domenica 23 dicembre 2012

BOTTI VIETATI ma non basta......

Con una lettera inviata qualche giorno fa ai sindaci di San Benedetto del Tronto, Grottammare, Fermo, Porto S.Giorgio, Ripatransone, Ascoli Piceno, e al Prefetto di Ascoli Piceno , etc.....l'associazione "Arca 2000" ha chiesto un'ordinanza di divieto di esplosione dei botti e dei fuochi d'artificio a Capodanno, in considerazione dell'effetto dannoso che tale incivile usanza ha su cose, persone e animali.
L'art.703 del c.p. già vieta l'esplosione e accensione di fuochi e giochi pirici senza l'autorizzazione delle autorità; dunque si tratta solo di far rispettare un norma del codice penale che non può certo essere derogata da alcun provvedimento sindacale.
Al momento, solo il sindaco di S.Benedetto del Tronto ha emesso l'ordinanza di divieto, anche se nel 2011 aveva pubblicamente dichiarato  di non ritenerla necessaria; vabbè tutti possono ripensarci, l'importante è ritornare sui propri passi e dimostrare che si può cambiare idea, anche se poi alla fin fine, si tratta solo di un atto dovuto, un diritto per i cittadini e un dovere per ogni sindaco.Ma noi italiani non siamo abituati agli atti dovuti, le cose giuste ci sembrano un'eccezione, nell'immane impunità che è diventata la regola.
Non è certo nostro intento santificare qualche sindaco che in tempo di elezioni sposa le cause civili, diventando all'improvviso un paladino della lotta ai petardi e ai vandali, visto che poi in altre occasioni non si ravvisa  quell'attenzione verso l'ambiente e la salute di cittadini (vedere inquinamento acustico e quant'altro); tuttavia è senz'altro apprezzabile che le istituzioni ogni tanto si sveglino, fulminate sulla via di Damasco nel raccogliere almeno un appello a fronte di altri mille ignorati; dimostrando che quando si vuole si può, seppure per un solo giorno.  Almeno in tempo di Natale, i sindaci colgano l'opportunità per non farsi tanto odiare dai cittadini, colgano l'occasione per cambiare, ora o mai più.
Gli amici degli animali sono molti, ma anche le persone che rischiano il crepacuore e la sordità a causa dei botti: leggono scrivono e sanno far di conto e vanno a votare, anche se certi sindaci pensano ancora di aver a che fare con poveri sudditi ignoranti, analfabeti e schiavi. 
Anche se le ordinanze  contro l'esplosione dei botti non saranno rispettate  e  mancherà una seria vigilanza, rimane l'importanza del messaggio educativo, della responsabilità che le istituzioni hanno nel formare le coscienze dei cittadini; per questo sarebbe giusto che l'ordinanza di divieto non rimanesse circoscritta al solo Capodanno, ma fosse resa definitiva per tutto l'anno e con sanzioni molto più alte di 50 euro.


Daniela Ballestra Presidente di "Arca 2000"onlus diritti dell'animale malato
www.arca2000.it


  




sabato 15 dicembre 2012

OBBLIGO DI SOCCORSO PER GLI ANIMALI




http://www.tzetze.it/2012/12/incidenti-con-danni-ad-animali-obbligo-di-soccorso.html

OBBLIGO DI SOCCORSO PER GLI ANMALI: LA NUOVA NORMA DIVIENE OPERATIVA

c'è da chiedersi come si farà con quei veterinari che già in altre occasioni, chiamati per un'emergenza hanno risposto: "lei non è mia cliente, non sto ai suoi capricci......."

Denuncia il veterinario e si trova denunciato

Una vergognosa storia sull'ingiustizia della Giustizia Italiana

Voleva giustizia per la sua amata cagnolina Lea, Roberto Marchi , ed aveva tutte le prove per dimostrare che il veterinario non aveva asportato l'utero infetto, come doveva essere per salvargli la vita, e invece si trova denunciato e condannato per aver messo in dubbio l'operato del veterinario. Nel 2012, questo succede in Italia: chi vuole giustizia per un torto subito si trova da parte lesa e offesa a parte imputata e condannata. Non c'è che una parola: vergogna!
L'operato medico e veterinario deve essere messo in discussione e nessuno si deve ritenere intoccabile solo perchè indossa un camice bianco.
Come al solito, in Italia, la casta di qualsiasi corporazione, gode di protezione e impunità, mentre il singolo cittadino non è nessuno.

Con piacere offriamo le pagine del nostro blog per riportare questa scandalosa notizia, con la speranza che il sig.Roberto Marchi possa procedere nel difficile cammino verso la verità e la giustizia per la sua compianta e amata Lea.


 

 

 



lunedì 19 novembre 2012

domenica 18 novembre 2012

Libri con la coda

PER UN NATALE ALL'INSEGNA DELLA SOLIDARIETA'

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Perchè non menano?


di Sara Di Giuseppe

Novembre 2012: per l’annuale fiera di San Martino il Comune di Grottammare decide che contestazioni contro la vendita di animali vivi al mercato non ne vuole, e che un presidio di animalisti non s’ha da fare, né domani né mai.

