venerdì 29 novembre 2013

Malasanità animale se ne parla sempre.....

 Panna diventata il simbolo della lotta alla malasanità animale alla cui memoria è dedicata l'associazione "Arca 2000" onlus diritti dell'animale malato
 
 
 MALASANITA' ANIMALE SE NE PARLA SEMPRE.....ma i veterinari uccidono ancora impuniti
 




lunedì 11 novembre 2013

Il trattato di Lisbona art.13




http://www.huffingtonpost.it/2013/10/24/rodota-diritti-animali-biodiritto-trattato_n_4154479.html

Una vergogna impunita


La vergogna dei mercati di animali si ripete sempre uguale a Grottammare (Ap) con il benestare del Comune. Ma come ci si poteva aspettare diversamente da chi è del tutto impermeabile alle centinaia di proteste piovute da ogni parte d’Italia e rimaste inascoltate? "Arca 2000" onlus, associazione di volontariato per la tutela degli animali, era sul posto e può testimoniare quanto segue:
In data 10 novembre 2013 nell' area dei mercati di animali, sita nei pressi delle scuole elementari di Grottammare centro, in occasione della fiera di S.Martino del 10 e 11 novembre, erano esposti animali di tutti i generi ( cani, gatti, uccelli , criceti, conigli, tartarughine e pesciolini rossi….) in gabbie e contenitori. Le gabbie dove erano esposti i cani risultavano circondate da una moltitudine di folla curiosa e vociante , come si evince dal video e dalle foto in nostro possesso; dentro tali gabbie erano chiusi dei cuccioli di cane e gatto di varie razze, gli stessi si trovavano a diretto contatto con il pubblico e sotto luci permanentemente accese, non vi erano sulle gabbie cartelli indicanti le caratteristiche etologiche degli animali ( come previste dal regolamento della fiera deliberato dallo stesso comune di Grottammare), né un adeguato spazio per quanto riguarda pesci, tartarughe e conigli che affollavano all'inverosimile le gabbie e le vasche in cui erano contenuti. Non si vedeva alcuna possibilità per gli animali di sottrarsi alla vista del pubblico, né transenne che delimitassero l'area ed evitassero la manipolazione degli animali e la vicinanza del pubblico alle gabbie. Per tutto quanto esposto i volontari di “Arca 2000” onlus diritti dell’animale malato, sollecitavano la Polizia municipale per i dovuti controlli per il rispetto dei criteri di esposizione degli animali, ma non ricevevano alcun riscontro, né risposta dal vigile interpellato personalmente ( il tutto è documentato da apposito video) . Si sollecitavo altresì il corpo Forestale dello Stato, contattando il numero 1515, per sentirsi rispondere che “non vi era personale disponibile”.  I criteri di detenzione degli animali nella fiera prevedono anche che gli animali devono essere tenuti evitando stress e sollecitazioni eccessive. C’è da chiedersi se le condizioni riscontrate e documentate con tanto di testimoni e video, siano consone al benessere degli animali. E come mai, malgrado il regolamento prevedesse dei controlli , alle ore 16 del 10 novembre si riscontravo la situazione sopra descritta e nessuno interveniva per controllare quanto deliberato dal comune? Come si può permettere che degli animali, esseri viventi e senzienti, siano chiusi in contenitori e gabbie a decine (uccelli, pesci e conigli) in situazioni di sovraffollamento e che dei cani e gatti vengano esposti per ore ad un pubblico che li sollecita continuamente, avvicinandosi alle gabbie , sotto le luci accese per ore ed ore, sottoposti al rumore dei generatori di corrente e della folla vociante in qualsiasi condizione atmosferica? Dov’è l’adeguato periodo di riposo e la possibilità di sottrarsi alla vista del pubblico? (condizioni previste dal regolamento emanato dal comune di Grottammare per evitare lo stress agli animali) E riguardo ai requisiti igienico sanitari , come si giustifica il cattivo odore emanato dalle gabbie dei cani e dei gatti che lì stazionano per due giorni consecutivi?  L’associazione “Arca 2000”, oltre ad essere stata presente con un picchetto pacifico informativo contro il commercio di animali, ricordando che il comune di Grottammare non ha mai voluto deliberare un divieto in proposito, come già fatto da altri comuni marchigiani, si riserverà un esposto alla competente autorità giudiziaria, per individuare eventuali omissioni di legge anche in ordine alla salvaguardia del benessere animale.

