lunedì 19 settembre 2011

nel nono anniversario della sua scomparsa

19/09/2002- 19/09/2011

in ricordo della piccola Panna, vittima di malasanità veterinaria, alla cui memoria è dedicata l'associazione "Arca 2000" per i diritti degli animali malati



La morte non è niente,
sono soltanto nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io,
e tu sei sempre tu.
Ciò che eravamo prima l'uno per l'altra,
lo siamo ancora.
Chiamami con il mio vecchio nome,
che ti è tanto familiare,
parlami,
nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato,
non cambiare il tono della tua voce.
Ridi,
come facevi prima, sempre,
ai piccoli scherzi che tanto ci piacevano quando stavamo insieme...
prega
sorridi...
pensami!
Il mio nome,
sia sempre la parola familiare di prima,
pronuncialo senza traccia di tristezza...
La vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto.
E' la stessa di prima...
C'è una continuità che non si spezza...
Perché dovrei essere fuori dalla tua mente,
solo perché sono fuori dalla tua vista?
Ti sto aspettando,
solo per un attimo,
in un posto vicino,
proprio dietro l'angolo di ogni strada che incontrerai...

Henry Scott Holland

martedì 13 settembre 2011

Orsa della luna uccide il suo cucciolo per evitargli sofferenze e poi si suicida!


L'animale ha soffocato il proprio piccolo per evitargli la sofferenza della tradizione cinese FULVIO CERUTTI (Agb) torinoPer anni costretti a terribili sofferenze. Rinchiusi in gabbi strette, senza potersi muovere, tenuti in vita per vedere estratta la propria bile ritenuta utile per la medicina tradizionale locale. E' quanto capita in Cina a circa 12mila orsi, anche per vent'anni, sin quando la morte non li libera da quell'inferno voluto e gestito dall'uomo.
Una sofferenza troppo grande per permettere che accada al proprio cucciolo. Così un'orsa decide per il gesto estremo: uccidere il proprio piccolo per poi togliersi la vita. L'episodio è raccontato, in anonimato, da uno degli operai di queste "fabbriche della bile": «Il cucciolo stava piangendo - riporta il portale cinese Reminbao.com - mentre gli stavamo inserendo la cannula da cui estraiamo la bile, quando la madre è riuscita a liberarsi dalla gabbia in cui era tenuta». Pochi istanti, ma sufficienti all'orsa per raggiungere il proprio piccolo e tentare di liberarlo dalla catena. Non riuscendoci, la madre decide così di soffocarlo con un abbracciarlo. Dopo quel gesto estremo, l'animale adulto si è scagliato a testa bassa contro un muro ponendo fine anche al suo inferno.

Un gesto d'amore, un gesto di disperazione, che da solo spiega, meglio di tante immagini, questa pratica che continua a persistere nonostante le proteste internazionali. Una battaglia che dura da molto tempo: in passato gli orsi venivano catturati e uccisi, poi, di fronte a una legge che ne vietava la soppressione, la terribile decisione di tenerli in vita nelle gabbie. Molti orsi, sottoposti ai terribili dolori, dovuti alle infezioni e ai tumori che derivano dalle condizioni in cui vivono, impazziscono, tentano di uccidersi o di strapparsi via quel tubo. Fatti così frequenti che gli "allevatori" non solo li pungolano con spuntoni roventi, ma sono anche arrivati a rimuovere loro unghie e denti.
Una battaglia che l'Animals Asia Foundation, fondata dalla coraggiosa Jill Robinson, sta conducendo da anni portando in salvo molti esemplari, orsi che appena acquistano la libertà vengono operati per salvarli fisicamente, per poi essere assistiti in una lunga attività di rieducazione psicologica per far riguadagnare loro la fiducia in quella razza umana che tanta sofferenza gli ha provocato.

