giovedì 21 gennaio 2016

DANNO ESISTENZIALE RICONOSCIUTO DAL TRIBUNALE CIVILE DI GENOVA PER UN CASO DI MALASANITA' ANIMALE



 13/01/2016

Con la sentenza n.1004/2016 del 13/01/2016, il Giudice del Tribunale Civile di Genova ha riconosciuto il danno esistenziale subito dalla proprietaria di una cagnolina meticcia di nome Yuma, sottoposta ad un' operazione chirurgica a seguito di una diagnosi di  “displasia”, dopo esami clinici molto sommari eseguiti da due veterinari.
L''operazione causava la lesione del nervo ischiatico,  per cui la cagnolina non solo non appoggiava più la zampa posteriore, ma la girava completamente indietro, lesionandosi anche il "palmo" della zampa.
La proprietaria dell’animale, per fortuna, dopo poco tempo, non fidandosi delle indicazione dei due veterinari a cui si era rivolta (che consigliavano di aspettare qualche tempo perché la zampa andasse a posto) si attivava per far visitare la cagnetta ad altri professionisti. Dopo numerose visite, finalmente uno specialista veterinario ortopedico,  le riferiva che il nervo era compromesso  e si rendeva necessario  un altro intervento per tentare di restituire un minimo di deambulazione alla povera bestiola.
La proprietaria del cane, resasi conto delle responsabilità dei veterinari a cui aveva affidato la sua Yuma, ha intentato una causa legale affidandosi all'Avvocato Maria Grazia Rossi di Genova.
Il Giudice - oltre a riconoscere la responsabilità professionale dei due veterinari - ha sentenziato che: “ proprio perché il cane non è di razza, le aspettative della padrona sono maggiormente amplificate a far si che  sia inserito nel contesto familiare a tutti gli effetti, ed è indubbio che nel comune sentire il valore di un animale d’affezione inserito in una famiglia è elevato e cresce nel tempo….”, quindi ha riconosciuto oltre il  danno fisico provocato all'animale anche il danno esistenziale della sua compagna umana per il patimento subito.
Si tratta di una importante sentenza che ancora una volta pone l'accento sul problema della malasanità animale, una piaga che non sempre trova ristoro nei Tribunali.
Dimostrare le responsabilità veterinarie è sempre molto arduo a causa di un vergognoso vuoto legislativo, mancando l’obbligo per i veterinari ( contrariamente ai medici delle persone umane) di render conto del proprio operato tramite cartelle cliniche e refertazioni scritte della terapie, delle diagnosi  e delle operazioni effettuate sui nostri amici con la coda.