanbenedetto.it/index.php?page=articolo&articolo_id=488638

martedì 15 luglio 2014

Kira deceduta per mancato soccorso



 La signora Stefania Puddu compagna umana di Kira ci invia questo disperato racconto di denuncia che ancora una volta ci deve far riflettere sulla totale mancanza di tutela sanitaria dei nostri animali che oltre a dover difendersi da maltrattamenti e ingiustizie di una società prettamente antropocentrica e specista devono guardarsi bene da certi indecenti veterinari indegni del titolo conferitogli da un pezzo di carta.
Tanto per ricordarci che "veterinario" non è sinonimo di "amico degli animali", tanto per ricordarci che sarebbe ora di istituire dei pronto soccorso veterinari e che sia introdotto il reato di omissione di soccorso anche per gli animali nel codice penale.Abbiamo consigliato alla signora Puddu di rivolgersi ad un legale per valutare gli estremi di una denuncia verso i veterinari omissivi.

Verso le 23 del 5 Luglio , ci accorgiamo che Kira, labrador di due anni e tre mesi, è strana , non sta bene ; non riusciamo a capire come mai ma dopo alcuni minuti ci viene il sospetto che abbia ingerito una sostanza usata qualche ora prima contro le lumachine del basilico. Nella confezione è scritto che è una sostanza amaricante per bambini e animali domestici e questo noi sapevamo ; non sapevamo invece che era pericolosissima e che avrebbe ucciso la nostra Kira da li a qualche ora. Chiamiamo il veterinario che la seguiva  che ci da risposte sommarie ma nel frattempo la cagnetta peggiora e cerchiamo altri medici . Qualcuno risponde altri no , intanto uno di questi ci dice di darle acqua e sale per farle rimettere la sostanza ingerita ; lo facciamo , Kira riesce ad espellere molto di quanto ingerito ma peggiora, le vengono le convulsioni. Il medico di guardia in paese che contattiamo, ci parla di una clinica veterinaria di Cagliari a cui lui si è rivolto in passato, che contattiamo;  la dottoressa che ci risponde ci dice di somministrare alla nostra cagnetta del valium per sedarla. Facciamo anche quello , non sappiamo come, ma continuiamo a cercare qualche medico , chiamando anche i carabinieri e chiedendo info su chi possa assistere Kira vedendo lo stato in cui è siamo disperati ma  perdiamo tempo prezioso. Niente da fare nel Sulcis, dove viviamo , non c’è un servizio di assistenza veterinario 24 ore su 24 rimane solo Cagliari. Un amico ci dà il numero di un veterinario che esercita nella clinica veterinaria di Cagliari-Pirri e che, contattato, prontamente ci dice di non perdere tempo e di portare subito Kira da lui. Lo facciamo immediatamente ma Cagliari è ad un’ora di distanza dal nostro paese, San Giovanni Suergiu, e quel subito é un’ulteriore ora di sofferenze . Non smettiamo di sperare;  una volta arrivati il dottore assiste prontamente e amorevolmente la cagnetta , che intanto ha 42.8 di febbre. Bisogna aspettare, sperare e pregare che Kira risponda bene alle cure, che queste non siano  tardive ; la lasciamo lì fiduciosi ma consapevoli dello stato disperato. Non dormiamo praticamente nulla e, una volta arrivati a casa aspettiamo la comunicazione del medico fiduciosi. L’sms arriva alle 6 del mattino di domenica 6 Luglio dicendoci che Kira era deceduta. Quello che ci domandiamo noi e a cui , purtroppo non daremo mai risposta, è :” si sarebbe potuta salvare?” Sicuramente si sarebbe potuto non sprecare tempo prezioso con telefonate a cui nessuno ha risposto, con tentativi disperati; sarebbe bastato trovare un medico disponibile subito e forse, chissà… Questo è infatti il nostro cruccio ed il motivo della mia “denuncia”: perché non c’è un servizio di assistenza che ci possa aiutare a curare i nostri amici animali anche la notte, sempre e non soltanto durante le ore di ambulatorio? Come può un medico rimanere insensibile di fronte al reale bisogno di aiuto? Bisogna fare qualcosa , intervenire perché questi fatti non succedano ; le confezioni poi, dovrebbero riportare in grande la scritta “può uccidere” perché così è stato.