Quindi fiato alle trombe ed editto sia, quello “bulgaro” su cui ci si sganascia dal ridere da giorni, divulgato via web tra i mezzi d’informazione locali e nazionali, i siti animalisti, la gente comune. Perché per contenuto e linguaggio, alcuni passaggi sembrano tirati fuori dagli archivi del Ministerium für Staatssicherheit della RDT, o da quelli dell’OVRA (barrare il colore che si preferisce, la sostanza è la stessa).
Secondo i “Criteri per lo svolgimento e la partecipazione alla Fiera di San Martino” emanati dagli strateghi del Politburo (ops… del Comune), gli animalisti manifestanti potranno stare soltanto ben lontani dagli stand con gli animali in gabbia - collocati, data l’alta valenza educativa degli stessi, davanti alla scuola elementare, va da sé… - e soprattutto non esprimere le loro idee: divieto di “promulgare e diffondere ideologie e dottrine che possano influenzare la buona fede e la psiche delle persone” (sic). E altro. Traduzione dal poliziottese: non potete dimostrare una benemerita cippa, statevene a casa.
Detto fatto: ignorato il decreto da parte degli animalisti, per la sua incostituzionalità e la flagrante ridicolaggine, ecco sotto la pioggia il drappello dei Vigili col comandante in testa, prima quello finto poi quello vero - non è un film con Totò e Peppino, accade a Grottammare - presentarsi al presidio, far la voce grossa: “non potete stare lì….” (e perché, di grazia?), rivolgersi sprezzantemente ai manifestanti in dialetto e dando del tu, perfino sbertucciare la manifestante che li richiama alla conoscenza della Costituzione. Ma, venuti per allontanare, dovranno allontanarsi impotenti: non prima che - irriverente nemesi - da uno dei tendoni una secchiata d’acqua piovana gli si rovesci sulla testa.

Al di là del grottesco, la vicenda locale riproduce - in scala ridotta per dimensioni ma non per gravità e portata simbolica - derive autoritarie e antidemocratiche sempre più incuneate nei centri di potere, fino ai fatti di Roma dell’altro ieri. Che il teatro sia l’Italia tutta o una sua parte periferica e provinciale, è ancora il pensiero critico ciò che incute paura; le idee sono eversive dell’ordine costituito; la dialettica democratica - roba da esaltati e facinorosi! - minaccia i piedistalli dei ducetti di centro e periferia. Per il dissenso c’è il manganello: quello vero che a Roma e altrove spacca teste di adolescenti e insegnanti; quello metaforico dei decreti/editti che vogliono infilare uno straccio in bocca e zittire civili manifestazioni di idee.
Parola d’ordine, mostrare i muscoli. A Grottammare il “potere costituito” ancora non mena, ma in attesa di dotare i suoi vigili di manganello e spray urticante come nella vicina San Benedetto, mostra i muscoli e si fa scoppiare le vene del collo diventando verde come l’incredibile Hulk. Ma riesce solo a produrre incredibili pantomime come la querelomania di sindacomerli, la scombinata prosopopea dei suoi gendarmi, i diktat modello Stasi... A quando l’olio di ricino?

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.” Costituzione Italiana, art.21.


 cartelli esposti durante il presidio animalista a Grottammare

martedì 13 novembre 2012

Presidio bagnato e contrastato alla Fiera di S.Martino di Grottammare (Ap)
 
 
L’amministrazione comunale di Grottammare con un provvedimento illegale e anticostituzionale (criteri per la partecipazione alla fiera di S.Martino) ha tentato di reprimere il presidio di protesta animalista contro i mercati di animali all’interno della fiera di S.Martino, dimenticando che Grottammare si trova in Italia, dove una Costituzione democratica, garantisce la libera manifestazione di pensiero con le parole, lo scritto ed ogni mezzo di diffusione ( art.21)
“L’editto bulgaro”, inviato all’indirizzo dei manifestanti nei giorni antecedenti la fiera, poneva divieti inaccettabili e anticostituzionali (divieto di volantinaggio e di promulgare e diffondere ideologie e dottrine che possano influenzare la psiche della persone.....) Probabilmente, a qualcuno ha dato fastidio il presidio dello scorso luglio, svolto in occasione della Fiera di S.Paterniano, dove un gruppo di animalisti muniti di regolare comunicato alla questura (ex art.18 del T.u.l.p.s), ha distribuito volantini informativi alla popolazione, per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo gli aspetti negativi dei mercati di animali.
I manifestanti animalisti, tuttavia, non si sono fatti intimorire, domenica 11 novembre, un consistente gruppo di persone giunte da ogni dove ( tanto per smentire il sindaco che ritiene la protesta “una cosa delle solite due tre persone”) forte dell’art.21 della Costituzione, ha svolto ugualmente il presidio di protesta davanti ai mercati di animali all’interno della fiera di S.Martino; Non si sono fatti aspettare molto i vigili urbani di Grottammare (tanto solerti in queste occasioni), anche se prima di fare una magra figura agli occhi dei manifestanti e della popolazione, avrebbero fatto meglio a dare una ripassatina alla Costituzione, dal momento che, con fare autoritario, hanno invitato i manifestanti a sgomberare, a non distribuire volantini e a non mostrare cartelli! In poche parole: a non manifestare. Non sia mai che il popolo si metta in testa strane idee: che gli animali vanno rispettati che hanno diritti e una dignità che li emancipa dal loro status di merce. Il comandante della Polizia Municipale, arrivato in un secondo tempo, dopo lunga discussione con alcuni manifestanti, dichiarava :
“Potete manifestare, ma senza cartelli e volantini”
Allora che cosa ci stiamo a fare scusi?”- replicava giustamente una volontaria del presidio (il tutto è documentato dal video in nostro possesso)
In questo clima da dittatura islamica e repressione totalitaria, i poveri manifestanti zuppi di pioggia, hanno continuato, seppur contrastati, a sostare nell’area , attirando l’attenzione dei passanti che condividevano la protesta. Ai vigili urbani non è rimasto che andarsene via,prendendo atto dell’ingiusto provvedimento.
Anche se il messaggio di protesta, alla fine, è comunque arrivato ai cittadini, grazie all’ostinata difesa della legge da parte dei manifestanti; rimane l’amarezza di dover confrontarsi con una giunta comunale che in barba alle fonti del diritto, crede di stabilire regolamenti e ordinanze a suo piacere, per contrastare chi si batte per i diritti dei più deboli e senza voce.