E’ ora di dire basta ai vergognosi mercati di animali che contrastano con qualsiasi regola e legge a tutela del benessere animale.

sabato 9 novembre 2013

ancora mercati di animali a Grottammare (Ap)



MERCATI DI ANIMALI UNA BARBARIE CHE A GROTTAMMARE SIGNIFICA TRADIZIONE

 
Ancora una volta l’amministrazione comunale di Grottammare (Ap) ammetterà, malgrado le proteste piovute numerose da ogni parte d’Italia, ben 5 stand di commercianti di animali alla prossima fiera di S.Martino del 10 e 11 novembre. C’è da chiedersi con quale coraggio in campagna elettorale la coalizione del sindaco abbia definito il paese di Grottammare “pet friendly” . Non c’è nulla di “pet friendly” nell’ammettere i mercati di animali alla fiera di S.Martino, ma molto di una retrograda concezione dell’animale considerato come merce, alla stregua di un paio di braghe. Sembra che Grottammare  faccia ancora parte di un mondo rurale e primitivo, dove gli animali sono ancora considerati alla mercè dell’uomo, schiavi da tenere in gabbia , mentre  la società civile ha da tempo recepito una concezione di rispetto verso la vita animale, rifiutandone ogni sfruttamento e mercificazione. Ogni persona che si voglia definire civile non può accettare né tollerare che gli animali vengano esposti per ben due giorni di seguito al pubblico vociante e  alla folla curiosa, dopo essere stati trasportati da luoghi lontani, in condizioni atmosferiche critiche, come prigionieri della tratta degli schiavi. Il tutto per il mero lucro di persone che hanno fatto mercimonio della loro vita. Tutto ciò stride nettamente con le leggi nazionali ed europee che hanno riconosciuto da tempo agli animali la natura di esseri senzienti e viventi. Riguardo agli sbandierati “controlli “, di cui l’amministrazione comunale si vanta, sono inutili  e peggiorativi, in quanto superficiali. Come si può pensare a dei seri controlli quando la stessa vendita degli animali e  la loro detenzione in gabbie è incompatibile con lo stesso concetto di  benessere e rispetto degli animali? Sarebbe come dire che gli schiavi  umani al mercato degli schiavi godono di ottima salute e quindi possiamo tranquillamente accettare che siano venduti come oggetti. E poi, non ci sono abbastanza cani e gatti orfani da adottare nei canili e gattili? E’ vergognoso, inoltre, leggere nei “criteri per lo svolgimento e partecipazione alla fiera” (si allega), una sorta di regolamento, improvvisato alla bella e meglio, quasi una beffa, in cui si afferma che gli animali: “non devono essere sottoposti ad eccessivo stress in modo che non vengano turbati o alterati i loro naturali comportamenti etologici e le loro funzioni  morfofisiologiche” Chissà chi dovrà stabilire e controllare il superamento della soglia limite di tali turbamenti, forse qualche esimio etologo arrivato dall’università di Tubinga?  Ma non occorre l’esimio etologo per capire che  l’unico modo per evitare lo stress agli animali è quello di vietarne la vendita, basterebbe quel senso di civiltà dimostrato da ben altri comuni marchigiani (Senigallia, Ancona, Recanati, Osimo che hanno, da tempo,  vietato tali barbarie)

Riguardo al divieto di  “promulgare e diffondere ideologie e dottrine  che possano influenzare la psiche delle persone….” come leggiamo nei “Criteri per la partecipazione e lo svolgimento alla fiera” (art.10), si tratta di un editto bulgaro, già contestato lo scorso anno, che sembra mirato  a reprimere ogni forma di libera protesta ed espressione di pensiero, in contrasto con l’art. 21 della Costituzione.

Non c’è che dire per un’ amministrazione che si definisce  democratica e progressista

venerdì 1 novembre 2013

guardia zoofila assolta



 

Assolta dal Tribunale di Ancona una Guardia Zoofila accusata di usurpazioni di Pubbliche funzioni
Importante riconoscimento dell'attività delle Guardie Zoofile delle associazioni ambientaliste ed animaliste da parte dell'Autorità Giudiziaria. Il Tribunale di Ancona, a seguito di ricorso ad un decreto penale di condanna emesso dal GIP nei confronti di una guardia zoofila V.B. che aveva svolto attività di polizia giudiziaria in un controllo nel gennaio 2010 di un camion adibito al trasporto di pesce per il quale lo stesso controllore era stato condannata a 7500 euro di multa per essersi qualificato come agente di polizia giudiziaria nell'espletamento delle proprie funzioni e pertanto era stato ritenuto colpevole del reato di cui all' art. 347 del codice penale, usurpazione di pubbliche funzioni, si è espresso oggi in composizione monocratica.
Il ricorso della guardia zoofila presentato tramite l'avvocato Roberta Angeletti dello studio Magistrelli, con richiesta di rito abbreviato, esaminato in data odierna davanti al Giudice Zagoreo, permetteva nell'arringa dell'avvocato di spiegare chiaramente la legittimità del controllo e la consolidata giurisprudenza in materia di vigilanza zoofila ed ittica con funzioni di polizia giudiziaria più volte ribadita da sentenze di Cassazione
Il Giudice, recependo in pieno le richieste dell'avvocato difensore, assolveva completamente la guardia zoofila V.B. dal reato a lui contestato, annullando il precedente decreto penale di condanna emesso a suo tempo da altro Giudice. 
Questa importante sentenza oltre a rafforzare la giurisprudenza nazionale legittima ancora di più la consolidata e riconosciuta attività di vigilanza nei settori ambientali e zoofilo delle Guardie Giurate delle associazioni, che spesso volontariamente e gratuitamente operano a tutela dei settori specifici in sinergia con le Forze di Polizia e sotto stretto coordinamento dell Autorità Giudiziaria.  Foto d'archivio