giovedì 5 giugno 2014

MANDIAMOLO A CASA





 PROTESTIAMO CONTRO LE ESTERNAZIONI BECERE FATTE DAL COMICO Montanini contro gli animali nella puntata di “Nemico Pubblico “ del 3 giugno

Il giorno 3 giugno alle 23 è andata in onda una puntata di Nemico Pubblico una trasmissione condotta dal comico Giorgio Montanini il quale ha fatto dell’argomento animali uno dei temi della puntata.
Un tema delicato che sicuramente non doveva essere oggetto di comicità becera basata su pregiudizi e stereotipi antropocentrici. Montanini ha dato il peggio di sé, anziché approfittare della tv pubblica per sensibilizzare al rispetto per gli animali ha affermato la netta superiorità dell’uomo sull’animale, sciorinando una serie di battute offensive per gli animali e per chi li rispetta e ama. Si è permesso anche di esprimere opinioni sulla pratica della sterilizzazione,  ignorando quanto sia necessaria per evitare malattie mortali agli animali e per contenere la nascita di cucciolate indesiderate ( la prossima volta portiamo le cucciolate abbandonate a casa del comico Montanini e vedremo se cambierà idea!)

Insomma basta vedere il video della trasmissione per avere un moto di sdegno:

Come può la Rai  mandare in onda tale spazzatura pregna di razzismo e specismo ?
Dunque scriviamo alla Rai e a Montanini per esprimere il nostro sdegno e per chiedere le giuste sanzioni affinché  personaggi che pensano di essere comici con temi delicati e importanti come i diritti animali vengano redarguiti, non per censura, ma per semplice etica e civiltà nel rispetto di una coscienza e cultura sempre più attenta ai diritti degli animali da cui abbiamo molto da imparare.

Messaggio tipo (testo in verde fare copia e incolla) per inviare la protesta alla Rai anche attraverso il seguente link:

inviare a

Spett. Sig. Montanini non abbiamo per nulla apprezzato la sua performance del 3 giugno a Nemico Pubblico in cui parlava della superiorità dell’uomo sugli animali. Tali affermazioni sono roba da cavernicoli e ci fa specie che un giovane la pensi così  e affermi certe sciocchezze in uno spettacolo televisivo a ridosso dell’estate quando centinaia di animali vengono buttati via come spazzatura in nome delle vacanze. Probabilmente lei non ha mai avuto la fortuna di avere un animale, altrimenti avrebbe una mentalità più aperta e civile nei loro confronti. Ormai nemmeno più un contadino di 80 anni pensa che gli animali siano al servizio dell’uomo e inferiori all’uomo. Lei che ha tanto preso in giro i preti e si voleva fare sbattezzare ( vedere l’omonimo spettacolo “Sbattezzo”) ragiona come il più antropocentrico prete cattolico che mette l’uomo al centro dell’universo. Non è sulla costruzione di ponti e di macchine che si misura l’intelligenza e la superiorità di una specie sull’altra, ma sull’umiltà di porsi di fronte a tutti gli esseri viventi senza distinzione di specie e di razza riconoscendo loro dignità e rispetto secondo una visione bio centrica della vita. Riguardo alla sua esternazione sulla castrazione degli animali, le facciamo presente che si tratta di una pratica salvifica che protegge gli animali da malattie mortali (piometra e calcolosi renale) e permette di evitare la nascita di cucciolate indesiderate destinate ad ingrossare il numero di cani abbandonati presenti nei canili a spese della comunità. La prossima volta si faccia portare tutti i cuccioli che nascono da cani e gatti non sterilizzati  a casa sua. Magari cambierà idea.