D’altra parte l’assessore al commercio Carboni nel suo intervento al consiglio comunale del 28/09/2012, in risposta alla proposta di un consigliere comunale di deliberare un regolamento comunale per il benessere degli animali dichiarava: Io però sinceramente sono un po’ infastidito dagli atteggiamenti di alcune associazioni, dicesi associazioni, perchè poi bisogna vedere fino a che punto c’è spirito associativo, lo spirito associativo non può essere due o tre persone, dovrebbe essere un po’ più allargato, almeno quelle che stanno cercando di boicottare alcune manifestazioni a Grott., quelle di S.Martino e S.Paterniano. Già da circa 2 anni si ripetono atteggiamenti contrastanti, secondo me fuori dalla norma (??) con connivenze estranee da parte di alcune istituzioni più alte nella gerarchia rispetto a quella comunale, connivenze estranee magari a volte sollecitate anche da  posizioni di tipo personale dentro un’istituzione più alta (!!)
Alla lunga, il sindaco e  gli assessori di Grottammare dovranno rassegnarsi a prendere atto che ormai c’è una nuova sensibilità e coscienza nei confronti degli animali, condivisa da tutti, e i mercati di animali non sono una tradizione da difendere, ma una barbarie da combattere e vietare, mentre la protesta animalista  si diffonde ovunque, in lungo e largo sul territorio nazionale, fino a quei piccoli comuni rimasti ancorati ad una mentalità arcaica e feudale

mercoledì 24 ottobre 2012

Grottammare delle vergogne


 VERGOGNE DELLA NOSTRA TERRA:

A GROTTAMMARE IL SINDACO RESPINGE LA RICHIESTA DI UN REGOLAMENTO PER LA TUTELA DEGLI ANIMALI

Tra deliranti esternazioni senza capo né coda, concetti pregni di pregiudizi da caserma e  basse insinuazioni a discapito delle associazioni animaliste, seguendo una mistificazioni da propaganda da Istituto Luce, il Sindaco Merli, l’Assessore alle attività produttive Carboni e l’Assessore all’Ambiente  Marconi di Grottammare(Ap)hanno respinto la richiesta, avanzata dal consigliere di Grottammare Futura Sandro Mariani, di emettere un “Regolamento comunale per il benessere degli animali”E’ successo in occasione del consiglio comunale del  28/09/2012 dove gli amministratori  hanno dato prova d’ ignoranza delle leggi e totale insensibilità sui diritti degli animali.
E poi, avanti con le più amene battutacce di bassa lega contro certe associazioni animaliste(ma perché non nominare “Arca 2000”? quali altre associazioni animaliste a Grottammare si sono mosse per denunciare i mercati di animali?) e avanti con contraddizioni al vuoto spinto, concetti specisti e tradizioni rurali da conservare. Insomma se un coniglio, un volatile o un pesce è tenuto in pochi centimetri quadri di un contenitore o di una gabbia e per sua sfortuna si troverà sul territorio di Grottammare, si tratta di “tradizione” e non si potrà far nulla! Come dice lo stesso sindaco: “ci sono anche i negozi che tengono male gli animali”; dimenticando che a Grottammare questi negozi sono impuniti per mancanza di un regolamento che lui dovrebbe fare. Così come gli animali continueranno ad essere “merce” da vendere nei mercati  o premi di lotterie o pagliacci per spettacoli anacronistici e diseducativi.
A noi sembra giusto che le tragi-comiche battute pronunciate senza vergogna dagli amministratorri grottammaresi al consiglio comunale più becero d’Italia, siano conosciute da tutti , almeno per far capire in che mani sono i diritti degli animali in certi paesi arretrati.
Addirittura vengono ignorate le oltre 300 mail di protesta arrivate da tutta Italia al comune di Grottammare contro i mercati di animali e il vitello messo in palio al festival Bio. Per il sindaco, a protestare sono sempre le  solite tre persone di cui un marito e una moglie che fanno da supporto(ahhahhha! pazzesco).....
E poi se uno vuole un animale dove va? Al mercato no? Forse loro vogliono evitare che si comprino animali, il commercio di animali, ma senza questa ipotesi non c’è possibilità di aver un animale in casa a meno di non prendere un randagio (!!!) ma i randagi sono di meno e poi sono assistiti e per la verità molte famigli evitano per varie ragioni. (parole di Carboni alla faccia della legge regionale 10/97 contro il randagsimo)

 Ecco cosa dichiara l’assessore alle attività produttive Carboni di Grottammare al consiglio comunale del 28/09/2012:

  “Io però sinceramente sono un po’ infastidito dagli atteggiamenti di alcune associazioni, dicesi associazioni, perchè poi bisogna vedere fino a che punto c’è spirito associativo, lo spirito associativo non può essere due o tre persone, dovrebbe essere un po’ più allargato, almeno quelle che stanno cercando di boicottare alcune manifestazioni a Grott., quelle di S.Martino e S.Paterniano. Già da circa 2 anni si ripetono atteggiamenti contrastanti, secondo me fuori dalla norma (??) con connivenze estranee da parte di alcune istituzioni più alte nella gerarchia rispetto a quella comunale, connivenze estranee magari a volte sollecitate anche da  posizioni di tipo personale dentro un’istituzione più alta (!!)