sabato 10 settembre 2011

La Mucca che pianse

La mucca che pianse! Il seguente articolo è comparso in un giornale cinese e poi su un giornale macedone: "Per un mattatoio di Hong Kong, era una giornata abbastanza normale, finché una mucca che stava per essere macellata cadde in ginocchio e cominciò a piangere!" La gente pensa che gli animali non piangano, ma questo animale stava piangendo come un bambino "- ha detto Billy Fong ai giornalisti di Hong Kong. "Attorno c’erano dieci uomini che traggono il proprio sostentamento attraverso la macellazione degli animali. E dai loro occhi, le lacrime cominciarono a fluire. La gente era talmente toccata da decidere di acquistare la mucca. Successivamente tale mucca fu donata ad un tempio buddista, dove poté il vivere il resto della sua vita in pace ".
Questa storia della mucca che piange ebbe inizio quando questo grosso animale veniva trasportato verso il macello. Quando si avvicinarono al macello, improvvisamente l'animale cadde a terra, sulle sue zampe anteriori. Poi, le sue lacrime iniziarono a fluire. "Quando vidi l'animale cominciare a piangere con tristezza e paura nei suoi occhi, ho iniziato a tremare," - ha detto il macellaio. "Chiamai gli altri che divennero tanto stupiti quanto me. Cominciammo a tirare e spingere l'animale, ma non volle saperne di spostarsi. Sedeva a terra e piangeva. Mi si rizzarono i peli, perché l'animale reagiva come un essere umano. Ci guardammo in faccia e sapendo che nessuno di noi sarebbe stato in grado di ucciderlo, avremmo dovuto decidere cosa fare con lui ".Infine, dopo lunghe discussioni, decisero di raccogliere i soldi per mandare l'animale a riposarsi, per tutta la vita, con dei sacerdoti buddisti, che non hanno nulla contro le mucche. "Non fummo in grado di smuoverlo da lì finché non gli promettemmo che non sarebbe morto. Poi si alzò e venne con noi. Potete crederci oppure no, ma questa è la verità, anche se sembra strano. Sembrava che questo grande animale avesse capito ogni parola da noi pronunciata, "- disse il Sig. Tat Nin. Per alcuni impiegati del macello, questo incidente fu decisamente troppo.
Il Sig. Fong ha detto: "Tre operai, subito dopo aver assistito a questa scena, si licenziarono. Dissero che non sarebbero stati mai più in grado di uccidere un animale, perché avrebbero sempre ricordato quella mucca, e come le sue lacrime scorrevano lungo il suo muso dai grandi occhi tristi."

giovedì 1 settembre 2011

Assessori e sindaci da medioevo

condizioni in cui erano tenuti i cuccioli esposti alla Fiera di S.Paterniano a Grottammare
Luglio 2011


“Benessere animale” una parola sconosciuta ai nostri amministratori


La stampa rende pubblica l’iniziativa del comune di Grottammare che assolda "vigili ambientali" i quali si concentreranno sul rapporto uomo-animale (ovvero mancata raccolta di deiezioni canine o randagismo). Sarebbe bene ricordare all'assessore Marconi (visti i recenti casi, in cui il comune di Grottammare è stato denunciato dagli animalisti per aver autorizzato fiere mercato di animali ) che il rapporto uomo animale e la tutela del benessere animale, comprende aspetti ben diversi e forse meno popolari dalla raccolta delle deiezioni canine ( che riguardano piuttosto i compagni umani) Visti i recenti fatti accaduti e viste le mancate risposte sulla richiesta di un “Regolamento sul benessere animale”, sarebbero ben altri gli scopi da perseguire per la tutela degli animali, soprattutto cominciando a non ospitare più mercati, spettacoli, circhi che sfruttano gli animali, invece a Grottammare, tali genere di manifestazioni prosperano con tanto di autorizzazioni comunali ( vedere circo di Praga, fiera di S.Petarniano e S.Martino, spettacoli di saltimbanchi con pitoni, etc...) mentre associazioni e cittadini che denunciano e chiedono l’intervento degli organi preposti, sono letteralmente presi per i fondelli, trattati come pazzi e quanto altro, tutto ciò contravviene alla legge regionale 20/01/1997 che prevede la collaborazione tra volontari delle associazioni zoofile e comuni.
Il vuoto normativo che si riscontra nelle Marche ed in particolare nei nostri Comuni, è comunque drammatico e denota l'arretratezza culturale delle nostre amministrazioni: laddove infatti a livello nazionale sempre più Comuni si orientano per non ospitare fiere con animali e circhi che prevedono la presenza di animali, nei comuni di SBT e Grottammare avviene esattamente il contrario
Con la notizia riportata oggi dalla stampa, della introduzione di Guardie ambientali a Grottammare, si evince che l'unica preoccupazione degli amministratori sia quello di "contrastare il randagismo e contrastare le deiezioni degli animali" Non è assoldando guardie ecologiche, per la raccolta delle deiezioni canine, che un comune può pensare di essere al passo con i tempi, ma è vigilando, vietando e sanzionando ogni violazione di legge che si configura quando gli animali sono maltrattati ovvero tenuti in condizioni incompatibili con la loro natura. Per questo stiamo ancora aspettando che il comune di Grottammare faccia un apposito regolamento e finalmente vieti un certo tipo di manifestazioni che denotano arretratezza culturale portandoci indietro ai tempi del medioevo.
Eppure gli esempi virtuosi non mancano: il regolamento della Regione Toscana ecc., la denuncia da parte del PAE (partito animalista europeo) dell'assessore all'ambiente del Comune di Roma per inadempienze sul fronte della tutela del benessere animale; la provincia di Trento; la Camera dei Comuni nel Regno Unito che dal 2012 bandisce i circhi con animali; le proposte di legge depositate in Italia alla Camera e al Senato Insomma l’intera Europa va avanti, mentre a S.Benedetto e Grottammare si va indietro, adoperandosi in iniziative super pubblicizzate ma solo per ricordarsi dei cani e degli animali come produttori di escrementi.