Per il resto potremmo consigliargli di leggere testi formativi come “Liberazione animale” di Peter  Singer per rendersi conto di quale ignobile cattiveria è capace quell’essere a cui lei riconosce la leadership nei confronti di creature indifese e come il rapporto con gli animali ci possa rendere migliori.

Chiediamo alla Rai di cancellare la sua trasmissione e di non offrirgli più il microfono in nome della civiltà e del progresso civile. Se lei pensa di far successo provocando e insultando la società civile, beh non andrà molto lontano, a meno che non faccia pubblica ammenda.


Nome cognome

Città



mercoledì 28 maggio 2014

La triste storia di Camilla



riportiamo in questa pagina con il consenso della signora Pozzo la storia di malasanità occorsa alla sua cagnolina yorkshire Camilla riportata nel 2012 anche dal giornale online Sanremo News
http://www.sanremonews.it/2012/08/05/leggi-notizia/argomenti/al-direttore-1/articolo/sanremo-cure-in-una-clinica-veterinaria-il-racconto-di-una-proprietaria-di-una-piccola-yorkshire.html#.UuVfcarKdQk.facebook
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Mi chiamo Adriana Pozzo, sono proprietaria di una yorkshire toy di 13 anni di nome Camilla, 1 chilo e 1 etto di peso, Vi racconto quanto ci è successo:
- mercoledì 18 luglio Camilla si rifiuta di mangiare nonostante sia vispa e attiva come al solito, di solito è di buon appetito (circa 75 gr di umido o croccantini al giorno), la lascio tranquilla, penso un po’ di disturbo di stomaco, è già capitato un giorno a digiuno e passa, vado a lavorare, la sera al rientro scopro che ha avuto un po’ di dissenteria, anche questo è già capitato
- giovedì 19 luglio Camilla ancora non vuole mangiare, è un po’ moscia (compatibilmente con il digiuno), ma comunque cammina ed è vigile, la cosa che mi spaventa è che va di corpo e le feci sono di consistenza della gelatina e color rosso sangue, chiamo mia nipote per farla portare alla clinica veterinaria di zona, io purtroppo non mi posso assentare dal lavoro, periodo di ferie se non vado io non c’è nessuno; comunque mia nipote la porta e rimane in contatto telefonico con me, le fanno le analisi e dicono che forse è solo un po’ di gastrite, chiedono l’autorizzazione ad una ecografia e naturalmente acconsento, dopo l’ecografia mi comunicano che nell’utero c’è una massa infetta e che è da operare con urgenza per asportare utero e ovaie prima che l’infezione si diffonda e la uccida, appena esco da lavoro nel pomeriggio mi reco alla clinica, Camilla è già irriconoscibile, flebo attaccata sulla zampina anteriore, sdraiata sul fianco immobile, neanche alza la testa quando mi vede. Mi ribadiscono quanto detto telefonicamente, che è da operare d’urgenza appena riescono a stabilizzarla, e mi comunicano il preventivo, decisamente alto (praticamente lo stipendio di un mese), chiedo più volte se la salute e l’età le consentiranno di superare un’operazione e vengo rassicurata sul fatto che il cuore è forte, chiedo anche quanti giorni di degenza saranno necessari visto che Camilla non è abituata a stare senza di me, mi dicono che normalmente uno/due giorni dopo l’operazione;