Interviene poi il sindaco Merli: (tenetevi forte....e notate l’italiano)


"Devo fare una precisazione: hanno perso, davanti al TAR, tutti i Comuni che hanno provato a vietare l’ingresso di circhi con animali, così come per quanto riguarda il commercio ambulante. Io mi occupo di agricoltura quindi sono vicino agli animali, ma è una polemica assolutamente gratuita, portata avanti da un’associazione composta da una persona e  da due singoli che sono una famiglia, moglie e marito, che agiscono in supporto, perché questa è la realtà, bisogna metterci nome e cognome, allora sulla rete che agisce nelle fiere: ci sono negozi che vendono animali e vi invito a vedere se le condizioni degli animali sono migliori di quelle degli ambulanti. Detto questo, ogni volta che c’è una fiera, noi, noi! chiamiamo Asur e Forestale per i controlli! Senigallia ha provato a fare un regolamento ma c’è 1 ricorso pendente al TAR. Se impedisco a un ambulante di vendere, e vince il ricorso al Tar, poi paghiamo. Se poi dobbiamo fare demagogia la possiamo fare ma non fa parte del mio approccio. Un regolamento sugli animali possiamo impostarlo, ma circhi e vendita ambulante non sono di nostra competenza, possiamo fare la forzatura di fare un ricorso al tar e spenderci sopra. Infine i bio : alla festa del biologico, gli organizzatori sbagliarono a usare i termini (un vitello in palio), era ovvio che in palio era la carne di u vitello, loro volevano mettere il vitello in funzione educativa, per far vedere ai bambini che cos’è  un vitello! Dunque all’esasperazione bisogna darci un taglio. Non sono vegetariano, pochi lo saranno, ma non sono contrario però tutti i gironi mangiamo animali, io non i cani perché non sono cinese , e neanche i gatti, ecc. ma dobbiamo darci una regolata nell’approccio, perché il toro o il pollo possono essere macellati?per esempio il maiale una volta sfamava tutta la famiglia in campagna. Insomma, rispetto al ragionamento generale cerchiamo di aver un atteggiamento sobrio, perchè possiamo farlo, il regolamento ma i noccioli fondamentali sono di regolamentare alcune cose ma lo facciamo in modo demagogico perché perdiamo al Tar


Marconi (assessore all’ambiente):

"Grottammare e il suo territorio viene da tradizioni agricole che negli anni hanno rappresentato la nostra cultura e il nostro stile di vita, la nostra immagine, ripudiarle come se fossero cose barbare…noi quando ci arrivavano osservazioni sulla fiera di S.Martino ci guardavamo in giunta e ci dicevamo ma insomma la nostra storia viene da questo e io che nel passato sono stato appassionato di cavalli, andare alle aste dei cavalli era uno dei momenti più emozionanti dell’anno; non so se  v’è capitato mai di andare alla fiera degli uccelli a Comunanza: si respira un tradizione, una cultura lontana dal maltrattamento ecc. Ciò che ci ha ispirato in questi anni è stato: sempre presenti alle emergenze, alle segnalazioni, ma lasciamo spazio a quelle che sono le tradizioni e la nostra storia"


CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE:

Alla luce di queste dichiarazioni c’è da augurarsi solo che l’attuale amministrazione di Grottammare se ne vada al più presto a casa, mentre l’associazione “Arca 2000”ritenendo gravissime le considerazioni espresse da sindaco e assessori, invierà un esposto alla Regione Marche, alla Provincia e al Presidente della Repubblica, perché il sindaco di Grottammare venga richiamato ai  doveri morali e istituzionali a lui attribuiti dalla legge, e per un atteggiamento più consono e dignitoso alla sua carica che prevede tra le altre cose anche la tutela degli animali. Non servono certo le impiegate comunali senza alcun potere sanzionatorio e di vigilanza per dire che Grottammare è un comune “animalista”.

