venerdì 24 agosto 2012

Barilla sotto accusa


altro che Mulino bianco: mulino sporco!

BARILLA non è più italiana ma americana e usa grano con tassi di micotossine altissimo (ammuffito), derivante da lunghi stoccaggi al prezzo più basso possibile.
L'UE nel 2006 ha alzato con un colpo di mano i livelli accettati di micotossine presenti nel grano duro, di modo che tanti paesi potranno produrre grano duro in climi non adatti badando solo alla quantità, distruggendo i contadini del sud italia il cui grano non contiene micotossine e portando al fallimento le industrie sementiere
mediterranee. Per esportare pasta in USA - Canada il grano deve avere un tasso di micotossine di circa la metà di quello che la UE accetta per le importazioni di grano duro dagli stessi paesi, così succede che: i prezzi internazionali del grano duro crollano.
I commercianti italiani e i monopolisti internazionali acquistano al prezzo più basso possibile da contadini che hanno bisogno di soldi per pagare i debiti, per poi speculare quando tutto il grano è nei loro magazzini (ammuffito) - gli stessi commercianti esportano il grano migliore italiano all'estero lucrandoci sul prezzo e importano grano ammuffito e radioattivo dall'estero per avvelenare il pane e la pasta venduti in Italia.

Boicottare la Barilla è cosa saggia perchè dobbiamo comprare solo pasta da grano duro coltivato in Italia e Biologico, senza micotossine, népesticidi né OGM.
Barilla è presente anche con i seguenti marchi: Motta, Essere, Gran Pavesi, le Tre Marie, le Spighe, Mulino Bianco,Pavesini, Voiello, Panem.

per diventare vegetariani


Cremona, maiali nutriti con i rifiuti: sequestrati 2300 prosciutti dop


20 luglio 2012

‘Trash food’. E’ questo il nome dell’indagine conclusa dai carabinieri del Nas di Cremona sul contrasto alle attività illecite per i prodotti agroalimentari made in Italy e per la tutela della salute del consumatore. L’indagine, coordinata dal procuratore della Repubblica di Mantova Antonino Condorelli, nasce nella scorsa primavera, quando nel corso di un’ispezione igienico sanitaria presso una struttura agricola del mantovano, che si occupa di allevamento di suini destinati alla produzione di prosciutti tutelati Dop (Parma, San Daniele, Modena), i militari hanno accertato che venivano stoccati ingenti quantitativi di rifiuti speciali di origine animale e vegetale, costituiti da scarti di lavorazione dell’industria alimentare (tra cui prodotti da forno, conserve e residui di prosciutti) venduti da due ditte del settore alimentare (una del mantovano e l’altra della provincia di Parma, entrambi facenti capo ad un unico titolare). Gli scarti, invece di essere trasportati ad un impianto di biogas per la produzione di energia (come previsto dalla normativa e riportato sui documenti commerciali), venivano stoccati presso l’allevamento dove venivano somministrati come mangime ai maiali allevati.

Subito sono stati sequestrati circa 750 suini e 30 tonnellate di scarti di lavorazione, pronti per essere somministrati agli animali. I successivi accertamenti hanno permesso di appurare che l’allevamento mantovano era inserito nelle filiere di produzione di diversi prosciutti a Denominazione di origine protetta (i cui disciplinari di produzione, approvati a livello Comunitario, prescrivono la somministrazione ai maiali di determinati alimenti che non comprendono, ovviamente, gli scarti di lavorazione dell’industria agroalimentare), e che negli ultimi 24 mesi le 2 aziende agroalimentari avevano inviato alla struttura agricola circa 250 tonnellate di rifiuti agroalimentari (con i quali si stima siano stati alimentati quasi 2mila suini e ottenuti circa 3.500 prosciutti). Il gip del tribunale di Mantova ha anche emesso un decreto di sequestro preventivo di tutte le cosce suine ottenute dagli animali allevati dall’azienda agricola mantovana e macellati negli ultimi 15 mesi. L’operazione ha consentito al Nas di Cremona di evitare che venissero distribuite oltre 1900 ‘prosciutti di Parma Dop’ e ‘prosciutti di Modena Dop’ e circa 400 ‘prosciutti San Daniele Dop’, detenuti in stagionatura da oltre 40 stabilimenti emiliani e friulani, per un valore complessivo di circa 300mila euro. I prodotti sequestrati, nel caso in cui gli accertamenti di natura sanitaria in corso dovessero certificarne l’idoneità per il consumo umano, sono comunque destinati a perdere la ‘Denominazione di origine protetta’ e ad essere venduti come prodotti agroalimentari non tutelati. Il titolare dell’allevamento è stato denunciato per frode in commercio e vendita di prodotti non genuini, nonché, in concorso con il legale rappresentante delle 2 aziende agroalimentari, per traffico illecito di rifiuti. ( Fonte: www.yahoo.it)