- venerdì 20 luglio Camilla viene operata in serata, mi chiamano alle 19.30 e mi dicono che sta entrando in sala operatoria e che tempo 30/45 minuti mi avrebbero richiamato per dirmi come è andato il risveglio dall’anestesia, alle 21.15 non avendo ancora ricevuto la telefonata chiamo io, mi dicono che sono appena usciti dalla sala operatoria perché hanno dato anche una pulizia ai denti visto che c’erano, l’operazione è andata bene e non hanno trovato pus, di richiamare dopo le 22.00 per sapere come sta andando il risveglio, chiamo alle 23.00 e mi dicono che con calma si sta svegliando;
- sabato 21 luglio vado a trovarla, è nell’incubatrice sempre con la flebo attaccata, chiedo quando posso portarla a casa, sono vaghi e mi dicono che saranno più precisi dopo le 24 ore dall’intervento anche perché non ha ancora mangiato
- domenica 22 luglio vado di nuovo a trovarla, è sempre nell’incubatrice con la flebo nella zampina e mi dicono che non ha piacere ad essere toccata e si gira, mi stupisco perché non ha mai dato problemi di questo genere, acconsentono a farla uscire dall’incubatrice per provare a farla camminare un po’ e vedere se mangia, di mangiare non se ne parla, le metto il pollo bollito sotto il naso e si volta dall’altra parte, zoppica visibilmente e non appoggia la zampina con la flebo, se le si tocca la spalla della zampina piange, lo faccio notare e finalmente si decidono a controllare l’ago della flebo, tolgono la fasciatura e l’ago era uscito dalla vena e aveva formato un liquido verdastro, tolgono tutto e non riuscendo ad inserirlo nell’altra zampina (dopo molti tentativi e torture, solo per toglierle il pelo le fanno uscire sangue) decidono di metterlo direttamente nella giugolare, inseriscono la cannula fissandola con due punti sulla pelle per lato e fasciando tutto con garza e nastro adesivo stile collare per la cervicale.
Ogni giorno qualcuno della famiglia va a trovarla, continuano a riferire che l’operazione è andata bene, che il problema è che non mangia, mercoledì 25 luglio telefonicamente mi viene comunicato che in flebo ormai non ha più medicinali ma solo glucosio per tenerla su visto che mangia raramente e pochissimo.
- sabato 28 luglio riesco finalmente a parlare telefonicamente con il dottore che ha effettuato l’operazione, gli chiedo se posso portare a casa Camilla che forse non mangia perché si trova li, in un ambiente estraneo, magari si sente abbandonata, mi dice che la paziente non può essere portata a casa perché è sotto una lunga e complicata terapia farmacologica, che l’operazione è andata a posto ma il cane non sta ancora bene, che sarebbe da stupidi portarla a casa finché c’è una cannula endovena funzionante da cui le si possono somministrare alimenti e farmaci, che quanto dico sembra frutto di mancanza di fiducia nei loro confronti, nel frattempo mio padre la va a trovare e mi riferisce che di nuovo non ha piacere ad essere toccata
- domenica 29 luglio vado a trovare il cane nel primo pomeriggio ed è senza flebo, mi viene comunicato che nella notte grattandosi si è tolta la cannula (quella fermata da due punti per parte e fasciata), provo a farla camminare, sbanda come se avesse la labirintite, non ne vuole sapere di mangiare ed è in una condizione pietosa, puzza ed è visibilmente sporca, dico che visto che non c’è più la cannula voglio portarla a casa per provare se mangia in ambiente familiare, mi fanno un sacco di storie, alla fine continuando ad insistere mi dicono di passare dopo le 21.00, vado e alle 22.30 finalmente esco con Camilla, ovviamente dopo aver pagato, appena arrivata a casa le faccio cuocere a vapore un po’ di carne trita e la mangia con appetito