VETERINARIO CONDANNATO PER DIAGNOSI ERRATA - SENTENZA ESEMPLARE


19 OTTOBRE 2012 - Cane morto di peritonite condannato il veterinario

di Alessandro Abbadir

DOLO (VE) Porta il cane dal veterinario perché soffre in modo grave, ma questi gli ordina solo un lassativo. Il cane, un ladrador retriver, femmina di 7 anni di nome Camilla, muore il giorno dopo a causa di una peritonite acuta causata dall’ingestione di ossa. Il padrone del cane porta il veterinario davanti al giudice di pace di Dolo che lo condanna al pagamento di 3.500 euro come risarcimento di danni patrimoniali ed extrapatrimoniali per la morte dell'animale di affezione a causa di un comportamento colposo. A raccontare la vicenda è l’avvocato Ermes Mozzato. «Camilla da qualche giorno manifestava apatia e poca vitalità» racconta il legale «Portata da un veterinario, il medico senza visitarlo accuratamente ipotizzava disturbi gastro-intestinali, prescriveva una cura blanda consigli ando eventuali esami più approfonditi in caso di persistenza dei problemi ma in un ambulatorio diverso poiché lì era sprovvisto di idonee apparecchiature. Il giorno dopo lo stato di salute del cane si aggravava e durante il trasporto in un altro ambulatorio moriva. Dall'esame autoptico fatto da un altro medico veterinario è emerso che la causa del decesso è stata una peritonite acuta causata dall'ingestione di ossa». Il proprietario del cane a quel punto si è rivolto all’avvocato chiedendo il risarcimento del danno. Richieste respinte perché secondo la clinica veterinaria il danno non era risarcibile. Non l’ha pensata così Tiziana Cristante. Il giudice di pace di Dolo ha ritenuto sussistente la risarcibilità del danno patrimoniale determinato nel prezzo pagato per l'acquisto dell'animale e necessario per un eventuale nuovo acquisto (circa mille euro). «Non solo. La dottoressa Cristante» sp iega l’avvocato «con sentenza n. 234/2012 ha ritenuto che la risarcibilità del preteso danno morale deriva anche dalla normativa in materia, dalla cui lettura si ricava come lo Stato sia consapevole del particolare legame che si instaura tra animale e padrone, rapporto che non può essere limitato al solo profilo affettivo tra proprietario e bene. Pertanto non vi è dubbio che il rapporto tra animale e padrone debba inquadrarsi in quel tipo di attività realizzatrici della persona cui la stessa carta costituzionale, mostra di dare tutela. Ne deriva, pertanto, la risarcibilità del danno non patrimoniale da perdita dell'animale di affezione nel caso di fatto colposo». Per questo motivo il giudice di pace ha condannato la clinica veterinaria anche al pagamento di ulteriori 2.500 euro per danno non patrimoniale

Cercasi volontari per presidio contro mercati di animali a Grottammare (Ap)

Presidio contro i mercati di animali- 10/11 novembre Grottammare –Fiera di S.Martino
Unitevi alla protesta
DICIAMO BASTA AI MERCATI DI ANIMALI E AI COMUNI COMPIACENTI
Non permettiamo che gli animali siano trattati come merce
Cari amici stiamo organizzando un presidio di protesta pacifica (volantinaggio e cartelli) contro i mercati di animali a Grottammare (Ap) nelle Marche, per il 10-11 novembre in occasione della Fiera di S.Martino; Il Sindaco di Grottammare, nel recente consiglio comunale del 28/09/2012, ha respinto la richiesta di emettere un “Regolamento per il benessere degli animali”, dicendo che “a Grottammare non ce n’è bisogno e che i mercati di animali fanno parte della tradizione”
Di fronte a tale dimostrazione di insensibilità verso i diritti animali occorre dare visibilità al dissenso di centinaia di turisti e cittadini italiani che hanno più volte inviato le mail per chiedere di vietare, o tutto al più “ regolamentare” i mercati di animali, limitando le ore di esposizione e stabilendo le modalità di detenzione, trasporto e cura degli animali. Istanze ignorate da sindaco e assessori, che vogliono delegittimare la protesta animalista dicendo che a “protestare sono sempre le solite tre persone”.

Dimostriamogli invece che siamo tanti!


Unitevi al presidio di protesta a Grottammare (Ap) dalle ore 10,30 alle 18 circa il 10 e 11 novembre 2012

Per saperne di più, e per dare la vostra adesione contattate:
“Arca 2000” onlus diritti dell’animale malato
arcanimali@tiscali.it

Per chi arriva da fuori provincia ed ha necessità di pernottare, possiamo fornire indirizzi e recapiti di strutture ricettive a prezzi economici

Grazie per la collaborazione

venerdì 5 ottobre 2012

Anci: i comuni devono fare i regolamenti per gli animali

“La cura degli animali passa dalla sensibilizzazione delle coscienze e dall’educazione civica a questo tema che oggi, purtroppo, non è diffuso come dovrebbe”. Così Alessia De Paulis, delegato Anci al randagismo al termine della conferenza stampa dal tema: 'La tutela degli animali. Il lungo cammino delle proposte in Parlamento' svoltasi stamani a Roma presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della repubblica.“Un momento di riflessione sociale e politica importante” ha detto De Paulis che, nel corso dell’incontro, ha illustrato l’accordo “Accesso libero degli animali in tutti i luoghi pubblici, aperti al pubblico, nei pubblici esercizi e sui servizi di trasporto pubblico” sottoscritto dai Comuni e ha messo in evidenza la necessità di una regolamentazione comunale per la difesa degli animali: “battaglie contro l’abbandono e il maltrattamento, l’obbligatorietà all’anagrafe canina e l’importanza di creare nelle città delle aree ah hoc per lo sviluppo della cosiddetta pet therapy, utile su pazienti affetti da differenti patologie”.Ritornando sull’educazione civica alla cura degli animali, per De Paulis una strada percorribile è quella di “coinvolgere i ragazzi delle scuole in eventi ad hoc che ‘insegnino’ come interagire e rispettare gli animali”. (fdm)

martedì 11 settembre 2012

Brutta Beffa


[Grottammare (AP) – Al “Festival Bio” il premio in vitello vivo è sostituito dal premio in carne macellata]

