domenica 30 giugno 2013

PRESIDENTE VETERINARI SIVAL-ANMVI CONTRO ANESTESIA TEST ANIMALI. Vergogna! 
  Riportiamo il comunicato della Sival, federata Anmvi a favore degli sperimenti di vivisezione senza anestesia. E questi sarebbero veterinari? Sfatiamo il mito del veterinario amico degli animali.






Come un anno e mezzo fa. Più di un anno e mezzo fa. Anche perché nel frattempo è esplosa Green Hill e il firmatario della lettera sotto riportata – capo delle sperimentazioni sugli animali a Siena Biotech http://bit.ly/19sl5ud - ha firmato la consulenza di parte a favore del mantenimento dell’allevamento dei beagle per la vivisezione http://bit.ly/YPJh0h E questa nuova lettera la diffonde sempre con l’egida dei veterinari Anmvi. Chissà, lo ripetiamo, quanti liberi professionisti, loro associati, che curano amorevolmente cani e gatti saranno d’accordo.
Sival, federata Anmvi, non vuole restrizioni, anche minime, al recepimento della direttiva 2010/63 sulla sperimentazione sugli animali e si oppone addirittura anche alla previsione di anestesia o analgesia obbligatoria per i quasi 850mila animali l’anno utilizzati nei laboratori italiani. Perché l’anestesia o l’analgesia possono essere anche più “invasive e traumatiche” dell’esperimento stesso….
Lo fa inviando dalla email dell’Anmvi, contro la linea dell’Anmvi, presa a furor di popolo veterinario, nel maggio 2012 http://bit.ly/19shPio molto centrata sul Sì ai test sostitutivi. Ebbene, quando il presidente Sival chiede “un recepimento senza emendamenti” sta chiedendo anche di cancellare quello che impegnerebbe concretamente l’Italia a imboccare questa strada.
In queste settimane al Senato, infatti, si discute del famoso “articolo 14” che fu del Disegno di Legge “Comunitaria 2011”. Possibile che di fronte, ufficialmente, non ci troviamo i laboratori di vivisezione ma coloro che sarebbero impegnati dal loro Codice Deontologico “a dedicare la propria opera “alla promozione del rispetto degli animali e del loro benessere in quanto esseri senzienti”? A noi tutti, clienti dei medici veterinari, e non, la facile sentenza.


Al Sen Lucio Rosario Tarquinio - Relatore Atto 587
Alla 14 Commissione Politiche dell’Unione Europea
E p.c. al Ministro per gli Affari Esteri, Enzo Moavero Milanesi

Ill.mo Senatore Tarquinio,

alla luce degli emendamenti presentati alla Legge di Delegazione Europea e in particolare in sede di recepimento della Direttiva 2010/63, rinnoviamo le considerazioni espresse in altra corrispondenza all’indirizzo della 14° Commissione e del Ministro per gli Affari Europei Enzo Moavero Milanesi.
Riteniamo auspicabile- sotto il profilo degli adempimenti comunitari e dell’effettiva protezione degli animali da laboratorio- un recepimento fedele e senza emendamenti della Direttiva 2010/63 in materia di protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici. Si sottolinea di conseguenza l’inopportunità degli emendamenti presentati, tesi ad introdurre restrizioni alla Direttiva 2010/63 non più consentite dalla Commissione Europea.
Nel merito, si osserva con favore che l’emendamento da Lei presentato, (9.0.11) interviene a mitigare (“salvo che l'anestesia o l'analgesia siano, nel caso concreto, incompatibili con le finalità della ricerca”) il divieto di esperimenti che non prevedono anestesia o analgesia, inopportunamente contenuto in altre proposte emendative.
Si rappresenta la più convinta contrarietà al divieto sopracitato, che non solo si configurerebbe in contrasto con la Direttiva 2010/63, ma anche con le finalità di protezione degli animali: in taluni casi, l’invocato intervento anestesiologico può infatti rivelarsi paradossalmente peggiorativo per il benessere animale (più invasivo e traumatico dell’esperimento in sé) o, come da lei giustamente evidenziato, addirittura incompatibile con l’esperimento stesso e/o invalidante le finalità della ricerca.
Per queste ragioni si ritiene preferibile un recepimento fedele- senza emendamenti- della Direttiva 2010/63.

Si resta a disposizione per ogni ulteriore approfondimento

Dott. Massenzio Fornasier
SIVAL – Societa’ Italiana Veterinari Animali da Laboratorio
Associazione Federata – ANMVI- Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani

martedì 11 giugno 2013

tutti si regolamentano meno i veterinari!

REGOLARE LA PROFESSIONE VETERINARIA

Da diversi anni l'associazione "Arca 2000" diritti dell'animale malato (unica associazione che si occupa in Italia di malasanità animale) chiede ai legislatori di approvare una legge di  Regolamentazione della professione veterinaria” a tutela della salute dei nostri animali. Attualmente, i veterinari non hanno alcun obbligo di legge riguardo la compilazione, la conservazione e il rilascio di cartelle cliniche, la trasparenza terapeutica,  il consenso informato, la specializzazione post laurea e il pronto soccorso 24h.
Per ben due volte, nelle passate legislature (2004- 2009) una proposta di legge in merito è stata presentata in Parlamento, ma non è mai stata discussa. Nel 2012 è stata approvata una legge di riforma  della professione forense (247/2012) mentre la proposta per la regolamentazione della professione veterinaria giaceva da quasi quattro anni dimenticata in Parlamento. Anche gli architetti, gli ingegneri e i medici degli umani hanno precisi obblighi sanciti da leggi dello stato, perfino i parrucchieri devono seguire delle regole di legge nell'esercizio della loro professione, perché i  veterinari possono auto regolamentarsi come vogliono, senza render conto ai clienti, agli animali che curano e  alla legge?
I tantissimi casi di malasanità animale  rendono un quadro drammatico del far west della veterinaria in Italia. Nella maggior parte dei casi, non vengono rilasciati referti scritti nè si compilano cartelle cliniche; i nostri animali, veri e propri membri della nostra vita familiare e affettiva, non hanno alcuna tutela; la loro morte (o danno) per negligenza, imperizia, o condotta omissiva dei veterinari è considerata un semplice "incidente di percorso", destinato a rimanere impunito. In un paese civile non si può tollerare che gli animali continuino ad essere considerati cittadini di serie "b", proprio da chi, per lavoro, dovrebbe perseguire il loro benessere . Chi sbaglia  su casi che richiedono la media diligenza del buon padre di famiglia ( come recita il codice) deve renderne conto, mentre la legge deve recepire le istanze che arrivano dalla società civile dove gli animali hanno conquistato un nuovo ruolo sociale e affettivo e sono soggetti di diritti.
Per questo, dobbiamo chiedere  all'attuale governo, con forza, che sia considerata l'approvazione di una legge di "Regolamentazione della professione veterinaria


Associazione “Arca 2000” onlus diritti dell’animale malato