martedì 19 febbraio 2013

Lasagne Findus alla carne di cavallo


  
Le lasagne Findus in Gran Bretagna sono fatte di carne di cavallo invece che di manzo (all'insaputa dei consumatori). È quanto emerge da test condotti dall'Autorità britannica della sicurezza alimentare (Fsa) secondo i quali, ben il 60% della carne contenuta nel piatto surgelato era equina (in alcuni casi addirittura fino al 100%). «Siamo di fronte a una situazione sconvolgente - ha detto Catherine Brown, responsabile della Fsa - e più che una contaminazione per errore sembra che dietro ci sia un'attività criminale organizzata». Lo scandalo ha colpito anche la Svezia, dove saranno ritirate ventimila confezioni di lasagne surgelate.
LA CONFERMA - Anche la Findus Uk ha confermato con un comunicato che le lasagne, prodotte dalla francese Comigel, hanno rivelato la presenza di carne di cavallo. I consumatori che hanno acquistato il prodotto potranno contattare la compagnia per essere risarciti. La Findus ha anche aggiunto che tutti gli altri suoi prodotti sono stati testati e che non sono coinvolti nel caso. L'Autorità per la sicurezza alimentare ha detto di «non avere prove che lascino pensare che il cibo presenti dei rischi per la salute», ma di avere comunque ordinato nuovi test per evidenziare l'eventuale presenza di un farmaco veterinario.
I CONTROLLI - I controlli sono state effettuati dopo che a metà gennaio le autorità irlandesi avevano scoperto che hamburger venduti in catene della grande distribuzione in Gran Bretagna e Irlanda, tra cui la Tesco, contenevano carne di cavallo. La Findus ha cominciato un ritiro delle sue lasagne. Anche I supermercati Tesco e Aldi hanno ritirato una serie di piatti preparati dalla Comigel.
PROBLEMA IDEOLOGICO - Il problema non è quindi, al momento di salute, ma di tipo ideologico. Prima di tutto potrebbe ravvisarsi la truffa dal momento che sull'etichetta non era segnalata la presenza di carne di cavallo e poi non va dimenticato che in Gran Bretagna e in Irlanda il cavallo è molto amato e rispettato: consumare carne equina è considerato un tabù.

giovedì 14 febbraio 2013

Condannata Veterinaria per sperimentazione animale

 

Il Tribunale di Modena ha condannato una veterinaria per aver condotto sperimentazioni su animali in un laboratorio abusivo a Mirandola (MO). Zanoni: “Sentenza importante ma non abbastanza esemplare. La vivisezione è un abominio, ma quella illegale lo è ancora di più

Bene la sentenza di condanna della veterinaria colpevole di aver condotto sperimentazioni clandestine su animali all’interno di un laboratorio abusivo a Mirandola. Tuttavia confidavo in una pena ancora maggiore per dare l'esempio a tutti. Adesso mi auguro che sia espulsa per sempre con disonore dall'ordine dei veterinari”. E' il commento di Andrea Zanoni alla sentenza di condanna decisa ieri dal Tribunale di Modena. “La vivisezione è un abominio, quella illegale è ancora peggio”.

La veterinaria, accusata di aver condotto sperimentazioni illegali in un laboratorio abusivo a Mirandola nel 2011, è stata condannata a due mesi di reclusione, convertiti in una multa di 15 mila euro, senza sospensione condizionale della pena, oltre al risarcimento delle spese legali alle associazioni costituitesi parti civili tra cui la denunciante LAV (Lega Anti Vivisezione). Il titolare del laboratorio era stato condannato già lo scorso ottobre.

Si tratta di una sentenza molto importante perché riguarda il primo caso in Italia di condanna del genere – spiega Zanoni – Purtroppo ci troviamo di fronte a un cortocircuito normativo e a controlli insufficienti a garantire che simili abomini non siano perpetrati”.

In Europa mi sto battendo affinché il problema sia risolto all'origine, ovvero la sperimentazione animale sia vietata completamente – aggiunge l'eurodeputato – Purtroppo oggi non è il caso, tanto che la vivisezione viene solamente regolamentata, tra l'altro a mio avviso in modo assolutamente insufficiente”. 