Una specie di gioco delle tre carte, questa beffa all’amatriciana biologica. La trama, in bilico tra il comico e il kafkiano, è presto riassunta.
La lotteria del Festival Bio di Grottammare (7-9 settembre) prevedeva come primo premio un… vitello vivo. In questo caso allevato biologicamente, ovvio. Valanga di mail di protesta (occorre spiegare il motivo?), e AIAB Marche si scusa (toh, qualcuno si scusa, non pare vero!): “il vitello vivo sarà sostituito da buoni di pari valore da spendere nell’ambito del biologico”.
Invece la sostituzione è una beffa, una BRUTTA BEFFA: il premio in…vitello vivo è in realtà sostituito da… un quantitativo (equivalente) di carne macellata (cioè un vitello morto!).
E’ il sindaco Merli a pregiarsi di comunicarlo ad una rete locale, aggiungendo di non condividere “certe polemiche dietro le quali – aggiunge con linguaggio da questurino - ci sono persone che conosciamo bene (sic) e non sono nuove a queste forme di protesta”.
[Le persone che conosciamo bene - di cui sindacomerli non fa nomi e cognomi come farebbe qualsiasi individuo civile, preferendo un linguaggio allusivo e vagamente intimidatorio (!) alla don Rodrigo de noantri - a loro volta conoscono molto bene il radicamento della sua amministrazione in una rozza“cultura” specista di sapore medievale; conoscono bene, di lui, l’inadempienza rispetto ad una delle sue responsabilità istituzionali, la tutela del benessere degli animali: tale è l’assenza a Grottammare di un Regolamento Comunale in materia, tale è l’annosa ostinazione ad ospitare ricorrenti mercati per santi martiri e santi patroni con vendita di animali vivi ingabbiati anche per più giorni di seguito, e circhi con animali, e spettacoli con animali esotici altrove ampiamente vietati… Cose note, cose di Grottammare borgo selvaggio].
La mail circolare con cui AIAB Marche (6 settembre) assicura che “come atto di rispetto verso tutte le sensibilità i premi in carne verranno convertiti in buoni acquisto presso le aziende biologiche socie”, è dunque una – per usare un latinismo - presa per culo. Forse, da altruisti, han voluto offrire al vincitore della lotteria una comoda facilitazione: il vitello te lo diamo bell’e macellato, risparmi un passaggio, magari dovevi ammazzartelo da te, sai la fatica, eh?...
Da questa brutta beffa emerge qualche triste considerazione. Chi promuove il biologico come forma di attenzione all’ambiente - specie se Associazione con tali finalità nel proprio statuto - certo non ignora la necessità etica ed ecologica di limitare comunque – soprattutto oggi – il consumo di carne e la diffusione degli allevamenti.
Le ragioni sono universalmente note e non esentano certo gli allevamenti biologici, pur se più attenti all’ambiente [ammettendo ottimisticamente che i parametri siano realmente rispettati] e “rispettosi del benessere animale”…[terrò per me la vigorosa repulsione che provo davanti all’ipocrisia di curare bene un animale per più tardi ammazzarlo… ].
Se dunque la scelta di non consumare carne non può essere né (ovviamente) imposta nè (purtroppo) universalmente condivisa, vero è che un’associazione con finalità biologiche dovrebbe essere avere a cuore l’orientamento del pubblico verso consumi eco sostenibili. Quindi soprattutto minor consumo di carne, per ragioni salutistiche, etiche, solidaristiche, economiche e ambientali, e promozione di tutto quanto altro di salutare ed ecocompatibile il biologico può offrire.
A Grottammare è avvenuto il contrario: col compiaciuto plauso di sindacomerli e di Segambiente (ci meravigliamo?) la gaffe del vitello vivo messo in palio - come i barbari nel buon tempo antico si giocavano lo schiavo più vigoroso - ha avuto un rimedio che (è sempre così, con le gaffe) l’ha resa ancor più evidente.
Perché la brutta beffa ha ben chiarito il fariseismo di certe iniziative di puro interesse commerciale: con la carne si guadagna di più, con buona pace dell’agricoltura biologica e dell’assunto dell’AIAB di offrire [cito dal sito della stessa] “un modello di produzione che eviti lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, in particolare del suolo, dell'acqua e dell'aria”.
Che tristezza, se un’organizzazione di pretesa vocazione etica e ambientalista, al posto di un infelice animale da abbattere offerto al mercato come trofeo, non sa far altro che offrirne la carne già macellata...


9. 9. 2012 Sara Di Giuseppe

lunedì 3 settembre 2012

Il sogno di Zampa


Un libro educativo da regalare per diventare persone migliori

"Il sogno di Zampa"

illustrato e scritto da Daniela Ballestra - 32pg. 16 ill. a colori doppia pagine- anno 2012
- rilegatura brossura- euro 10
edito da “Arca 2000” onlus diritti dell’animale malato - progetto tutela degli animali, in collaborazione con la Regione Marche

La storia di Zampa cagnolino prigioniero, legato ad una catena, narrata con delicate immagini a colori, vuole denunciare la triste e diffusa usanza di tenere i cani legati ad una corta catena, ancora molto radicata nelle nostre campagne. Un cagnolino è un amico prezioso che soffre e ha diritto a vivere con i suoi compagni umani, condividendo gli spazi e la casa e non si deve mai legare ad una corta catena Un bel libro educativo da regalare ai bambini, uno strumento didattico per adulti, insegnanti e genitori che hanno il delicato compito dell’educazione e della formazione dei valori e delle idee delle future generazioni, per sviluppare l’empatia e la coscienza del rispetto del nostro prossimo animale.