Al lunedì chiamo subito un veterinario che mi hanno consigliato di Bordighera, è fuori studio lo rintraccio alla sera e mi da l’appuntamento per il martedì mattina, le fa un po’ di flebo, una puntura di vitamine e una di cortisone, le controlla la temperatura e si spaventa perché è molto bassa, mi fa tornare la sera, stessa terapia, così anche mercoledì e giovedì, venerdì e sabato solo al mattino, della lista di medicine date dalla clinica tiene per buono solo l’antibiotico, ma passiamo alla somministrazione sottocutanea in quanto dopo la pastiglia Camilla beve troppo, è lui a scoprire che Camilla ha dei punti di sutura in bocca, fatti dopo l’estrazione di alcuni denti, effettivamente ne aveva parecchi ballerini e in pessime condizioni di tartaro, ma funzionavano a dovere visto che mangiava tranquillamente i croccantini, si le puzzava un po’ l’alito ma non le davano fastidio.
Analizzando la documentazione, il dottore mi dice che prima dell’operazione le analisi erano buone, compatibili con un animale di 13 anni, dopo l’operazione non andava più bene nulla, c’era una forte infezione in corso e tanta anemia (dovuta anche a operazione e ripetuti prelievi), aggiunge inoltre che secondo lui non era assolutamente da operare, che con tutto quello che le hanno somministrato c’è il rischio che le abbiano infettato il sangue in modo irrimediabile
A questo punto scrivo a molte associazioni e giornali della zona, allegando tutta la documentazione, per cercare di far luce su quanto successo, purtroppo solo “Sanremo News”, testata on-line di zona, pubblica la mia mail, gli altri o non mi rispondono o trovano delle scuse, o confermano come giusto l'operato della clinica.
Dopo un periodo di ripresa, dove finalmente Camilla sembra tornare lentamente quella di prima mettendo su anche un po’ di ciccia e pelo (dove era stata maldestramente rasata), a fine settembre si presenta un nuovo problema, mi accorgo che in casa sbanda e picchia nei mobili, di nuovo corro dal dottor .... che mi diagnostica un glaucoma su entrambi gli occhi, uno è già irreversibilmente andato, l’altro si può tentare di salvare con delle gocce, ma ahimé la terapia non fa nessun effetto e la piccola rimane cieca. Comunque anche in questa nuova condizione non si rassegna, si abitua alla sua nuova condizione ed inizia di nuovo a girare per casa, anche se con una certa cautela.
Con il nuovo anno inizia un lento peggioramento, si alza sempre meno dalla cuccia (praticamente solo per mangiare perché l’appetito non le manca), diventa incontinente, il 14 marzo 2013 rientrando dal lavoro le do come al solito da mangiare ma non si alza neanche, le faccio un po’ di coccole ma non la sforzo, la mattina dopo ci riprovo, di nuovo non si alza, la prendo in braccio e mi accorgo che ha le zampe posteriori bloccate, le faccio un rapido controllo e anche la bocca è bloccata, anche tentando di sforzare non si riesce ad aprire, e lei mi guarda con degli occhioni che chiedono aiuto.
La porto subito dal dottor Franco Pinzan di  Sanremo, le fa una visita dettagliata e mi comunica che non c’è più niente da fare, il cuore è ancora forte e avrebbe potuto reggere per molti anni ancora, ma un’infezione è entrata in circolo nel sangue e lentamente le sta causando una paresi totale, non si può fare altro che sopprimerla.
Il 15 marzo 2013 intorno alle ore 12 Camilla muore, nonostante il suo cuore avesse ancora tanta voglia di vivere.

