venerdì 29 luglio 2011

AUTOGOL



Dopo la risposta del sindaco di Grottammare alle accuse per l'esposizione/vendita di
animali vivi in condizioni intollerabili alla Fiera di San Paterniano ( 9 e 10 luglio 2011)


"Che importa se tutta la folla fischia, purchè tu stesso ti sia prodigo d'applausi?"
[ Erasmo da Rotterdam Elogio della follia]

Dev'esserle costato molto, sindaco Merli, abbandonare l'altezzoso silenzio che abitualmente riserva al cittadino qualsiasi che - senza aver dietro l'istituzione ics, il partito ipsilon, l'associazione zeta - rivolga una motivata critica al suo agire pubblico.
Stavolta il disturbo di rispondere se l' è dovuto prendere, se non altro per l'eco suscitata dal caso e per lei certo inaspettata Ma è come rappezzare con una fattura fasulla la nota spese contestata dal ragioniere-capo. E tanto sforzo si risolve per lei in un grottesco autogol.
Perchè lei dimostra di non capire - ed è grave - che "i danni alla onorabilità delle persone coinvolte e all'immagine del Comune di Grottammare" non vengono da chi denuncia lo scandalo ma dallo scandalo stesso, e da chi non solo ne è responsabile per non averlo impedito ma ne rivendica un'indifendibile legittimità.
Perchè lei dimostra di non sapere che "onorabilità e immagine" non sono mai minacciate quando l'agire sia "onorabile"; che il suo intimidatorio sventolamento di azioni legali, al contrario, non restituisce onorabilità all'immagine che Grottammare ha dato di sè in quei due giorni; nè varrà, a smacchiare la coscienza dei responsabili, la candeggina della voce grossa e del potere esibito. Se la mia difesa degli animali in quei giorni fosse stata "stranezza" di integralista facile all'esaltazione quanto fragile alla minaccia, sarei arretrata fin dalle prime ore di quel sabato, davanti all'aggressione verbale dei due energumeni titolari dello stand degli infelici animali, di fronte al loro "ti ho fotografato così ti riconosco in giro...", al loro "ti faccio un... così" con eloquente gestualità di accompagno (davanti all'inerte vigilessa), eccetera.
Lei è un sindaco e le sue esternazioni sono meno volgari. Non meno arroganti, però, e si fanno scudo della menzogna: tale è il rivendicare il "sollecito intervento di Polizia Municipale, Servizio Veterinario della ASUR e Corpo Forestale dello Stato". I nostri vani tentativi, invece, di superare il muro d' inerzia, irrisione, colpevole menefreghismo sono puntualmente documentati. Quanti hanno mentito asserendo la propria"non competenza", irriso le regole, fatto spallucce sul tormento di innocenti animali, certificato insostenibili "riscontri totalmente positivi sulla salute degli animali" di fronte a quelle gabbie di bestiole sofferenti, ne risponderanno soprattutto alla propria coscienza e al codice etico dei rispettivi ruoli e professioni. Quelle che definisce "accuse ed illazioni lanciate verso il Comune di Grottammare e verso gli Enti intervenuti" sono - per quanto lei si affanni e se ne adonti - la fotografia veritiera del più avvilente spettacolo che la città potesse dare di sè attraverso i suoi rappresentanti istituzionali. L' "immagine" ne sarebbe uscita meglio se lei avesse con onestà riconosciuto il deficit normativo che rende il Comune di Grottammare inadempiente riguardo alle azioni di controllo sul commercio degli animali. Migliorare infatti si può, rimediare agli errori anche, pur se questi sono stati intanto pagati da esseri incolpevoli.
Lei ha scelto invece di mostrare i muscoli, e facendolo si è messo sullo stesso piano di quelli che "ti ho fotografato così ti riconosco in giro".Infine: rispettare gli animali non è istituire una ridicola spiaggetta per cani in pochi metri di sgangherato litorale. Potrà servirle, insieme ad altre imbellettature, a rabberciare l'immeritata bandiera blu, per l'immagine. Perchè per lei è la facciata che conta. Ma una bandiera blu non è grande abbastanza per coprir le vergogne.
Come è suo stile, com' è suo costume, continui a tagliar nastri inaugurali dietro i quali c'è il nulla, spesso ancor meno, e a piazzare la sua immagine con l'enfasi del venditore di aspirapolveri. E continui ad essere, ancora e sempre, a se stesso prodigo d'applausi.