Scopri come ordinarlo su www.arca2000.it


Il ricavato sarà interamente devoluto per sostenere ed aiutare gli animali in stato di emergenza e le campagne per i diritti degli animali promosse dall’associazione “Arca 2000” onlus diritti dell’animale malato. Per saperne di più sui nostri aiuti e le nostre attività consulta il sito www.arca2000.it



“Un libro può essere fondamentale per illuminare le coscienze e migliorare il nostro modo di essere e pensare”

venerdì 24 agosto 2012

Barilla sotto accusa


altro che Mulino bianco: mulino sporco!

BARILLA non è più italiana ma americana e usa grano con tassi di micotossine altissimo (ammuffito), derivante da lunghi stoccaggi al prezzo più basso possibile.
L'UE nel 2006 ha alzato con un colpo di mano i livelli accettati di micotossine presenti nel grano duro, di modo che tanti paesi potranno produrre grano duro in climi non adatti badando solo alla quantità, distruggendo i contadini del sud italia il cui grano non contiene micotossine e portando al fallimento le industrie sementiere
mediterranee. Per esportare pasta in USA - Canada il grano deve avere un tasso di micotossine di circa la metà di quello che la UE accetta per le importazioni di grano duro dagli stessi paesi, così succede che: i prezzi internazionali del grano duro crollano.
I commercianti italiani e i monopolisti internazionali acquistano al prezzo più basso possibile da contadini che hanno bisogno di soldi per pagare i debiti, per poi speculare quando tutto il grano è nei loro magazzini (ammuffito) - gli stessi commercianti esportano il grano migliore italiano all'estero lucrandoci sul prezzo e importano grano ammuffito e radioattivo dall'estero per avvelenare il pane e la pasta venduti in Italia.

Boicottare la Barilla è cosa saggia perchè dobbiamo comprare solo pasta da grano duro coltivato in Italia e Biologico, senza micotossine, népesticidi né OGM.
Barilla è presente anche con i seguenti marchi: Motta, Essere, Gran Pavesi, le Tre Marie, le Spighe, Mulino Bianco,Pavesini, Voiello, Panem.

per diventare vegetariani


Cremona, maiali nutriti con i rifiuti: sequestrati 2300 prosciutti dop


20 luglio 2012

‘Trash food’. E’ questo il nome dell’indagine conclusa dai carabinieri del Nas di Cremona sul contrasto alle attività illecite per i prodotti agroalimentari made in Italy e per la tutela della salute del consumatore. L’indagine, coordinata dal procuratore della Repubblica di Mantova Antonino Condorelli, nasce nella scorsa primavera, quando nel corso di un’ispezione igienico sanitaria presso una struttura agricola del mantovano, che si occupa di allevamento di suini destinati alla produzione di prosciutti tutelati Dop (Parma, San Daniele, Modena), i militari hanno accertato che venivano stoccati ingenti quantitativi di rifiuti speciali di origine animale e vegetale, costituiti da scarti di lavorazione dell’industria alimentare (tra cui prodotti da forno, conserve e residui di prosciutti) venduti da due ditte del settore alimentare (una del mantovano e l’altra della provincia di Parma, entrambi facenti capo ad un unico titolare). Gli scarti, invece di essere trasportati ad un impianto di biogas per la produzione di energia (come previsto dalla normativa e riportato sui documenti commerciali), venivano stoccati presso l’allevamento dove venivano somministrati come mangime ai maiali allevati.

Subito sono stati sequestrati circa 750 suini e 30 tonnellate di scarti di lavorazione, pronti per essere somministrati agli animali. I successivi accertamenti hanno permesso di appurare che l’allevamento mantovano era inserito nelle filiere di produzione di diversi prosciutti a Denominazione di origine protetta (i cui disciplinari di produzione, approvati a livello Comunitario, prescrivono la somministrazione ai maiali di determinati alimenti che non comprendono, ovviamente, gli scarti di lavorazione dell’industria agroalimentare), e che negli ultimi 24 mesi le 2 aziende agroalimentari avevano inviato alla struttura agricola circa 250 tonnellate di rifiuti agroalimentari (con i quali si stima siano stati alimentati quasi 2mila suini e ottenuti circa 3.500 prosciutti). Il gip del tribunale di Mantova ha anche emesso un decreto di sequestro preventivo di tutte le cosce suine ottenute dagli animali allevati dall’azienda agricola mantovana e macellati negli ultimi 15 mesi. L’operazione ha consentito al Nas di Cremona di evitare che venissero distribuite oltre 1900 ‘prosciutti di Parma Dop’ e ‘prosciutti di Modena Dop’ e circa 400 ‘prosciutti San Daniele Dop’, detenuti in stagionatura da oltre 40 stabilimenti emiliani e friulani, per un valore complessivo di circa 300mila euro. I prodotti sequestrati, nel caso in cui gli accertamenti di natura sanitaria in corso dovessero certificarne l’idoneità per il consumo umano, sono comunque destinati a perdere la ‘Denominazione di origine protetta’ e ad essere venduti come prodotti agroalimentari non tutelati. Il titolare dell’allevamento è stato denunciato per frode in commercio e vendita di prodotti non genuini, nonché, in concorso con il legale rappresentante delle 2 aziende agroalimentari, per traffico illecito di rifiuti. ( Fonte: www.yahoo.it)