La veterinaria è stata accusata di aver condotto sperimentazioni invasive su animali anche non anestetizzati, da iniezioni a inserimenti sottocute di materiali a test di tossicità che portavano a morte: Inoltre, gli animali erano tenuti in condizioni pessime, praticamente immobili e in mezzo alla sporcizia. Una situazione inaccettabile che ha portato a necrosi ed evidenti segni di sofferenza sulla schiena. Nel laboratorio clandestino sarebbero state effettuate più di 1.300 sperimentazioni di biocompatibilità e testati 566 tipologie di prodotti medicali.

domenica 10 febbraio 2013

Politici: giù le mani dagli animali



Negli ultimi giorni, i giornali e le televisioni hanno diffuso le immagini di Monti e Berlusconi con un cagnolino in braccio. Anche Bersani è caduto in tentazione facendosi fotografare con un cane. A Monti, la bestiola viene “regalata” addirittura dalla  Bignardi nel corso di una trasmissione televisiva, come se fosse una “scatola di cioccolatini”, senza chiedersi se Monti voglia veramente adottare il cucciolo. L’adozione di un cane è una cosa molto seria. Messaggi d’imperdonabile leggerezza, nel cattivo gusto televisivo che non ci risparmia nulla, mentre la politica  non conosce più limiti di decenza.

Politici di tutti gli schieramenti, in questi giorni, riservano spazio ai diritti degli animali nei loro programmi elettorali, elencando una serie di problematiche per le quali promettono impegno e sensibilità.
Probabile che qualche agenzia di comunicazione abbia fatto presente a questi signori, che l’elettorato animalista è un bel target appetitoso, fatto di tanti sognatori e idealisti, disposti a credere ancora alle favole del politico che s’interessa anche agli animali (ma va?)

Peccato che in tutti questi anni, facce vecchie e nuove hanno già dimostrato, quand’erano al governo, di non aver fatto un bel niente per gli animali! Lo sanno bene quei cagnolini fotografati come specchietto delle allodole, basta guardare il loro sguardo di sopportazione! In fondo, aspettano da anni che qualche politico si occupi seriamente dei loro problemi. Un esempio tra tanti: la proposta di legge per la
Regolamentazione della professione veterinaria” (n.2526) contro la malasanità animale, non è mai stata discussa nella passata legislatura. Perché le Brambilla (Pdl), Amati (PD) e Castelli(Movimento 5 stelle) non hanno speso nemmeno due parole nel loro programma elettorale “animalista”, riguardo al problema della malasanità animale, né risposto alle nostre richieste in merito?

E quei politici che si ripropongono oggi come ieri, sempre uguali, sono degni di tenere quel cagnolino in braccio, quando nessun governo, da loro presieduto in passato, ha mai fatto una legge per riconoscere agli animali lo status d’individui e non di “res”? Gli animali meritano rispetto, è vero, per questo non devono essere strumentalizzati. 
La pubblicità si sa non ha morale, utilizza qualsiasi mezzo. Ha già fatto incetta del corpo delle donne, dei cuccioli di animali, di tutto ciò che può condizionare il nostro inconscio ingannandolo e blandendolo, facendo leva sui sentimenti.
Stavolta però, non ci stiamo a farci blandire. La tutela degli animali è una cosa seria.

Se si ha davvero a cuore il rispetto degli animali, non occorre mettersi in posa con un cagnolino, piuttosto si dimostri con i fatti e le leggi concrete di amarli veramente.

Daniela Ballestra

mercoledì 6 febbraio 2013

Basta cani a catena

Basta con i cani legati alla catena! Davide Battistini è un cittadino ravennate – si definisce “progressista e di sinistra” – che ha deciso di impegnarsi con tutte le sue forze per ottenere una misura di civiltà, cioè il divieto di tenere i cani legati a una catena.
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Il primo gennaio ha iniziato uno sciopero della fame per ottenere dalla giunta regionale dell’Emilia-Romagna (qui la lettera che ha scritto al presidente Vasco Errani) una legge che introduca finalmente questo divieto, al momento disciplinato da ordinanze spesso contraddittorie. “In certe città ci sono limiti tempo, ad esempio otto ore al giorno, in altre no; la regola dei quattro metri di catena è spesso disattesa, senza che vi siano controlli e quindi sanzioni adeguate”.
Davide è determinato a condurre questa sua “battaglia di civiltà contro una norma medievale” fino in fondo e chiede il sostegno di tutti i cittadini. Per sostenerlo è possibile accedere al suo blog e firmare la petizione (possono farlo anche cittadini di altre regioni).
“Sono convinto che appena riusciremo a ottenere questo provvedimento nella mia regione – dice – anche altre regioni ci imiteranno“.
Restiamo animali ha sottoscritto la petizione e seguirà da vicino la campagna.

notizia tratta da "Restiamo animali"del 17/01/2013

http://restiamoanimali.wordpress.com/2013/01/17/17113-basta-cani-alla-catena-lo-sciopero-della-fame-di-davide-battistini/