lunedì 26 maggio 2014

negano il pane ad un povero cane e non si vergognano


 di Daniela Ballestra

Il giorno 26 maggio vedo un povero cane sdraiato sul marciapiede antistante un bar- pasticceria di Marina di Altidona (Fm) in stato di abbandono e prostrazione, chiaramente l’animale non sembra in attesa di un compagno umano, momentaneamente entrato nel locale, ed ha tutta l’aria di essere un cane abbandonato o comunque senza un proprietario.

Chiedo ad alcune commesse della pasticceria di chi fosse quel cane ed una  di loro, molto freddamente, mi risponde che l’animale gira da qualche giorno in quella zona ma non ne sa molto di più; chiedo, allora, se avessero qualche avanzo della tavola da dare al cane ( visto che in quel locale si consumano anche pranzi veloci), ma mi sento  rispondere  che non c’è nulla. Peccato che proprio al mio fianco vedo un tavolo dove un avventore, appena alzatosi, ha lasciato degli avanzi di pane; chiedo allora ad una cameriera se posso prendere quelli,  ma mi sento rispondere: “ guardi io la penso come lei …ma cerchi di non farsi vedere da nessuno…..”

“Ma , nessuno chi? E poi perché non bisogna farsi vedere da nessuno racimolare degli avanzi di pane?”  Non sarebbe meglio in un paese civile e normale che le stesse commesse si attivassero per sfamare il cane interessandosi al suo stato?

Rispondo alla cameriera che quel pane andrebbe buttato e che è un atto di civiltà sfamare un cane abbandonato, e non c’è nulla di cui vergognarsi.  Ma tanto è,  dietro di me sento sorrisini di scherno da parte di una cliente che sta pagando alla cassa. Insomma, quel cane potrebbe anche morire, ma a nessuno importa niente , e  qualcuno che si preoccupa è solo un fastidio. A quel cane viene negato perfino un avanzo della tavola del bar- pasticceria.

Alla fine, esco dalla pasticceria e vedo con sollievo che il cane, nel frattempo, si è messo a seguire  un altro cane, condotto al  guinzaglio da un ragazzo.
Nel caso sopra descritto, le commesse della pasticceria non si sono preoccupate minimamente di capire perché quel cane vagabondo stesse per giorni fermo lì,  sdraiato come morto, nemmeno per curiosità, eppure sarebbe dovere di ogni cittadino civile attivarsi per soccorre un cane senza dimora o abbandonato, chiamando il servizio veterinario o i vigili urbani che per legge devono identificare e mettere in sicurezza qualsiasi cane vagante, sia per un atto di civiltà, sancito da più leggi sia per tutela della incolumità pubblica, visto che un cane vagante rappresenta un pericolo anche per la circolazione stradale.
Si parla tanto di rispetto e amore per gli animali, sempre più leggi sanciscono tutela per gli animali , ma poi nella pratica, permane un’arretratezza culturale inaccettabile ai giorni nostri. Le commesse di quella pasticceria dovrebbero vergognarsi di tanta indifferenza e freddezza. Comunque hanno perso anche una cliente e insieme  a me, tanti altri che s'indignano di fronte a tanto cinismo, dimostrazione del fallimento di un intero sistema educativo in una società sempre più materialista e antropocentrica. A dirla tutta in questa Italia ipocrita, tutti sono pronti a fare i perbenisti poi non si è capaci di guardare oltre il palmo del proprio naso, chiusi in un antropocentrismo dalla doppia morale.

  "Dar da mangiare agli affamati, soccorrere i bisognosi, sì, ma mica solo a due zampe!"