18.7. '11 Sara Di Giuseppe

Esemplare condanna per cane tenuto a catena corta

Teneva i suoi cani legati ad un corda cortissima ad alcuni mezzi abbandonati in un campo sporco, privo di protezione e pieno di rifiuti. A riportarlo è Greenme.it. È l’ennesimo caso di maltrattamento di animali, questa volta avvenuto a Mondovì, in provincia di Cuneo, dove un ultrasessantenne ha tenuto senza motivo tre cani legati con una catena corta, che ha provocato delle evidenti lacerazioni al collo degli animali.
Il comportamento dell’uomo però non è passato inosservato ed è stato condannato dalla Corte Suprema ad una multa di 5000 euro. Lo stesso importo stabilito dal Tribunale di Mondovì in prima battuta il 13 maggio 2010. L'uomo, però, ha presentato un ricorso alla Cassazione che si è espressa ieri confermando la sanzione, evidenziando come “a seguito di un sopralluogo era stato accertato che i tre cani erano legati corti alla catena tanto da presentare abrasioni al collo, che l’unico riparo alle intemperie era costituito dalla pala di un trattore”.
Ma c’è di più: la Terza sezione penale della Corte di Cassazione, con sentenza n° 26368, nonostante l'uomo avesse cerato di difendersi sostenendo di aver lasciato i cani in quello stato perché impossibilitato fisicamente ad occuparsene, ha sottolineato che "non c'era necessità di tenerli alla catena, comportamento che aveva dimostrato quanto il proprietario avesse "incrudelito, senza ragione, sugli animali” e quindi - oltre alla multa l’ultrasessantenne dovrà pagare anche le spese processuali e versare ulteriori 1000 euro per avere fatto perdere tempo alla giustizia.
“Una sentenza giusta, perché tenere un cane legato in quel modo è una barbarie - ha commentato Massimo Perla, uno dei più celebri dog trainer del mondo- L’animale, impossibilitato a muoversi, diventa tra l’altro più aggressivo, inoltre può essere neutralizzato facilmente, se l’obiettivo è tenere lontani gli estranei”.
Ed effettivamente l'uso della catena per l'animale rappresenta un forte stress che lo priva della possibilità di interagire correttamente con l'ambiente che lo circonda.

domenica 10 luglio 2011

zero sensibilità per gli animali a Grottammare



Nei giorni del 9 e 10 luglio, si è svolta a Grottammare la fiera di S.Paterniano, nel cui ambito, è stata allestita anche una esposizione vendita di animali di vario genere . Premesso che tale genere di commercio, è già da tempo oggetto di condanna da parte delle associazioni animaliste, e molti comuni italiani stanno valutando di vietare tale pratica per i seguenti motivi: il sovraffollamento, l’esposizione prolungata al pubblico, che implica sollecitazioni fonti di stress, un alterato stato di sonno e veglia, fattori climatici critici e il lungo viaggio per il trasporto . Da considerare anche l’aspetto diseducativo di tali esposizioni, in un periodo in cui si verifica il più alto picco di abbandoni di cani e gatti, il comune dovrebbe incentivare l’adozione degli animali nei canili e non l’acquisto degli animali. Richiamando il dettato normativo della legge regionale 10/97 e relativo reg. d’attuazione, nonché il DPR 31/03/79 sui compiti del sindaco e la vigilanza sulla protezione degli animali, il sindaco è individuato, come il principale responsabile del benessere degli animali sul territorio comunale, quello di Grottammare, è stato più volte sollecitato dall’associazione scrivente, ad emettere un “Regolamento comunale per il benessere degli animali” Purtroppo, tale richiesta, è rimasta sempre senza alcuna risposta. C’è di più: le vigenti leggi, prevedono una collaborazione tra associazioni e comuni per il perseguimento delle finalità sul benessere animale! Invece, i volontari delle associazioni e anche i semplici cittadini che chiedono intervento agli organi competenti per i dovuti accertamenti ,spesso si trovano di fronte all’inerzia degli organi preposti, trovando una serie di muri di gomma, risposte evasive e atteggiamenti ironici e poco collaborativi, come successo il giorno 9 luglio, quando due cittadini hanno reclamato l’intervento dei vigili per verificare le condizioni degli animali presenti alla Fiera di S.Paterniano.
Leonardo Da Vinci disse che: “il progresso di un popolo si vede da come sono considerati gli animali”, nel caso del comune di Grottammare è proprio il caso di dire, che ha c’è ancora molta strada da fare in proposito.

