sabato 24 agosto 2013

Una storia per riflettere

Su Cronaca Vera del 28 agosto, appare un articolo di denuncia  di un eclatante caso di malasanità animale occorso a Roberto Marchi di Gattatico (Re) su cui ci siamo già soffermati qualche mese fa con ampia denuncia sul "Notiziario animalista " di Brunate (Co) 
Il caso ripropone in tutta la sua drammaticità l'urgenza di una legge di "Regolamentazione della professione veterinaria per la tutela sanitaria degli animali d'affezione". Non possiamo accettare che ad oggi i veterinari non abbiano alcun obbligo di cartelle cliniche e tracciabilità dell'operato veterinario. 
Casi come quello di Lea sono stati smascherati solo grazie alla caparbia ricerca della verità del suo amico umano che ha preteso l'autopsia del cane avvalendosi di cliniche specializzate e referti scritti che inchiodano il veterinario alle sue responsabilità. Ma quanti casi in Italia sono destinati a rimanere impuniti e quanti compagni di animali deceduti per negligenza e omissione veterinaria sono condannati a piangere tutta la vita il loro  animale senza possibilità di giustizia? Di quante croci e tombe è costellata la strada professionale dei pessimi veterinari?
I nostri animali non sono esseri intercambiabili come loro li considerano, ma veri e propri membri della nostra famiglia umana, non esseri di serie "b", checché ne dicano certi arroganti camici che dall'alto della loro supponenza e totale insensibilità  si permettono di criticare con sprezzo gli amici degli animali, definendo "malsano" l'affetto che si nutre per un nostro amico con la coda. (http://arcanimali.blogspot.it/2013/07/veterinari-psichiatri-ed-esorcisti.html)
 A chi affidiamo con fiducia la vita dei nostri animali?
E' ora di pretendere una legge che obblighi gli sprezzanti "camici bianchi o verdi che siano" a considerare la vita dei nostri animali come quella di un essere umano, perchè rispondano  del loro operato.
Il Caso Marchi nella sua drammaticità potrà essere discusso e giudicato in un'aula di giustizia, ma i tanti altri casi che non verrano mai giudicati per mancanza di documentazione clinica probatoria, saranno un peso che graverà sulle coscienze di tutti quei veterinari che con il loro discutibile operato gettano fango sulla intera categoria e rovinano la vita di animali e persone.

Per saperne di più: www.arca2000.it

aiutaci a combattere la mala veterinaria per ottenere una legge per la tracciabilità obbligatoria dell'operato veterinario. Informati, contattaci, firma la petizione.


lunedì 19 agosto 2013

Senigallia: il Tar conferma il divieto di vendita di animali


Dopo anni di battaglie e di polemiche, a Senigallia (Ancona) si chiude un'epoca: non ci saranno animali in vendita alla fiera di Sant'Agostino. Lo ha deciso il Tar, che, entrando nel merito della disputa tra Comune e venditori di animali, ha confermato il provvedimento adottato dall'ente e impugnato la scorsa estate. "Il Tar lo ha confermato e non ci saranno animali per la fiera di Sant'Agostino – ripete al "Centro" Gennaro Campanile, assessore alla Città sostenibile – è stata confermata la delibera da me proposta, votata dal consiglio comunale di Senigallia nel 2012, che vieta la vendita di animali alla Fiera di Sant'Agostino. Per la prima volta a Senigallia non ci saranno le bancarelle di animali. Una delle prime fiere senza cuccioli, se non la prima in assoluto". La fiera si aprirà il 21 agosto e terminerà il 30.

fonte. "Nel cuore- animali e ambiente"