domenica 19 agosto 2012

chi approva i trasportini prigione

La Brambilla in un articolo del "Corriere della sera" si schiera a favore dei trasportini per gli animali, d'altra parte è lei che ha siglato l'accordo con Trenitalia per il trasporto degli animali sui treni, con le conseguenze di cui sopra abbiamo descritto nel nostro articolo di denuncia: Animali "inscatolati" per ore e costretti in spazi soffocanti, sbatacchiati come valige a mano e considerati alla stregua di un paio di braghe. Complimenti alla Brambilla e a TRenitalia. In un paese civile gli animali viaggiano al guinzaglio e seduti vicino al loro compagno umano ( vedere ferrovie tedesche dbhan)
L'Italia ha bisogno di ben altri personaggi per difendere i diritti (veri) degli animali.
Ma tanto è , chi ha il potere mediatico, meglio ancora se alla corte di Berlusconi, ha una credibilità e una visibilità che permette di arrivare alla gente tontolona che crede ancora alle favole....italiani svegliatevi! Il trasportino può davvero essere un mezzo micidiale e causare sofferenza agli animali, soprattutto se usato per un tempo prolungato in condizioni climatiche critiche e se particolarmente stretto. Non può essere applicato come strumento valido per tutti gli animali ( anche quelli che non sono abituati) Inoltre, è del tutto inutile, al più si deve utilizzare per brevi tragitti per trasportare gli animali , ma deve rispondere a determinati requisiti di aerazione e di staticità, oltre che di spazio. Cosa che TRenitalia non ha minimamente previsto nel suo regolamento.


venerdì 17 agosto 2012

Trenitalia vergognati!


Animali: su Trenitalia trasportati come sardine in scatola!


di Daniela Ballestra

Gli animali d’affezione, cani e gatti sono stati ammessi a viaggiare su Trenitalia a condizioni a dir poco ingiuste e al limite del maltrattamento. I cani di piccola taglia devono stare rinchiusi in trasportini le cui dimensioni sono uguali ad una gabbia di contenzione, quali che siano le condizioni atmosferiche. Peccato che sui treni tedeschi e austriaci, invece, i cani viaggino vicino ai loro compagni umani, tenuti in braccio o sul sedile. Altre civiltà chiaramente, se per civiltà s’intende anche il modo con cui si trattano gli animali. I nostri amati cagnolini o gatti non sono tigri feroci, e si comportano molto più educatamente delle persone (per non parlare dei bambini). Allora perché ammettere al viaggio in treno gli animali a condizioni al limite del maltrattamento? chiusi in trasportini soffocanti di plastica o addirittura in vere valigette con tanto di cerniera. La conseguenza di tale trattamento è sotto gli occhi di tutti: il 3 agosto sul binario 7 della stazione di Bologna, una donna teneva il suo cane chiuso in una sorta di valigetta mignon. Il caldo era micidiale e la povera bestiola avrebbe voluto uscire da quella gabbia di contenzione, invece, lo aspettavano ore di viaggio in quella trappola soffocante! La donna non dimostrava la minima pietà per la bestiola, ed era insensibile al suo abbaiare disperato! Quando è passato un treno, fischiando, il cagnolino ha lanciato un urlo terrorizzato....alla fine, quella donna senza cuore ha preso quella specie di valigetta e il suo contenuto animato, trascinandola per le scale. Ho visto il povero cane rotolare come una palla all’interno di quell’ abitacolo soffocante e mi sono chiesta come si può trattare così una creatura vivente e senziente. Questo è il risultato degli scriteriati e ingiusti provvedimenti di Trenitalia, che essendo appunto una rete ferroviaria italiana, dimostra ancora una volta l’arretratezza dell’Italia in fatto di considerazione degli animali.
Faccio presente che nessuna delle centinaia di persone che erano presenti sul binario ha mosso una parola di pietà a favore del povero cane che abbaiava disperato, rinchiuso come una sardina in scatola.
E' ora di smentire tutta la pubblicità che viene fatta con encomiabili lodi a Trenitalia, per aver ammesso gli animali a bordo.
Sì, ma a quali condizioni???

sottoscriviamo questo appello:

Scriviamo (copia e incolla) il seguente messaggio e inviamolo a:

f.fabretti@ferroviedellostato.it

cc: info@lacoscienzadeglianimali.it
info@michelavittoriabrambilla.it

cronache_italiane@ansa.it
arcanimali@tiscali.it

Spett. Trenitalia , con la presente vogliamo protestare contro l’ingiusto provvedimento di far viaggiare gli animali sui treni a condizione che vengano chiusi in trasportini (tra l’altro, non omologati). Questo mezzo di contenzione è inutile e dannoso, sia per le dimensioni e le manifatture inadeguate, sia per le condizioni climatiche e lo stress subito dall’animale chiuso al suo interno. In molte ordinanze per il benessere degli animali emesse dai comuni è proprio vietato detenere animali in spazi angusti. Se si vuole accampare la giustificazione (semmai ce ne fosse una) che un cane può essere fastidioso per i passeggeri, allora dovremmo richiudere nei trasportini migliaia di viaggiatori umani!
Sulle ferrovie tedesche, i cani viaggiano al guinzaglio e vicino al sedile del loro fedele compagno umano! Nessuno si sognerebbe mai di chiuderli in un trasportino!
Invece, nelle stazioni italiane e sui treni, scene pietose di animali sofferenti chiusi nei trasportini sono all’ordine del giorno!
Non si può legittimare una simile barbarie in una società in cui la sensibilità e la coscienza verso i diritti degli animali pretendono di essere regola di vivere civile.

V’ invitiamo, pertanto, a rivedere l’iniquo provvedimento

Aspettiamo riscontro alla presente

Cordiali saluti