sottoscrivi l'appello da inviare a SCRIVIAMO LETTERE DI PROTESTA AL COMUNE DI GROTTAMMARE E POLIZIA MUNICIPALE

sindaco@comune.grottammare.ap.it
s.proietti@comune.grottammare.ap.it


CC:arcanimali@tiscali.it


Spett. Organi in intestazione, siamo venuti a conoscenza della presenza di animali in vendita presso un ambulante, durante la Fiera di S.Paterniano il 9-10 luglio , sappiamo anche che alcuni volontari animalisti hanno trovato muri di gomma e l’inerzia della polizia municipale sollecitata a chiamare la Asur servizio veterinario, alfine di verificare lo stato di salute degli animali.
Tale genere di commercio, è già da tempo oggetto di condanna da parte delle associazioni animaliste, e molti comuni italiani stanno valutando di vietare tale pratica per i seguenti motivi: il sovraffollamento, l’esposizione prolungata al pubblico che implica sollecitazioni fonti di stress, un alterato stato di sonno e veglia, fattori climatici critici e il lungo viaggio per il trasporto . Da considerare anche l’aspetto diseducativo di tali esposizioni, in un periodo in cui si verifica il più alto picco di abbandoni di cani e gatti, il comune dovrebbe incentivare l’adozione degli animali nei canili e non l’acquisto degli animali. Richiamando il dettato normativo della legge regionale 10/97 e relativo reg. d’attuazione, nonché il DPR 31/03/79 sui compiti del sindaco e la vigilanza sulla protezione degli animali, il sindaco è individuato, come il principale responsabile del benessere degli animali sul territorio comunale. C’è di più: le vigenti leggi, prevedono una collaborazione tra associazioni e comuni per il perseguimento delle finalità sul benessere animale! Invece, i volontari delle associazioni e anche i semplici cittadini che chiedono intervento agli organi competenti per i dovuti accertamenti ,spesso si trovano di fronte all’inerzia degli organi preposti, trovando una serie di muri di gomma, risposte evasive e atteggiamenti ironici e poco collaborativi, come successo il giorno 9 luglio, quando due cittadine , hanno reclamato l’intervento dei vigili per verificare le condizioni degli animali presenti alla Fiera di S.Paterniano.
Leonardo Da Vinci disse che: “il progresso di un popolo si vede da come sono considerati gli animali”, nel caso di Grottammare è proprio il caso di dire, che ha c’è ancora molta strada da fare in proposito.
Certo è che l’immagine di Grottammare nella considerazione di chi ama gli animali, ne esce molto male e personalmente sceglieremo altre mete per le nostre vacanze, non gradendo assistere a certe anacronistiche e avvilenti esposizioni di poveri animali in gabbia.