RingraziandoVi per l'attenzione, porgo distinti saluti.
Adriana Pozzo

Mitzi un' amara storia di malasanità animale



 Riceviamo e pubblichiamo con il consenso della signora Emma di Roma questa triste storia che ancora una volta testimonia la mattanza che ogni giorno si consuma ai danni dei nostri animali, senza alcuna legge che li tuteli negli ambulatori veterinari.


Mitzi era uno dei miei gatti. Un giorno è caduta dal tiragraffi ed ha cominciato a camminare male con le zampette posteriori. Fatta Risonanza diagnosi "ernia del disco", molto rara nel gatto anche difficile da operare. Il consiglio del neurologo fu di non operare ma di aspettare evolversi della situazione. Passati 4 mesi tra alti e bassi cortisone e non, Mitzi è peggiorata proprio due giorni prima che io partissi per Milano per una cura oncologica
Era sotto Pasqua, il mio veterinario curante era in partenza così il neurologo che aveva fatto la prima diagnosi. La gattina aveva molto dolore, per telefono il mio curante mi consiglia una clinica dove c'è una dottoressa neurologo che viene molto pubblicizzata pet la sua preparazione. Senza esitare vado, d'altronde non potevo partire lascialdo il mio amore a casa così dolorante. Arrivata in clinica le fanno la prima sedazione per visitarla, la sera la seconda per risonanza. Mi chiamano  e mi consigliano per l'indomani intervento dato il riacutizzarsi dell'ernia. Io accetto, sabato 12 aprile mi reco con mio marito in quella clinica maledetta,  pur di non vederla soffrire, firmo i consensi e il preventivo di euro 2.100,00. Purtroppo dopo un paio di ore mi vengono a dire che la mia gattina non si svegliava "arresto cardiocircolatorio" . Scappo disperata senza pensieri per agire. Il giorno dopo parto per Milano e piango lacrime amare per 5 giorni in ospedale.  Torno a casa sto peggio. Non mi chiamano e dopo un mese mio marito si reca sul luogo del delitto per sapere notizie. Il corpicino era congelato aspettavano noi e confermano l'arresto cardiocircolatorio. Il rischio anestesiologico era stato valutato basso, ma la possibilità comunque c'era. Faccio cremare il corpicino; anche perché dallo zoo profilattico mi dicono che in autopsia a livello tossicologico non avremmo trovato niente dopo 40 giorni. Abbiamo chiesto cartella clinica per fare chiarezza,  ma ci hanno risposto che possono darmi solo relazione tecnica del direttore sanitario dietro saldo prestazioni.  Sinceramente non mi va di pagare il boia della mia gattina anche perché penso che la colpa c'è stata e mi sono rivolta ad un avvocato.  Spero di vendicare la mia gattina e tanti altri angioletti pelosi, ma la vedo dura dato che questi che si fanno chiamare medici dimenticano che vanno a che fare con essere viventi indifesi.
Buona fortuna a me e a chi come me non ci vede chiaro.
Emma
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sconto rifiuti e cani a Grottammare


 


Siamo indignati dalla decisione del comune di Grottammare  riguardo lo sconto sulla tassa dei rifiuti offerto ai contribuenti in cambio dell’adozione di un cane del canile: http://www.viveresanbenedetto.it/index.php?page=articolo&articolo_id=474249

I cani non sono mezzi da contrabbandare in cambio di  uno sconto ed è vergognoso che i cani siano tirati in ballo quando si parla di rifiuti: sconto sui rifiuti per chi adotta un cane rifiutato? 

Le adozioni consapevoli non devono essere motivate da fini utilitaristici e prevedono affidi seri che assicurino al cane condizioni di vita ottimali con controlli pre e post affido. Non è come comprare un fustino di detersivo, prendi due paghi uno. Si tratta quindi  un pessimo esempio che il comune di Grottammare sta dando a livello educativo alla popolazione. Quanti cittadini adotteranno un cane solo per avere uno sconto sulla tassa dei rifiuti ? In tal modo l’amministrazione conferma ancora una volta di non essere capace di recepire il concetto di animale come essere vivente, d’altra parte è stato approvato solo da poco un regolamento comunale per il benessere degli animali, (dopo anni di battaglie animaliste) che tuttavia non recepisce in pieno le richieste delle associazioni animaliste e dei cittadini ( vedere il mancato divieto di svolgere mercati di animali) 

Nei paesi del Nord Europa lo sconto sui rifiuti si fa a chi attua con diligenza la raccolta differenziata, non a chi adotta un cane.

Gli animali ancora una volta sono considerati merce di baratto, e non esseri viventi.


Associazione “Arca 2000” onlus diritti dell’animale malato