giovedì 2 maggio 2013

Cuccioli all'asta la stampa locale plaude



pubblichiamo con piacere la lettera aperta inviata dalla nostra collaboratrice Sara Di Giuseppe sul vergognoso articolo uscito sul Resto del Carlino- redazione S.Benedetto del Tronto il 1° maggio, in merito alla vergognosa asta dei cuccioli sequestrati ai trafficanti, lo scorso febbraio. Se la stampa locale  è questa, non ci meravigliamo poi dello stato di arretratezza culturale, etica e sociale del sud delle Marche. Lettere di dissenso e di protesta sull'articolo sono state inviate alla redazione del Carlino di Ascoli, anche da "Arca 2000", Lav Marche, Associazione Cinofila Senigalliese.
 
LETTERA  APERTA



Alla Redazione del Resto del Carlino / Edizione Marche

e p.c.

Ordine Giornalisti Marche



      Sulla vicenda dei cuccioli sequestrati a San Benedetto del Tronto, e dell’asta degli animali decisa dalla Procura di Ascoli con conseguenti proteste piovute da ogni dove, si è espresso ieri - 1 maggio 2013 - il giornalista Marcello Iezzi sul vostro quotidiano nella pagine di cronaca locale (v.allegato) in un articolo che è un concentrato di informazione inesatta, generica e fuorviante. Nel merito:

-        Il giornalista mette in risalto l’impegno profuso da un’associazione locale - L’Amico Fedele -  che “ha cercato di dissuadere la Procura” circa l’opportunità della messa all’asta dei cuccioli, e prosegue dicendo che l’asta “trova contrarie alcune associazioni animaliste”.

In che modo L’Amico fedele abbia “cercato di dissuadere la Procura” (telefonata, visita di cortesia, bigliettino d’auguri, scappellamento a destra) non è dato sapere, di certo non ve n’è traccia né in loro comunicati stampa né in prese di posizione pubbliche.

Al contrario, il forte dissenso che ha scatenato il diluvio di mail di protesta da ogni parte d’Italia per iniziativa dell’ associazione Arca2000 espostasi in prima persona, e con il contributo determinante di molte associazioni nazionali di rilievo, viene attribuito in modo generico ad “alcune associazioni animaliste(quasi fenomeno marginale e di disturbo?...)

Ma non è il peggio…

-        Il peggio è che nel seguito dell’articolo il giornalista entri decisamente nel surreale sostenendo che “La vendita all'asta serve a garantire la massima trasparenza”. Perchè un’asta è esattamente il contrario di ciò che garantisce “trasparenza”: come anche l’intelligenza di un bambino capirebbe, dietro l’acquisto di un cucciolo di razza può esserci chiunque, anche il malintenzionato, a differenza di quanto accade nelle procedure di affido e adozione grazie agli obbligatori controlli pre e post adozione. Per non parlare della valenza profondamente negativa dal punto di vista etico e pedagogico del mettere in commercio, addirittura all’asta, non oggetti bensì creature viventi e senzienti, portatori di sensibilità e diritti come chiunque altro.

Ma non è ancora il peggio…

-        Il peggio viene in chiusura, quando il fine argomentatore che come sappiamo vede nell’asta un tripudio di trasparenza, argomenta che essa serve anche “a evitare la concorrenza sleale [sleale?!] nei confronti di chi vende animali”. Inconsapevole di essersi sparato sui piedi colpendo, nella foga, anche i piedi dei geniacci che in Procura e in Forestale hanno concertato la civilissima iniziativa dell’asta, il fine argomentatore rivela candidamente il vero obiettivo della decisone in alto loco (e della difesa che ne fa la nostrana stampa-da-riporto): non dar fastidio ai commerciati di animali! Hai visto mai che gli si pestino i calli , che si vedano scavalcati, nella nobile pratica del commercio di esseri viventi, da “alcune associazioni animaliste” covo di assatanati che vorrebbero gli animali dati e presi in adozione piuttosto che venduti e comprati come pentole o mutande!

Di peggio in peggio, il fine argomentatore – non accorgendosi neppure di entrare in contraddizione con tutto quanto ha detto prima - in un crescendo orgasmico si accalora fino ad avere le traveggole affermando che “per i 130 cani [del canile] meritevoli di adozione non c’è mai stata tanta attenzione da parte di associazioni che ora alzano il tono”. La foga allucinatoria impedisce al Nostro di ricordare le infinite battaglie in ciascuna delle quali le vituperate associazioni animaliste sottolineano in lungo e in largo la necessità di adottare animali boicottando la sciagurata pratica della compravendita, sia in negozio sia - ancor peggio - nei mercati ambulanti, contro la sordità delle istituzioni, dell’informazione, spesso nell’indifferenza di gran parte dell’opinione pubblica.  Non meraviglia: i cestini della carta straccia delle nostrane redazioni sono piene dei comunicati di associazioni e privati relativi ad argomenti così marginali e fastidiosi…



      Conclusione: il giornalista, quindi il Resto del Carlino, non è nuovo alla produzione di cronache disinformate e di parte quando si tratta di argomenti attinenti all’animalismo. Si può ricordare, una per tutte, un’illuminata cronaca della Fiera di San Martino del 2011 a Grottammare, che fu segnalata per motivi analoghi (cfr. http://faxivostri.wordpress.com/2011/12/08/lettera-aperta-3/#more-1900).



      Sarebbe opportuno che chi di etica animalista ignora i fondamentali, si astenesse dal tranciare giudizi su cose che non conosce e per le quali dimostra la stessa sensibilità di un bullone d’automobile. Così come sarebbe auspicabile che la stampa offrisse ai lettori un’informazione diversa da questa, e cioè seria, rigorosa, documentata.



      2.05.’13                                                        Sara Di Giuseppe

                                                                        faxivostri.wordpress.com                                                 [ 801 ]


























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