Distinti saluti

Nome e cognome e indirizzo





giovedì 7 luglio 2011

cani all'aereoporto

Ha vagato sperduta per almeno sette ore nell’aeroporto di Tessera, schivando tutti i pericoli della pista, vittima di un’incredibile vicenda per fortuna conclusa con un lieto fine. Buba, cagnolina, ha rischiato la vita al Marco Polo la sera del 20 giugno: nel tardo pomeriggio avrebbe dovuto partire nella stiva di un volo Alitalia con direzione Catania. La padrona, M.G., insegnante vicentina, aveva deciso come ogni estate di mandarla dalla sua famiglia in Sicilia, per poter così andare in ferie senza dover ricorrere alle pensioni per cani. Un viaggio non troppo lungo, rinchiusa nel trasportino chiuso a norma di legge e controllato da diversi addetti all’aeroporto. Nel caricare il prezioso carico però, qualcosa va storto, e la gabbietta si apre. Impaurita dal frastuono, la cagnolina scappa. Le squadre di sicurezza vengono allertate, così come viene subito contattata la padrona, tornata a Vicenza: sconvolta dal tono della telefonata («Non è stato possibile recuperarla perché fuori controllo e dispersa per l’area della zona franca» ), decide di tornare a Tessera, dove però può fare poco, visto che non può nemmeno accedere all’area volo senza uno speciale permesso che dovrebbe arrivare da Roma. Dopo un’animata discussione con un addetto della Sasco (l’agenzia di spedizioni a cui la signora si era rivolta), decide di andare a sporgere denuncia. Ma proprio durante il tragitto verso la Polaria viene avvertita che il falconiere dell’aeroporto ha individuato al buio la cagnolina in un’area della laguna non lontana dalla pista. Scortata dal falconiere e da agenti di polizia, la donna attraversa l’area e dopo ripetuti richiami la trova in una zona irraggiungibile, separata da un canale: ma la devozione di Buba, nonostante la stanchezza, diverse ferite e punture di insetti, ha la meglio, e la cagnolina si getta nel canale per tornare tra le braccia della padrona. Che è riuscita a mandare Buba in Sicilia la scorsa settimana, ma si è rivolta all’Adico per avere giustizia. «C’è stata una forte negligenza da parte degli operatori della Sasco, ma anche di Alitalia per responsabilità oggettiva – dice – si fanno tante campagne contro l’abbandono degli animali e poi basta la noncuranza di qualcuno per rischiare di perdere una cagnolina in un luogo pericolosissimo. L’abbiamo trovata per miracolo grazie all’abilità del falconiere» . «Affidando i l proprio animale a terzi, questo cade sotto la loro responsabilità – spiegano i legali dell’Adico – se si verificano danni o, come in questo caso, addirittura la fuga e lo smarrimento dell’animale, la società può essere accusata di negligenza e quindi il consumatore ha diritto a chiedere un equo risarcimento».

venerdì 1 luglio 2011

da dove viene il latte

Video Il lato oscuro dei latticini

l'impatto ambientale degli allevamenti



Per condividere o scaricare il video: TV Animalista


bando all'uso di animali selvatici è giunto al penultimo passo, ora tocca al governo metterlo in atto.

Il 23 giugno sera, nel Regno Unito è stata ottenuta una storica vittoria a favore degli animali nei circhi: i 50 deputati della Camera dei Comuni britannica che hanno partecipato al dibattito su una mozione relativa al divieto di uso degli animali selvatici nei circhi, hanno votato unanimemente a favore del divieto (che dovrebbe partire dal 1 luglio 2012).

Ora il governo britannico sarà costretto a porre in atto tale divieto: anche se, in generale, le risoluzioni del Parlamento non sono vincolanti per il governo, in questo caso, data la storia di questa vicenda, il governo sarà costretto ad ascoltare i deputati (e i suoi cittadini) per non perdere la faccia.

Ma esaminiamo un po' "tutta la storia", e vediamo quanto il governo ci tenesse a far usare gli animali ai circensi, fino a che punto sia arrivato per tentare di ottenere questo, e come, alla fine, abbia perso clamorosamente.

Da anni varie associazioni britanniche, e in particolare Animal Defenders International (ADI), si stanno impegnando per sensibilizzare cittadini e politici sulla sofferenza degli animali nei circhi e per ottenere il bando all'utilizzo di animali negli spettcoli circensi.

A maggio 2011 ADI ha rilasciato i risultati del suo sondaggio on-line, condotto da YouGov, che chiedeva a un pubblico imparziale di cittadini sopra i 18 anni se avrebbero approvato un divieto agli animali nei circhi. Il 72% ha risposto che avrebbe sostenuto il bando, e solo l'8% era contrario.