domenica 19 agosto 2012

chi approva i trasportini prigione

La Brambilla in un articolo del "Corriere della sera" si schiera a favore dei trasportini per gli animali, d'altra parte è lei che ha siglato l'accordo con Trenitalia per il trasporto degli animali sui treni, con le conseguenze di cui sopra abbiamo descritto nel nostro articolo di denuncia: Animali "inscatolati" per ore e costretti in spazi soffocanti, sbatacchiati come valige a mano e considerati alla stregua di un paio di braghe. Complimenti alla Brambilla e a TRenitalia. In un paese civile gli animali viaggiano al guinzaglio e seduti vicino al loro compagno umano ( vedere ferrovie tedesche dbhan)
L'Italia ha bisogno di ben altri personaggi per difendere i diritti (veri) degli animali.
Ma tanto è , chi ha il potere mediatico, meglio ancora se alla corte di Berlusconi, ha una credibilità e una visibilità che permette di arrivare alla gente tontolona che crede ancora alle favole....italiani svegliatevi! Il trasportino può davvero essere un mezzo micidiale e causare sofferenza agli animali, soprattutto se usato per un tempo prolungato in condizioni climatiche critiche e se particolarmente stretto. Non può essere applicato come strumento valido per tutti gli animali ( anche quelli che non sono abituati) Inoltre, è del tutto inutile, al più si deve utilizzare per brevi tragitti per trasportare gli animali , ma deve rispondere a determinati requisiti di aerazione e di staticità, oltre che di spazio. Cosa che TRenitalia non ha minimamente previsto nel suo regolamento.


venerdì 17 agosto 2012

Trenitalia vergognati!


Animali: su Trenitalia trasportati come sardine in scatola!


di Daniela Ballestra

Gli animali d’affezione, cani e gatti sono stati ammessi a viaggiare su Trenitalia a condizioni a dir poco ingiuste e al limite del maltrattamento. I cani di piccola taglia devono stare rinchiusi in trasportini le cui dimensioni sono uguali ad una gabbia di contenzione, quali che siano le condizioni atmosferiche. Peccato che sui treni tedeschi e austriaci, invece, i cani viaggino vicino ai loro compagni umani, tenuti in braccio o sul sedile. Altre civiltà chiaramente, se per civiltà s’intende anche il modo con cui si trattano gli animali. I nostri amati cagnolini o gatti non sono tigri feroci, e si comportano molto più educatamente delle persone (per non parlare dei bambini). Allora perché ammettere al viaggio in treno gli animali a condizioni al limite del maltrattamento? chiusi in trasportini soffocanti di plastica o addirittura in vere valigette con tanto di cerniera. La conseguenza di tale trattamento è sotto gli occhi di tutti: il 3 agosto sul binario 7 della stazione di Bologna, una donna teneva il suo cane chiuso in una sorta di valigetta mignon. Il caldo era micidiale e la povera bestiola avrebbe voluto uscire da quella gabbia di contenzione, invece, lo aspettavano ore di viaggio in quella trappola soffocante! La donna non dimostrava la minima pietà per la bestiola, ed era insensibile al suo abbaiare disperato! Quando è passato un treno, fischiando, il cagnolino ha lanciato un urlo terrorizzato....alla fine, quella donna senza cuore ha preso quella specie di valigetta e il suo contenuto animato, trascinandola per le scale. Ho visto il povero cane rotolare come una palla all’interno di quell’ abitacolo soffocante e mi sono chiesta come si può trattare così una creatura vivente e senziente. Questo è il risultato degli scriteriati e ingiusti provvedimenti di Trenitalia, che essendo appunto una rete ferroviaria italiana, dimostra ancora una volta l’arretratezza dell’Italia in fatto di considerazione degli animali.
Faccio presente che nessuna delle centinaia di persone che erano presenti sul binario ha mosso una parola di pietà a favore del povero cane che abbaiava disperato, rinchiuso come una sardina in scatola.
E' ora di smentire tutta la pubblicità che viene fatta con encomiabili lodi a Trenitalia, per aver ammesso gli animali a bordo.
Sì, ma a quali condizioni???

sottoscriviamo questo appello:

Scriviamo (copia e incolla) il seguente messaggio e inviamolo a:

f.fabretti@ferroviedellostato.it

cc: info@lacoscienzadeglianimali.it
info@michelavittoriabrambilla.it

cronache_italiane@ansa.it
arcanimali@tiscali.it

Spett. Trenitalia , con la presente vogliamo protestare contro l’ingiusto provvedimento di far viaggiare gli animali sui treni a condizione che vengano chiusi in trasportini (tra l’altro, non omologati). Questo mezzo di contenzione è inutile e dannoso, sia per le dimensioni e le manifatture inadeguate, sia per le condizioni climatiche e lo stress subito dall’animale chiuso al suo interno. In molte ordinanze per il benessere degli animali emesse dai comuni è proprio vietato detenere animali in spazi angusti. Se si vuole accampare la giustificazione (semmai ce ne fosse una) che un cane può essere fastidioso per i passeggeri, allora dovremmo richiudere nei trasportini migliaia di viaggiatori umani!
Sulle ferrovie tedesche, i cani viaggiano al guinzaglio e vicino al sedile del loro fedele compagno umano! Nessuno si sognerebbe mai di chiuderli in un trasportino!
Invece, nelle stazioni italiane e sui treni, scene pietose di animali sofferenti chiusi nei trasportini sono all’ordine del giorno!
Non si può legittimare una simile barbarie in una società in cui la sensibilità e la coscienza verso i diritti degli animali pretendono di essere regola di vivere civile.

V’ invitiamo, pertanto, a rivedere l’iniquo provvedimento

Aspettiamo riscontro alla presente

Cordiali saluti