Un altro sondaggio condotto tra i deputati aveva mostrato che il 63% di loro avrebbe visto con favore tale bando, mentre solo il 14% sarebbe stato contrario.

Data la situazione, il governo aveva inizialmente acconsentito a porre in atto un bando sull'uso di animali selvatici nei circhi, ma il Dipartimento dell'Ambiente, Alimentazione e Affari Rurali venne costretto a ritornare sulla sua decisione dopo le pressioni di David Cameron, il Primo Ministro inglese, appassionato cacciatore. Al posto del bando venne dunque proposto un sistema di licenze, che però avrebbe lasciato la situazione sostanzialmente immutata, perché a tutti i circhi con animali sarebbe stata concessa la licenza richiesta.

Per giustificare questo blocco di un divieto così voluto da molti cittadini, il ministro per Benessere Animale, Jim Paice, aveva sostenuto che tale divieto non sarebbe stato in linea con le direttive europee e che infatti esisteva una causa in corso dell'UE contro l'Austria proprio per questo motivo (l'Austria ha da anni bandito gli animali nei circhi). Ma si venne poi a sapere che questa causa non esisteva affatto. Allora il governo iniziò a sostenere che il divieto di uso di animali avrebbe violato la legge sui diritti umani!

Intanto però il pubblico continuava a fare pressione: di recente, oltre 32.000 persone hanno firmato una petizione on-line promossa dal quotidiano "The Independent" ed è stato organizzato un massiccio invio di email, ma anche fax e telefonate, ai deputati.

Tre deputati decisero dunque di proporre una mozione al governo su questo tema, chiedendo che il divieto venisse messo in atto, senza scuse di alcun genere; la discussione della mozione si è tenuta appunto il 23 giugno, ma la cosa eclatante è che durante il dibattito, il relatore, Mark Pritchard (uno dei tre poponenti la mozione) ha raccontato come, la settimana prima della discussione, sia stato contattato dall'ufficio del Primo Ministro, che prima voleva corromperlo e alla fine l'ha minacciato di ritorsioni, se non avesse ritirato la mozione.

Pritchard teneva molto a questa mozione, quindi ha rifiutato i favori offertigli e non si è piegato alle minacce, anzi, ha raccontato tutto questo pubblicamente davanti agli altri deputati durante la discussione alla Camera dei Comuni.

Ha spiegato come prima gli fosse stato offerto un lavoro all'interno del governo e come, dopo il suo rifiuto, sia stato chiamato al telefono e gli sia stato detto che, se non avesse ritirato la mozione, il Primo Ministro (che è del suo stesso partito) avrebbe considerato questa mossa "in modo davvero negativo".

Prima dell'inizio della discussione, i deputati del partito di governo (Conservatori) erano stati avvisati che su questo tema non vi sarebbe stato un voto "secondo coscienza", ma avrebbero dovuto seguire la direttiva di partito e votare contro.

Però, man mano che la discussione procedeva, con tutti i deputati che ascoltavano attoniti la vicenda delle promesse e della minacce a Pritchard, il governo si è reso conto che avrebbe perso comunque, e quindi ha lasciato libertà di voto, per non perdere la faccia. E la mozione è stata approvata.

A questo punto, il governo non può fare altro che metterla in atto.

Jan Creamer, direttore esecutivo di ADI, ha dichiarato: "Il pubblico chiede un bando, le associazioni animaliste chiedono un bando e ora anche i politici hanno reso ben chiaro che richiedono un bando. Un bando è quindi nell'interesse pubblico e il governo deve procedere a metterlo in atto senza ulteriori ritardi".

Pare dunque che stavolta il bando si possa davvero ottenere, ma viene da chiedersi: perché mai in una questione decisamente marginale per un governo (anche se importantissima per gli animalisti), il Primo Ministro si è dato così tanto da fare per affossare questa normativa, fino ad arrivare a rendersi ridicolo?

Fonti:

The Independent, Victory in the campaign to ban circus animals, 24 giugno 2011

Animal Defenders International - ADI, Parliament votes for animal circuses ban, 23 giugno 2011